Appuntamento martedì 8 settembre davanti alle scuole medie
CASATENOVO – L’appuntamento è per martedì 8 settembre alle 10 davanti alla scuola media. Da qui partirà la camminata della legalità promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli di Milano.
All’iniziativa, denominata “Un pezzettino di… legalità insieme” sono invitati a partecipare i bambini del centro estivo di Casatenovo insieme a genitori, nonni, zii e amici percorrendo il breve percorso che dalle scuole medie porta all’albero di Falcone, davanti al Palazzo Comunale.
“Con questa proposta iniziamo il percorso che porterà, nel 2027, al trentacinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Un anniversario importante, che l’Amministrazione ha deciso di non far arrivare all’improvviso, ma di costruire fin da ora, un passo alla volta, cominciando proprio dai più piccoli – spiegano l’assessore alla Cultura Enrica Baio e la consigliera con delega alla Cittadinanza attiva Paola Trabucchi -. La legalità e la giustizia non sono materie da studiare una volta sola, in un giorno di marzo o di maggio. Sono un modo di guardare il mondo che si costruisce nel tempo, con le esperienze, gli esempi, le domande che i bambini fanno crescendo. Per questo un momento come questo — una camminata, un simbolo, un libro passato di mano in mano — ha lo stesso valore di una lezione: forse anche di più, perché resta”.
Baio e Trabucchi entrano nel merito delle considerazioni: “Peppino Impastato lo sapeva bene. Cresciuto in una famiglia dove la mafia era di casa, scelse da giovanissimo di rompere quel silenzio, di chiamare le cose con il loro nome. Non aspettò di essere adulto per farlo: il suo impegno cominciò tra i banchi di scuola e nei gruppi di amici, con Radio Aut e con quella satira che smontava il potere mafioso ridicolizzandolo, prima ancora di combatterlo con le denunce. Fu ucciso il 9 maggio 1978, e per anni la sua storia rischiò di essere dimenticata. Non lo è stata, anche grazie a chi, come l’associazione che porta il suo nome, ha continuato a portarla nelle scuole”.
Assessore e consigliera aggiungono: “Anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non nacquero magistrati: nacquero bambini in un quartiere di Palermo, la Kalsa, dove la mafia era parte del paesaggio quotidiano, e scelsero da giovani da che parte stare. Falcone diceva che “la mafia non è affatto invincibile”, che “è un fatto umano” e che, come tutte le cose umane, “ha un inizio e avrà anche una fine”. Ed è proprio questo il senso della camminata di martedì: ricordare che ogni fine comincia con un inizio, e che quell’inizio può essere un bambino che impara, giocando e camminando, che cosa significa stare dalla parte giusta. Borsellino, dal canto suo, diceva che la lotta alla mafia dovesse essere prima di tutto “un movimento culturale”, capace di far sentire a tutti “la bellezza del fresco profumo della libertà” — pensando proprio ai più giovani, i più pronti a coglierla. Parole che, quasi trentacinque anni dopo, restano il motivo più semplice e più vero per portare bambini e bambine a fare due passi verso un albero piantato in loro memoria”.
Non solo. “C’è un’ultima storia che vale la pena raccontare, quella di Francesca Morvillo, Magistrata lei stessa, morì a Capaci accanto a Giovanni Falcone il 23 maggio 1992. Per anni si è parlato di lei soprattutto come “la moglie di Falcone”, ma Francesca Morvillo
non è morta perché era la moglie di qualcuno: è morta perché era al fianco di quella
battaglia con la sua stessa vita, il suo lavoro, le sue scelte. È un aspetto che, in un
percorso come questo, l’Amministrazione ritiene importante mettere in luce: le grandi
battaglie per la legalità non si vincono solo grazie ai nomi che tutti ricordano, ma grazie
a chi, ogni giorno, sceglie di starci accanto senza cercare i riflettori. Genitori, nonni,
insegnanti, educatori, cittadini qualunque: è anche a loro che una camminata come
quella di martedì 8 settembre vuole dire grazie, ricordando che la legalità si costruisce
insieme, un pezzettino alla volta”.
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