La presa di posizione dei docenti del Comprensivo don Pointinger dopo lo sciopero del 2 marzo e la relativa chiusura di 5 plessi
“Le criticità che riguardano i collaboratori scolastici vanno affrontate nelle sedi opportune senza che questo vada a discapito degli altri lavoratori della scuola e del diritto allo studio degli studenti”
LA VALLETTA – “Una criticità specifica, che riguarda i collaborati scolastici e che merita di essere affrontata nelle sedi opportune, senza che questo debba avvenire a discapito degli altri lavoratori della scuola e, soprattutto, del diritto allo studio degli studenti”.
Hanno deciso di prendere parola, con un documento corredato da ben 47 firme i docenti dell’istituto comprensivo don Piero Pointinger a seguito dello sciopero di lunedì scorso, 2 marzo, durante il quale sono rimasti chiusi i plessi delle scuole primarie di Rovagnate, Perego, Santa Maria Hoè e Castello e l’infanzia di Perego (regolarmente aperte invece la scuola media).
Promosso dalla Uil Lecco per denunciare le criticità vissute dal personale scolastico all’interno del Comprensivo, e in particolar modo dai collaboratori scolastici nel rapporto con il Dsga, lo sciopero ha registrato l’adesione alta proprio di quest’ultimi, con una percentuale pari al 71,49% interessando invece una quota molto bassa di docenti (3,6% ) e nulla tra il personale di segreteria. In numeri assoluti si parla di 19 scioperanti contro 141 aventi diritto.
Cifre che fotografano una situazione diversa da quella dipinta dal sindacato: “Il clima di “grave malessere” riportato dagli organi di stampa non trova riscontro nella nostra quotidiana esperienza professionali” incalzano i professori che hanno giò manifestato il proprio dissenso in merito a questa narrazione alle sigle sindacali provinciali, al Dirigente dell’UST di Lecco, Prof. Adamo Castelnuovo, ai sindaci del territorio, al Dirigente Scolastico, alla DSGA e alla RSU.
Non solo. “Già in occasione dell’assemblea sindacale d’Istituto dello scorso 3 febbraio, la maggioranza dei presenti aveva manifestato netta contrarietà all’ipotesi di una mobilitazione, giudicando lo sciopero uno strumento non idoneo alla risoluzione delle controversie in atto. Coerentemente con tale posizione, i firmatari che hanno comunicato preventivamente all’amministrazione la propria volontà di non aderire, hanno consentito l’apertura della Scuola secondaria”.
Proprio per questi motivi e alla luce dell’adesione registrata dallo sciopero i docenti vogliono prendere le distanze dalla “narrazione di uno “stato di agitazione generalizzato” che non solo risulta fuorviante, ma che non è neanche rappresentativa della reale posizione della maggioranza dei lavoratori dell’ICS, finendo per ledere l’immagine e la professionalità del corpo docente”.
Quello che emerge con nettezza dai dati della manifestazione sindacale del 2 marzo è che la criticità riguarda i collaboratori scolastici: “Ma questi problemi vanno affrontati nelle sedi opportune, senza andare a discapito degli altri lavoratori della scuola e, soprattutto, del diritto allo studio degli studenti”.
I docenti hanno già chiesto l’indizione di una nuova assemblea sindacale d’Istituto, da svolgersi fuori dall’orario di servizio.
Il documento porta la firma di Laura Brambilla, Claudia Fumagalli, Maria Alessandra Riva, Concetta Oriana Gramazio, Tamara Fumagalli, Elisabetta Brognoli, Valentina Anna Maria Neggia, Katia Zanin, Maria Antonietta Panzeri, Marianna Valeria Anelli, Arianna Maggi, Francesca Gamba, Marta Colzani, Lucia Rinaldi, Matilde Manzocchi, Marika Boscoli, Annalisa Colombo, Rachele Meroni, Silvia Milesi, Marica Platani, Elisa Maggioni, Daniela Colombo, Silvana Itro, Rosanna Carla Colombo, Maria Cristina Panzeri, Anna Riva, Chiara Tentori, Maura Cocchi, Sonia Molteni, Nicolina De Biasi, Valentina Guadagno, Lucia Ileana Gramazio, Tiziana Corti, Matteo Mandelli, Geraldina Cicchini, Marica Delli Bovi, Alessio Carlini, Flora Anna Spreafico, Dennis Angelo Stucchi, Cristina Longhi, Fabiana Cecera, Anna Allera, Anna Filipetto, Catia Pacifico, Valentina Simonati, Alessia Castelnuovo e Paolo D’Avino.
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