SS36. Oltre Monte Piazzo, al via lo studio per la nuova variante: “Entro fine anno le prime ipotesi”

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All’incontro pubblico svolto a Colico il punto sul futuro della galleria

Già affidato lo studio di fattibilità che dovrà individuare il nuovo tracciato della SS36. Sertori: “Dobbiamo guardare al futuro”

COLICO – Il futuro della SS36 passa da una nuova variante che consenta di superare definitivamente le criticità legate alla frana del Monte Piazzo. È questa la notizia più importante emersa dall’incontro pubblico “Conoscere la frana Monte Piazzo per tutelare il nostro territorio”, organizzato ieri sera (martedì) all’Auditorium Ghisla di Colico dove tecnici, amministratori e cittadini hanno fatto il punto sul presente e soprattutto sul futuro della principale infrastruttura viaria che collega il Lago di Como alla Valtellina.

Se infatti i lavori di consolidamento della galleria Monte Piazzo rappresentano una risposta fondamentale per garantire la sicurezza dell’attuale tracciato, la prospettiva delineata da Anas guarda già oltre: individuare una soluzione definitiva che consenta di uscire dall’area interessata dal fenomeno franoso.

Matteo Giuseppe Castiglioni

Ad annunciarlo è stato l’ingegner Matteo Giuseppe Castiglioni, responsabile della Struttura Territoriale Lombardia di Anas, intervenuto nel corso della serata. “Abbiamo già affidato lo studio di fattibilità a una società di ingegneria milanese. Il compito sarà individuare la soluzione migliore: capire se sarà sufficiente spostare la galleria fuori dalla parte più attiva della frana oppure se sarà necessario progettare una variante molto più ampia che coinvolga anche la galleria di Dervio, uscendo completamente dalla deformazione gravitativa del Monte Legnoncino”, ha spiegato Castiglioni.

Il dirigente di Anas ha precisato che il lavoro è già iniziato e che le prime conclusioni sono attese entro pochi mesi. “Contiamo di avere i primi risultati tra ottobre e la fine dell’anno. Solo allora sapremo quale sarà la soluzione tecnicamente più corretta e potremo iniziare a parlare di costi e tempi di realizzazione”, ha aggiunto.

Lo studio di fattibilità rappresenta il primo passo verso un’opera destinata a cambiare il volto della viabilità del territorio. L’obiettivo è individuare un nuovo tracciato capace di garantire continuità ai collegamenti senza essere condizionato dall’evoluzione del fenomeno franoso che interessa il versante del Monte Legnoncino, sul quale insistono sia la SS36 sia la linea ferroviaria Lecco-Colico.

Le ipotesi sul tavolo, come detto, sono sostanzialmente due: la prima prevede una variante limitata alla sola galleria Monte Piazzo, qualora gli approfondimenti dimostrassero che è sufficiente allontanare il tracciato dalla porzione più attiva della frana. La seconda, decisamente più ambiziosa, prevede invece una variante completamente nuova, capace di aggirare l’intero fenomeno gravitativo e comprendere anche la galleria di Dervio. Sarà proprio lo studio commissionato da Anas a stabilire quale delle due soluzioni offrirà le maggiori garanzie di sicurezza e sostenibilità tecnica.

Sertori: “La SS36 è l’aorta della Valtellina”

Ad affiancare la posizione di Anas è intervenuto anche l’assessore regionale agli Enti Locali e Montagna, Massimo Sertori, che ha definito la SS36 un’infrastruttura strategica non solo per la provincia di Sondrio ma per l’intera Lombardia. “La SS36 è l’aorta della Valtellina. È la strada che collega il nostro territorio con Milano, gli aeroporti, il resto della Lombardia e del Paese. Non possiamo permetterci di ragionare soltanto sull’emergenza: dobbiamo guardare al futuro”, ha affermato.

Massimo Sertori

Sertori ha ricordato come gli interventi finanziati negli ultimi anni abbiano rappresentato uno sforzo economico senza precedenti. “Grazie anche alle risorse legate alle Olimpiadi Milano-Cortina siamo riusciti a finanziare opere importantissime: il consolidamento della galleria Monte Piazzo, gli interventi sulla SS38, il ponte Manzoni, lo svincolo di Piona, la passerella ciclopedonale di Abbadia Lariana e molte altre infrastrutture. Ma questi lavori servono a mettere in sicurezza quello che già esiste. La vera sfida è progettare il futuro”, ha spiegato.

L’assessore ha poi sottolineato come il percorso verso la nuova variante non possa prescindere dalla progettazione. “Prima serve uno studio serio. Solo con un progetto definito potremo sederci ai tavoli ministeriali e chiedere le risorse necessarie. Senza un progetto non si ottengono finanziamenti”, ha evidenziato.

Una serata per fare il punto sullo stato dell’arte

L’incontro, moderato dal giornalista Giancarlo Ferrario, era stato organizzato proprio con l’obiettivo di fornire ai cittadini un quadro completo sulla situazione della frana, sugli interventi realizzati e sulle prospettive future.

Accanto ai rappresentanti di Anas e di Regione Lombardia erano presenti il geologo Cristian Adamoli, il presidente della Provincia di Sondrio Davide Menegola, il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca e il vicepresidente della Provincia di Lecco con delega alle infrastrutture Mattia Micheli, oltre alla sindaca di Colico Monica Gilardi.

Nel corso della serata è stato ricordato come il dissesto del Monte Legnoncino sia monitorato ormai da decenni e come rappresenti uno dei fenomeni geologici più studiati dell’intero arco alpino lombardo.

Uno dei temi affrontati riguarda gli interventi già eseguiti lungo la galleria Monte Piazzo, finanziati con un investimento complessivo di circa 77 milioni di euro.

Castiglioni ha spiegato come il progetto abbia riguardato sia gli aspetti strutturali sia quelli impiantistici dell’infrastruttura. Le opere hanno interessato il consolidamento della volta, il rifacimento degli impianti tecnologici, dei sistemi antincendio, dell’illuminazione, della ventilazione, del drenaggio delle acque e dell’intero sistema di monitoraggio. Interventi che consentiranno alla galleria di affrontare in condizioni di maggiore sicurezza l’evoluzione del fenomeno franoso, pur nella consapevolezza che il movimento del versante continuerà a essere costantemente osservato.

Il territorio fa squadra

Un altro messaggio emerso con forza riguarda la necessità di un’azione condivisa da parte delle istituzioni. Il presidente della Provincia di Sondrio Davide Menegola ha evidenziato come il tema riguardi l’intero territorio valtellinese e non soltanto Colico. Anche il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca ha ribadito che la SS36 rappresenta un’infrastruttura strategica anche per il Lario occidentale.

Sulla stessa linea il vicepresidente della Provincia di Lecco Mattia Micheli, che ha ricordato come negli ultimi anni siano stati programmati numerosi interventi per migliorare la resilienza dell’intera rete viaria provinciale, dallo svincolo di Piona fino al futuro Peduncolo di Dervio.

Gli interventi del pubblico: “Bisogna partire subito”

Ampio spazio è stato dedicato anche agli interventi del pubblico. Molti cittadini hanno espresso preoccupazione per i tempi necessari alla realizzazione di una futura variante, sottolineando come l’attuale infrastruttura rappresenti un collegamento essenziale per migliaia di persone ogni giorno.

Nel corso del dibattito è stato ribadito come il percorso sarà inevitabilmente lungo: prima occorrerà completare lo studio di fattibilità, successivamente sviluppare la progettazione, reperire le risorse economiche e infine avviare l’iter autorizzativo e i lavori.

Tra i contributi più significativi quello dell’ex ministro Roberto Castelli, che ha lanciato un appello affinché la variante venga progettata immediatamente. Secondo Castelli non è possibile attendere un eventuale aggravamento della situazione prima di iniziare l’iter progettuale, considerando che tra progettazione, autorizzazioni, reperimento delle risorse e lavori potrebbero trascorrere molti anni.

Anche rappresentanti del del mondo produttivo e degli imprenditori hanno ribadito la necessità di accelerare il percorso verso la variante, definendola una priorità assoluta per garantire continuità ai collegamenti con la Valtellina e salvaguardare economia e turismo.

La serata si è conclusa con un messaggio condiviso da tutti gli intervenuti: gli importanti lavori realizzati sulla galleria Monte Piazzo rappresentano un passaggio fondamentale, ma non possono essere considerati il punto di arrivo. L’obiettivo è costruire una SS36 sempre più sicura, moderna e resiliente, capace di garantire collegamenti efficienti tra il Lago di Como e la Valtellina anche nei prossimi decenni.

Il primo passo è già stato compiuto con l’affidamento dello studio di fattibilità. Entro la fine dell’anno, dalle analisi tecniche di Anas, arriveranno le prime indicazioni sul futuro tracciato di quella che potrebbe diventare una delle opere infrastrutturali più importanti per il territorio lombardo negli anni a venire.

Riguardo gli interventi attualmente in corso, Anas ha confermato che i lavori sono ormai nella fase conclusiva: da giovedì sarà ripristinata la normale circolazione nella galleria Monte Piazzo, con il ritorno delle due corsie per senso di marcia. Le ultime lavorazioni, dedicate soprattutto all’adeguamento degli impianti tecnologici, proseguiranno esclusivamente in orario notturno fino alla fine del 2026, senza ulteriori limitazioni alla circolazione diurna. L’obiettivo dichiarato da Anas è arrivare al 2027 con una galleria completamente riqualificata, monitorata e pienamente operativa, in attesa che gli studi sulla futura variante individuino la soluzione definitiva per mettere al riparo la SS36 dagli effetti della frana.

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