Terminato il montaggio dell’impalcato, è iniziata la posa delle funi stabilizzanti. Poi toccherà ai collaudi strutturali
La passerella sospesa, lunga 450 metri, sarà fruibile tutto l’anno salvo condizioni meteo avverse
VALVARRONE – Il Ponte dei Minatori entra nella fase decisiva. Dopo la pausa estiva, il cantiere è ripartito e l’obiettivo indicato dalla direzione lavori è ora quello di arrivare all’apertura intorno alla metà di ottobre, meteo permettendo.
A fare il punto è Cristian Adamoli, amministratore, direttore dei lavori e componente del gruppo di progettazione dell’opera: “Lunedì il cantiere è ripartito dopo la pausa estiva e abbiamo praticamente iniziato le operazioni per la posa degli stabilizzanti – spiega –. Il ponte è impalcato, tutto il montaggio era stato completato prima delle ferie. Adesso dobbiamo attrezzarlo con le funi laterali stabilizzanti, necessarie per gestire le oscillazioni laterali della struttura”. Proprio per questa fase sono state portate in cantiere due grandi bobine di fune, con una chiusura della strada dalle 8 alle 14 necessaria per consentire le operazioni.
La nuova fase di cantiere dovrebbe richiedere alcune settimane. “Tempo permettendo, questa operazione dovrebbe concludersi nell’arco di tre o quattro settimane. Da lì potremo iniziare le operazioni di collaudo strutturale del ponte e completare contemporaneamente le finiture nelle parti a terra”, prosegue Adamoli. Il cronoprogramma porta così verso ottobre: “L’obiettivo è aprire il ponte grosso modo a metà ottobre. Questo è il nostro obiettivo e sia il personale sia noi della direzione lavori siamo allineati su queste tempistiche. Naturalmente il meteo potrà determinare qualche spostamento, ma la direzione è quella”.
Dietro all’opera c’è un percorso tecnico iniziato molto prima. La richiesta per il permesso di costruire era stata presentata il 15 luglio 2024. La conferenza dei servizi si è conclusa a fine maggio 2025 con i pareri favorevoli, consentendo l’avvio del cantiere nei primi giorni di giugno dello scorso anno. Il Ponte dei Minatori misura circa 450 metri di lunghezza e si sviluppa a circa 200 metri sopra il fondovalle ed è largo 1,5 metri, collegherà l’area di Tremenico con Lentrée. Già all’avvio dei lavori era stato presentato come uno degli interventi più ambiziosi del progetto di rilancio turistico della valle.

Adamoli insiste soprattutto sulla complessità dell’opera. “Dal punto di vista ingegneristico è un’opera particolare. Non ci sono tanti ponti di questo tipo e non avevamo una grande quantità di esempi storici ai quali fare riferimento. Molte lavorazioni abbiamo dovuto studiarle e svilupparle praticamente da zero, guardando anche a strutture realizzate in altre parti del mondo”. La difficoltà non è stata soltanto progettuale. “Una delle sfide più importanti è stata la logistica. Gli spazi di cantiere sono molto ridotti e sul lato di Tremenico non è possibile arrivare con mezzi pesanti. Dall’altra parte molte attrezzature e macchine sono state portate con l’elicottero e successivamente rimontate sul posto. Anche sotto questo aspetto è stato un cantiere molto impegnativo”.
In questi giorni sono impegnate nei lavori una decina di persone, che dovrebbero salire a circa 15 dalla prossima settimana, mentre proseguono parallelamente anche le sistemazioni a terra.
L’intero processo costruttivo viene inoltre documentato con immagini e video che si possono trovare anche sulla pagina Instagram dedicata. “Stiamo seguendo con un videomaker tutte le lavorazioni più importanti e conservando una documentazione delle diverse fasi costruttive, proprio perché si tratta di un’opera particolare e vogliamo raccontare anche come è stata realizzata”, spiega Adamoli.
Aperto tutto l’anno, ma non nelle ore notturne
Una volta conclusi i collaudi, il Ponte dei Minatori dovrebbe essere utilizzabile per gran parte dell’anno. “L’intenzione è renderlo fruibile tutto l’anno, naturalmente salvo condizioni meteorologiche troppo avverse come nevicate, ghiaccio o situazioni che non consentano un attraversamento in sicurezza”, chiarisce Adamoli.
Gli orari definitivi devono ancora essere stabiliti, ma l’impostazione sarà quella di consentire gli attraversamenti dall’alba al tramonto. “Per ragioni di sicurezza non vogliamo tenerlo aperto nelle ore notturne”.
L’apertura nel periodo autunnale viene vista anche come una sorta di banco di prova in vista delle stagioni di maggiore affluenza. “Speriamo naturalmente di avere flussi turistici importanti, ma devono essere sostenibili e gestibili. Il fatto di iniziare in una stagione meno turistica sulla carta ci consentirà di raccogliere indicazioni preziose per organizzare il servizio in primavera e in estate”.

Prenotazioni pronte a essere attivata, se serviranno
Per gestire un possibile afflusso elevato di visitatori, la società ha già predisposto una soluzione basata sulle prenotazioni. “Siamo attrezzati e pronti per gestire eventuali flussi con un sistema di prenotazione. Al momento non è operativo perché non serve ancora, ma siamo in grado di renderlo attivo in tempi molto rapidi”, spiega Adamoli. Il ponte sarà inoltre a pagamento, anche se tariffe, modalità di acquisto dei biglietti e orari dettagliati saranno definiti e comunicati più avanti. A luglio era stato spiegato che la passerella sarebbe stata pensata per una fruizione ampia, con una pedata continua e senza necessità di imbragatura individuale per l’attraversamento.
Nessun investimento pubblico, si tratta di un’opera privata
Adamoli tiene inoltre a distinguere nettamente il finanziamento della passerella dal più ampio progetto di valorizzazione della Valvarrone. “Il Ponte dei Minatori è un’infrastruttura privata di interesse pubblico ed è stato realizzato esclusivamente con capitali privati. Sul ponte non c’è un euro di denaro pubblico”.
L’opera si inserisce però in un disegno più vasto che comprende la valorizzazione del borgo di Lentrée, degli antichi percorsi e del patrimonio minerario della valle, sul quale sono invece attivi progetti sostenuti da soggetti pubblici e fondazioni. Già all’avvio dei lavori, nel luglio 2025, il ponte era stato presentato come parte di un piano più ampio che comprendeva il recupero delle ex miniere di Lentrée, con finanziamenti di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo pari a circa 2,4 milioni di euro.
“Sono due cose da tenere distinte – precisa Adamoli –. Il nostro ponte è interamente privato, senza ricadute sui bilanci pubblici. Naturalmente, quando sarà a regime e verrà pagato un biglietto, le ricadute per il territorio e per la parte pubblica potranno arrivare attraverso tutto ciò che l’afflusso turistico sarà in grado di generare”.

Ed è proprio questa la scommessa alla base dell’intervento: fare della passerella non un’attrazione isolata, ma una porta d’ingresso verso Lentrée, la storia mineraria, i sentieri e l’intera Valvarrone. Un obiettivo già indicato nelle fasi iniziali del progetto e che diventerà concreto quando i primi visitatori potranno finalmente mettere piede sul Ponte dei Minatori.
Sull’inaugurazione, invece, resta ancora qualche dettaglio da definire. “Ce ne occuperemo direttamente come società privata. Non abbiamo ancora deciso la formula definitiva”.
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