Ponte dei Minatori, la sfida della Valvarrone: “Portare turismo senza creare disagi a chi vive qui”

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Luca Buzzella
Luca Buzzella, sindaco di Valvarrone

Il sindaco Luca Buzzella guarda all’apertura prevista in autunno come a un’occasione per rilanciare Tremenico, Lentrée e l’intera valle

“Il ponte è un’attrattiva nell’attrattiva: il vero punto di forza sono il borgo e le miniere”. Primo attraversamento gratuito per i residenti, allo studio navette e collegamenti festivi

VALVARRONE – Il Ponte dei Minatori non dovrà essere soltanto una passerella sospesa capace di richiamare visitatori, ma l’innesco di un cambiamento più profondo per la Valvarrone. È questa la prospettiva del sindaco Luca Buzzella, che guarda all’apertura della nuova infrastruttura come a un’occasione per riportare servizi, attività e persone soprattutto a Tremenico, il nucleo che più degli altri ha sofferto negli anni lo spopolamento.

Il cantiere della passerella, lunga circa 450 metri e sospesa a circa 200 metri sopra il torrente Varrone, è ormai nelle fasi conclusive. Il cronoprogramma più recente della società punta ora indicativamente a metà ottobre, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, posa degli stabilizzanti e collaudi. L’opera è finanziata interamente con capitali privati e collega Tremenico con il versante di Lentrée, inserendosi in un progetto più ampio legato alla valorizzazione della storia mineraria della valle.

Per Buzzella, però, la vera partita comincerà quando il ponte sarà aperto. “Chiaramente ci saranno impatti positivi, ma dobbiamo prepararci anche alle possibili criticità, soprattutto per quanto riguarda viabilità e parcheggi. Come Amministrazione il nostro obiettivo è fare in modo che i flussi siano gestiti nel limite del possibile e, soprattutto, che non si creino disagi ai cittadini, in particolare a quelli di Tremenico”.

Credit photo società Ponte dei Minatori

Viabilità e parcheggi, già affidati due studi

È proprio questo uno dei fronti sui quali il Comune si sta muovendo con maggiore anticipo. “Abbiamo già fatto un incontro e ne faremo altri. Abbiamo affidato a un ingegnere uno studio sulla viabilità e, parallelamente, a un altro professionista un progetto per modificare l’accessibilità al ponte e creare nuovi parcheggi”, spiega il sindaco.

Una prima soluzione è già stata studiata per affrontare la fase iniziale, quando sarà necessario capire quale sarà realmente l’afflusso. “All’inizio adotteremo una soluzione provvisoria. Poi, quando il ponte sarà a regime e avremo dati reali sui flussi, potremo capire come strutturare definitivamente accessi e sosta”.

Al tavolo si sono già seduti anche Polizia Locale e società Ponte dei Minatori, proprio per costruire un modello capace di reggere l’arrivo dei visitatori senza scaricare tutto il peso sulla viabilità locale. Un tema tutt’altro che secondario, considerando le caratteristiche della SP67 Alta Valsassina e Valvarrone, già interessata durante il cantiere da chiusure temporanee legate ai lavori della passerella. Nei mesi scorsi la Provincia aveva disposto diverse interruzioni a Tremenico per consentire in sicurezza le operazioni di cantiere.

“”La SP67 ha le sue criticità – osserva Buzzella – ma la Provincia sta già effettuando alcuni interventi, anche sul calibro stradale. Se l’aumento delle presenze turistiche diventerà uno stimolo per migliorare ulteriormente la viabilità, sarà un beneficio non soltanto per chi arriva, ma soprattutto per chi qui ci vive tutti i giorni”.

Buzzella distingue la passerella dalle opere pubbliche che le ruotano attorno. “Il ponte è totalmente finanziato da capitale privato“. Un dato già sottolineato anche nelle precedenti fasi del progetto: la passerella è stata realizzata senza finanziamenti pubblici, mentre il recupero del patrimonio storico e minerario rientra in un programma più ampio sostenuto da enti pubblici e fondazioni.

Il Comune ha rilasciato un permesso di costruire convenzionato e, nell’ambito di quell’atto, ha riconosciuto la pubblica utilità dell’opera. “Il ponte ha una funzione precisa: portare le persone dall’altro lato della montagna e permettere loro di raggiungere il borgo e visitare le miniere”, chiarisce il sindaco.

Il collegamento fisico esiste già attraverso una mulattiera che da Tremenico scende verso il fiume e poi risale, sistemata in alcuni punti, ma si tratta inevitabilmente di un percorso più impegnativo. La passerella cambia quindi radicalmente l’accessibilità a Lentrée.

Credit photo Ponte dei Minatori (Instagram)

Lentrée, il borgo dei minatori da riportare alla vita

Ed è proprio Lentrée uno dei punti centrali della visione dell’Amministrazione. “Nel PGT Lentrée è individuato come ambito di rigenerazione urbana. È l’unico borgo della Valvarrone ad essere stato completamente abbandonato. Un tempo era un alpeggio, poi è stato vissuto soprattutto dai minatori”.

Il progetto pubblico prevede il recupero di una parte del borgo, il miglioramento dell’accessibilità e la valorizzazione del patrimonio legato alle attività estrattive. Tra le idee c’è la realizzazione di una casa-museo, capace di raccontare concretamente la vita quotidiana dei lavoratori delle miniere, oltre alla possibilità di accompagnare i visitatori in una porzione della vecchia miniera di feldspato ormai dismessa.

“Ci sono state problematiche che non dipendevano dalla nostra volontà e che hanno allungato i tempi. Alcuni lavori sono già iniziati, altri sono ancora in fase di progettazione”, spiega Buzzella. Il progetto complessivo di valorizzazione, distinto finanziariamente dalla passerella privata, coinvolge in particolare la Comunità Montana, il Comune di Valvarrone, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo per un importo investito pari a 2,4 milioni di euro. Le precedenti presentazioni dell’intervento avevano già indicato il recupero delle ex miniere e degli antichi sentieri come uno dei cardini del rilancio della zona.

“Il ponte è un’attrattiva nell’attrattiva”

Per il sindaco, proprio questo è il punto da non perdere di vista. “Il ponte è un’attrattiva nell’attrattiva. È sicuramente qualcosa di spettacolare e importante, ma il vero punto di forza sono Lentrée e le miniere”.

L’obiettivo, dunque, è evitare che i visitatori arrivino, attraversino la passerella e ripartano subito. “La parte interessante è costruire un’esperienza che permetta di conoscere il territorio. Le visite alle miniere saranno guidate e contingentate, quindi si aprirà comunque a una platea di visitatori organizzata e gestibile”.

Le miniere, secondo Buzzella, hanno anche un valore identitario fortissimo. “Per gli abitanti di Tremenico quella è una storia vissuta nel bene e nel male. Con l’Ecomuseo e con il professionista incaricato abbiamo recuperato vecchi oggetti e testimonianze. C’è partecipazione da parte della comunità e la voglia di fare qualcosa di diverso partendo proprio dalla propria storia”.

Nuovi parcheggi, parco giochi e centro visitatori

Gli interventi pubblici previsti sul versante di Tremenico non si limiteranno agli accessi. “Il progetto prevede una nuova accessibilità che migliori quella attuale, che presenta alcune criticità e limita il passaggio dei mezzi, e nuovi parcheggi. E questi parcheggi serviranno anche ai residenti, non soltanto ai turisti”.

È già stato riqualificato anche il parchetto, con la realizzazione di un’area giochi anche inclusiva e il recupero di una zona picnic. Un altro tassello sarà la trasformazione di un immobile comunale. “È previsto il recupero di un edificio nel quale realizzare un centro visitatori. Ma vogliamo che abbia anche una seconda funzione: sarà uno spazio a disposizione dei cittadini di Tremenico, una sala utilizzabile dalla comunità”.

È un concetto sul quale Buzzella insiste: gli investimenti collegati al progetto turistico devono avere ricadute quotidiane anche per chi abita in valle.

Credit photo società Ponte dei Minatori

Una valle che torna ad attirare

Qualche segnale, intanto, è già arrivato. “In questi mesi abbiamo visto interesse per l’apertura di nuove attività. Sono arrivate richieste per un classico chioschetto, per un bar e anche per un piccolo negozio di generi alimentari. Il ponte e il progetto delle miniere hanno già innescato attenzione”.

Per Tremenico non sarebbe un passaggio banale. “È la località del Comune dove c’è la popolazione mediamente più anziana. Lo scuolabus non sale più perché non ci sono bambini. Decenni fa, invece, quando le miniere erano attive, Tremenico era il paese più popoloso della valle”.

Il ponte viene quindi letto anche come una possibile leva contro lo spopolamento. “Come Amministrazione vogliamo cercare di sfruttare positivamente l’arrivo dei turisti per ravvivare il paese, senza però trasformare questa opportunità in un disagio per chi ci vive”.

Buzzella inserisce il progetto in una dinamica più ampia. “Noi siamo un’area interna per eccellenza e lo spopolamento è sempre stato uno dei nostri problemi, soprattutto a Tremenico, che è più lontana dal lago”.

Negli ultimi mesi, tuttavia, qualcosa sembra essersi mosso. “Il dato che abbiamo visto qualche mese fa mostra un’inversione di tendenza. Alcune famiglie sono venute a vivere a Vestreno e Introzzo e qualcuna anche a Tremenico. I residenti stanno tornando lentamente ad aumentare”.

Secondo il sindaco incidono diversi fattori: il costo crescente degli immobili sul lago e nelle città, una nuova attenzione per i piccoli paesi di montagna e anche le condizioni climatiche. “Basta pensare all’estate che stiamo vivendo: qui non c’è il caldo delle città o dei paesi di pianura. C’è una riscoperta di questi luoghi che secondo me va accompagnata”.

Un segnale importante arriva anche dalla scuola primaria di Vestreno. “Abbiamo investito sulla scuola e i numeri ci stanno dando ragione. Gli iscritti sono cresciuti e poi si sono stabilizzati, quindi al momento non abbiamo problemi di tenuta. Cerchiamo di offrire servizi perché è quello che serve per convincere le famiglie a vivere qui”.

Il tema economico resta altrettanto importante. “Questo progetto è qualcosa di cui si parla da diversi anni e la speranza è che possa stimolare l’economia. Una volta c’erano diversi ristoranti, oggi ne sono rimasti pochi. Se funzionerà, con il tempo potrà creare nuove opportunità”.

La richiesta: autobus anche la domenica

Il Comune sta lavorando anche sul trasporto pubblico locale. “Ho già chiesto all’Agenzia di valutare una corsa nei giorni festivi. Oggi non ne abbiamo. Se il ponte aprirà e il progetto andrà a buon fine, avere collegamenti anche la domenica sarà utile ai turisti, ma sarà soprattutto un nuovo servizio che resterà alla popolazione”.

Parallelamente, anche la società privata sta valutando un servizio di navette, in coordinamento con l’Amministrazione e con il Comune di Dervio. L’idea è ridurre il più possibile il numero di automobili dirette fino a Tremenico e contenere la pressione sui parcheggi e sulla SP67. “La società si sta muovendo per organizzare servizi navetta, anche in accordo con Dervio. L’obiettivo è limitare l’accesso delle auto sulla strada e gestire meglio i parcheggi”.

L’apertura in autunno, da questo punto di vista, potrebbe rappresentare un vantaggio. “Partire a ottobre significa poter testare tutto in un periodo relativamente tranquillo. Ci permetterà di capire cosa funziona e cosa deve essere corretto prima della stagione turistica più forte”.

Anche il rapporto tra il ponte e chi vive stabilmente in Valvarrone è stato affrontato nella convenzione sottoscritta con la società. “Per quanto riguarda i residenti e le questioni legate alle funzioni comunali, sarà il Comune a sedersi al tavolo con la società e concordare le tariffe. Per il resto la bigliettazione sarà gestita liberamente dalla società»”. Una prima scelta è già stata fatta: “Il primo passaggio sul ponte per i residenti sarà gratuito”.

Credit photo società Ponte dei Minatori

Un pezzo di un’offerta turistica più ampia

Nella visione di Buzzella, il Ponte dei Minatori dovrà inoltre dialogare con le altre attrazioni del territorio lecchese. “Il turista che arriva sul lago deve avere qualcosa in più da fare. Se oggi si ferma due giorni, magari domani può fermarsene tre e dedicare mezza giornata a Tremenico e alla Valvarrone”. Il riferimento è a un sistema che comprende realtà come l’Orrido di Bellano e Corenno Plinio, mete che negli ultimi anni hanno contribuito a rafforzare l’attrattività dell’Alto Lario. L’idea è quindi quella di inserirsi in una rete, non di competere come singola attrazione.

Il progetto, inevitabilmente, ha suscitato anche perplessità tra chi teme un modello di montagna troppo legato alle attrazioni. Buzzella non nasconde il tema. “Capisco chi parla di rischio di una montagna trasformata in luna park e rispetto questi punti di vista”.

Ma, nella sua lettura, la passerella ha senso proprio perché non nasce da sola. “Se fosse soltanto il ponte, il ragionamento sarebbe diverso. Qui invece il ponte è funzionale a un borgo abbandonato, alla memoria delle miniere, ai sentieri e a un progetto di rigenerazione più vasto. È questo che per me fa la differenza”.

E alla passerella attribuisce anche un valore simbolico. “A me piace pensare che sia un’idea positiva. Meglio costruire ponti che costruire muri. Il ponte è per sua natura un collegamento: unisce due parti della montagna, ma speriamo possa anche collegare passato e futuro di questa valle”.

La scommessa, insomma, non si misurerà soltanto nel numero dei biglietti staccati. Per Buzzella il risultato vero sarà capire se il Ponte dei Minatori riuscirà a riportare vita a Tremenico e Lentrée, sostenere nuove attività, migliorare servizi e viabilità e rendere nuovamente attrattiva una valle segnata dallo spopolamento, senza però sacrificare la quotidianità di chi vi abita.”La sfida è proprio questa: beneficiare dell’afflusso turistico senza creare disagi, usare questa opportunità per ravvivare il paese e fare in modo che ciò che viene realizzato per chi arriva resti, prima di tutto, anche a servizio di chi vive qui”.

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