Ponte ciclopedonale Abbadia, Italia Nostra: “Danno paesaggistico”. Il sindaco replica

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L’associazione critica la struttura prevista sul lungolago e propone alternative meno impattanti

Il sindaco Roberto Azzoni: “Il progetto è stato sviluppato con gli enti competenti e migliorato rispetto alle versioni precedenti”

ABBADIA – Si accende il confronto pubblico attorno al progetto del ponte ciclopedonale previsto ad Abbadia, intervento pensato per collegare la pista ciclabile che corre lungo la SS36 con la viabilità comunale.

La sezione di Como di Italia Nostra ha diffuso un documento molto critico sull’opera, definendo la soluzione progettuale “rocambolesca” e giudicandola eccessivamente invasiva per il paesaggio lariano. Secondo l’associazione, la struttura sopraelevata risulterebbe “incombente su chi percorre la strada sottostante e visibile dal lago e dalla sponda opposta”, entrando in contrasto con le caratteristiche morfologiche della costa orientale del Lario.

Italia Nostra richiama inoltre il valore paesaggistico complessivo della sponda del lago, sottolineando che il pregio non è dato solo da singoli elementi ma dalla continuità dell’intero paesaggio lacustre. In questo contesto, l’associazione ritiene che il ponte rappresenterebbe “uno ‘sbrego’ anomalo” capace di interrompere le linee naturali dei monti e dell’orizzonte del lago.

Secondo il documento, il danno paesaggistico sarebbe “indiscutibile” e si inserirebbe in una progressiva perdita di integrità visiva del territorio lariano, paragonata a un mosaico a cui, tessera dopo tessera, vengono tolti elementi fondamentali.

Dubbi sulle autorizzazioni e proposte alternative

Nel testo vengono analizzate anche le autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti. In particolare, Italia Nostra cita il parere favorevole espresso dalla Commissione per il Paesaggio della Provincia di Lecco, che ha ritenuto l’intervento inserito in un contesto privo di elementi di particolare pregio paesaggistico — fatta eccezione per la chiesa di San Martino.

Una valutazione che l’associazione contesta, sostenendo invece che il vero valore paesaggistico sia proprio l’insieme della riva del lago e la continuità visiva del paesaggio.

Italia Nostra propone inoltre alcune soluzioni alternative per risolvere il problema del collegamento ciclabile senza realizzare il ponte. Tra queste mantenere la pista ciclopedonale sul lato lago della strada provinciale, ampliando la carreggiata verso monte; sfruttare un sottopasso esistente e far proseguire il tracciato ciclabile all’interno dei lotti verso lago.

Secondo l’associazione, entrambe le opzioni avrebbero costi molto inferiori rispetto alla costruzione del ponte e comporterebbero un impatto paesaggistico più contenuto.

La replica del sindaco Azzoni

Alle critiche ha risposto il sindaco di Abbadia Lariana, Roberto Sergio Azzoni, che in una nota ha invitato a valutare il progetto sulla base della documentazione aggiornata e dopo un confronto diretto con l’amministrazione.

“Prima di esprimere giudizi pubblici su un’opera complessa e ancora in fase di sviluppo progettuale, sarebbe stato certamente utile un confronto diretto con l’amministrazione comunale“, afferma il primo cittadino.

Il sindaco sottolinea inoltre che alcune delle immagini e dei render circolati negli anni scorsi non rappresenterebbero la versione più recente del progetto, nel frattempo “ulteriormente approfondito e migliorato”.  Azzoni ribadisce poi che l’intervento non nasce da una scelta improvvisata: durante la progettazione sarebbero state valutate diverse soluzioni alternative per trovare il miglior equilibrio tra sicurezza, inserimento paesaggistico e funzionalità della ciclabile.

Il progetto, conclude il sindaco, è stato sviluppato “in costante interlocuzione con la Soprintendenza e con gli altri enti preposti alla tutela del paesaggio”, nell’ambito delle normali procedure autorizzative.

Un dibattito destinato a continuare

La discussione sul ponte ciclopedonale si inserisce nel più ampio tema della mobilità dolce lungo il Lario, dove la realizzazione di nuovi tratti ciclabili incontra spesso la necessità di conciliare infrastrutture e tutela del paesaggio.

Da una parte c’è l’obiettivo di migliorare i collegamenti per ciclisti e pedoni; dall’altra la preoccupazione di preservare uno dei paesaggi più riconosciuti e apprezzati del lago di Como. Un equilibrio che, come dimostra il caso di Abbadia, continua a far discutere cittadini, associazioni e istituzioni.