Dopo due anni di stop riecco i treni sul ponte di Paderno

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L’intervento si è concluso con due mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma

Il cantiere resterà aperto per attività residuali: impegnati finora 60 tecnici per oltre 240mila ore di lavoro

 

PADERNO – I treni sono tornati a circolare sul ponte San Michele sull’Adda. Dopo due anni di stop, è stata riattivata la circolazione ferroviaria sul viadotto che collega Calusco a Paderno. Questa mattina, lunedì, intorno alle 12, i sindaci di Paderno Gianpaolo Torchio e di Calusco, Michele Pellegrini hanno effettuato un sopralluogo insieme all’assessore regionale Claudia Terzi e all’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile, nominato commissario per gli interventi di manutenzione straordinaria del San Michele. Quest’ultimo ha ribadito come Rfi, gruppo FS Italiane, ha completato la terza fase dei lavori in anticipo di circa due mesi rispetto al cronoprogramma.

Gentile ha confermato che la riapertura del ponte comporta la circolazione alternata (non contemporanea) del traffico stradale e di quello ferroviario, creando uno stop alle auto in transito stimato tra i due minuti e mezzo e i tre minuti.

Una misura, quella della circolazione alternata, motivata con la necessità di non sollecitare troppo il ponte, garantendone così una durata maggiore. Per quello che riguarda le limitazioni al traffico stradale è stato ribadito il divieto di transito per mezzi con peso superiore a 3,5 tonnellate e con larghezza non superiore a 2,20 metri, a senso unico alternato con velocità massima di 20 km all’ora. Per ciò che concerne i treni invece il traffico è consentito con un peso per asse superiore a 16 tonnellate (con specifiche deroghe per i convogli di nuova generazione Caravaggio e Donizetti): la velocità massima prevista è di 15 km/h.

La riapertura del transito dei treni sul ponte, che segue il via libera alle auto scattato lo scorso novembre, non coincide con il termine del cantiere: vanno infatti completate le attività residue relative al completamento della verniciatura del ponte, in corrispondenza delle parti d’opera che non interessano il traffico stradale e ferroviario.

 

A oggi, tra installazione ponteggi, sabbiatura, verniciatura, sigillatura profili accoppiati, centinaia di elementi metallici sostituiti/rinforzati hanno lavorato 60 fra ingegneri, tecnici e operai di Rfi e delle ditte appaltatrici. Complessivamente sono state circa 240 mila le ore di lavoro, distribuite su turni di 24 ore.
L’importo complessivo dei lavori è di circa 21,6 milioni di euro, di cui 1,6 milioni finanziati da Regione Lombardia.