Ticket d’ingresso a Corenno. “Per la Soprintendenza non si può fare”

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Per la Soprintendenza non sarebbe regolare il regolamento per l’accesso a pagamento di Corenno

Lo fa sapere l’ex sindaco Vassena: “Il biglietto andrebbe immediatamente soppresso”

 

DERVIO – “Il regolamento predisposto dal Comune di Dervio non rispetta le norme del Codice dei Beni Culturali: così la Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio stronca il neonato ticket di Corenno”.

E’ l’ex sindaco, oggi consigliere di minoranza, Davide Vassena a riportare quanto la Soprintendenza avrebbe scritto al Comune in merito al contributo d’ingresso chiesto ai visitatori della bella località sul lago a partire dal 4 giugno scorso, quando è stata inaugurata la nuova modalità di accesso (vedi articolo).

Il ticket di ingresso a Corenno

“Il regolamento non può considerarsi redatto secondo l’art. 103 del Codice dei Beni Culturali, in quanto il borgo di Corenno, secondo quanto definito dallo stesso Codice dei Beni Culturali, non può essere considerato ‘luogo pubblico della cultura’ né ‘complesso monumentale’, e non vi è stata alcuna intesa col Ministero della Cultura. Esattamente come era stato detto anche in Consiglio dal gruppo di minoranza, il ticket di Corenno non ha quindi una base giuridica che ne giustifichi l’applicazione – dice Vassena – E chi meglio della Soprintendenza, organo del Ministero della Cultura, può stabilire se il Codice dei Beni Culturali sia utilizzabile per giustificare la creazione di questo ticket? Il biglietto andrebbe quindi immediatamente soppresso: eppure il Comune continua imperterrito a farlo pagare agli ignari turisti, prevedendo addirittura sanzioni per chi non lo fa”.

“Ma non solo – prosegue l’ex sindaco – la Soprintendenza rimarca che non risultano autorizzazioni per limitare l’accesso alle aree demaniali: la legge prevede infatti che l’accesso a porti e spiagge sia gratuito, mentre a Corenno chi scende per raggiungere il lago (cioè la maggior parte dei turisti) deve pagare un ticket che non potrebbe essere richiesto. Come già aveva detto, anche in questo caso, la minoranza in Consiglio, il Comune avrebbe quindi dovuto garantire e segnalare l’accesso gratuito su almeno una delle 3 scalotte che scendono a lago: ma un turista bene informato difficilmente sceglierebbe di percorrere una scalotta ‘a pagamento’ se ce ne fosse una che conducesse gratis nello stesso posto!”

La Soprintendenza chiederebbe inoltre la rimozione del logo posizionato sopra la fontana in piazza e della vicina armatura, dopo aver rilevato l’assenza della richiesta di collocare tali manufatti su un bene culturale tutelato, ossia la chiesa. Ci sarebbero poi, dice Vassena, problemi anche relativi alla casetta di informazione ai turisti e per l’acquisto dei ticket di cui non sarebbe stata comunicata la collocazione definiva in piazza.