Airuno. Basta notizie, il professor Gilardi chiede il silenzio sulla sua vicenda

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La nota dell’avvocato Barra, amministratrice di sostegno di Carlo Gilardi

“Basta notizie e nessuna manifestazione in mio favore”

AIRUNO – “Vi chiedo gentilmente di non pubblicare più notizie che mi riguardino perché provo un forte senso di disagio e di vergogna. Gradirei che nessuna manifestazione pubblica abbia luogo in mio favore”. Questo il desiderio manifestato dal professor Carlo Gilardi che sta bene ma si è detto infastidito dall’enorme clamore mediatico destato dalla sua vicenda. Di seguito la nota dell’avvocato Elena Barra, amministratrice di sostegno di Carlo Gilardi.

“Egregio Direttore,
nonostante si sia cercato di proteggere il Prof. Carlo Gilardi dall’enorme clamore mediatico e dalla spettacolarizzazione della sua vicenda umana, consapevoli che sarebbe stato per Lui un trauma, Egli ne è venuto a conoscenza tramite l’Avv. Silvia Agazzi, nel corso del colloquio tra loro intercorso, ed ha chiesto conto dell’accaduto e delle persone coinvolte. Il Prof. Carlo è rimasto profondamente turbato e contrariato. Ha manifestato per iscritto al Giudice Tutelare la volontà di affidarsi a Lei affinché qualunque futura azione si svolga ‘nel massimo silenzio possibile’, aggiungendo che si vergogna ‘di subire il trauma della pubblicità’, ragione per la quale si è anche determinato a revocare l’incarico alle Avvocatesse Agazzi, confermando la propria fiducia nelle Istituzioni, oltre che nei Responsabili e operatori della Struttura.
In data 7 gennaio u.s. il Prof. Carlo ha letto il trafiletto riportato su La Provincia di Lecco, a pagina 29, relativo alla manifestazione in programma per il 17.01.2021. Si è immediatamente alterato si è attivato scrivendo un’altra lettera con la quale ribadisce di provare un grande senso di vergogna, precisando testualmente “Vi chiedo gentilmente di non pubblicare più notizie che mi riguardino perché provo un forte senso di disagio e di vergogna. Gradirei che nessuna manifestazione pubblica abbia luogo in mio favore”.
Tali missive sono depositate nel fascicolo del Giudice Tutelare.
Nel contempo, Egli riceve le comunicazioni che gli vengono inviate e decide autonomamente a chi quando e cosa rispondere, così come indica chi avrebbe piacere di incontrare.
Ciò posto, ferme le libertà e i diritti costituzionalmente garantiti a tutti, vista l’espressa richiesta del mio Amministrato, ritengo doveroso portare la Sua voce alla stampa che si sta occupando del Suo caso, riservandomi in ogni caso di valutare qualunque iniziativa a tutela dei Suoi diritti, se del caso anche con un’interlocuzione con il Garante della privacy”.