Il lupo nel Parco: incontro con gli allevatori per parlare delle misure di prevenzione

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Incontro online tra Regione, Parco e allevatori dopo le azioni predatorie compiute dal lupo nella zona del Curone

Al vaglio anche un incontro pubblico: “Bisogna capire se il lupo resterà qui o se la sua è una presenza solo transitoria”

 

MONTEVECCHIA – “Il confronto è stato molto sereno ed  è stata anche l’occasione per discutere e informarsi”. A parlare è Marco Molgora, presidente del Parco del Curone dopo l’incontro online organizzato ieri, martedì, dall’ente sovracomunale con sede a Cascina Butto per discutere della situazione a seguito dei recenti episodi di predazione nel Parco.

L’ultimo episodio pochi giorni fa

Tre gli attacchi messi a segno dal lupo in Valle Santa Croce con un primo episodio ai danni di una pecora a ottobre (al seguito del quale sono stati fatti gli esami del Dna sulle tracce di saliva presenti certificando l’attacco del lupo), un secondo a fine dicembre con la razzia di 13 capi su 18 di un allevamento e infine, subito dopo l’Epifania, l’ultimo colpo, costato la vita a una pecora sopravvissuta al blitz di fine dicembre e non più tornata all’ovile perchè spaventata e terrorizzata.

Episodi (a cui si uniscono due precedenti casi di ovini trovati morti nel Parco del Curone quest’estate) che hanno acceso i riflettori sul ritorno del lupo sulle colline brianzole, spinto a valle dalla sostanziale quiete e dall’inattività dei mesi di lockdown.

L’incontro online

Da qui l’esigenza di un incontro, a cui hanno partecipato il presidente, i tecnici e i volontari dell’ente, funzionari di Regione Lombardia e di Ersaf, il comandante della stazione dei Carabinieri Forestali di Lecco e diversi allevatori attivi nel territorio collinare del Parco, in rappresentanza di circa 10 aziende, per presentare agli allevatori le iniziative che la Regione Lombardia mette a disposizione, attraverso l’attività del suo ente strumentale nel settore agricolo-forestale, ovvero l’Ersaf, degli allevatori come attrezzature e strutture di protezione dagli attacchi dei predatori, oltre a polizze assicurative per il risarcimento dei danni subiti.

Un recinto anti lupo è stato già installato nell’allevamento in Valle Santa Croce colpito più volte dal lupo e si valuterà poi strada facendo se bisognerà rafforzare o al contrario rimuovere queste misure protettive.

Il ritorno del lupo in Lombardia

Laura Cucè di Regione Lombardia e Lucia Ratti di Ersaf hanno illustrato tali attività e ribadito la disponibilità a supportare gli allevatori – spiega Molgora -.  Francesco Bisi, dell’Università dell’Insubria, ha illustrato la situazione della presenza del lupo in Lombardia, ultima Regione del Nord in cui è in corso una parziale colonizzazione, anche se ancora con numeri ridotti, ed ha tratteggiato la biologia e l’etologia di questo animale”. Il docente ha infatti spiegato che in Lombardia è attestata attualmente la presenza stabile di due branchi di lupi, uno al Passo del Tonale e l’altro nelle Prealpi Comasche mentre in altre parti della regione si sono riscontrate presenze temporanee del predatore.

La presenza nel Parco

Anche quanto avvenuto nel Parco del Curone potrebbe infatti avere un carattere di transitorietà: “Bisognerà capire ora cosa farà visto che gli allevatori della zona si sono attrezzati per proteggersi da eventuali nuovi attacchi. Il Parco non è una zona ricca di grossa fauna e potrebbe quindi essere che non trovando delle prede a disposizione si sposti e cambi zona”.

Gli esperti che in queste settimane si sono confrontati sul tema propendono per ritenere che si tratti di un esemplare giovane, partito da un branco per cercare un’area da contrassegnare come “sua”. Al momento la sua presenza, certificata dalle uccisioni, non è stata ancora immortalata da fotografie anche se nella zona sono state posizionate diverse foto trappole.

Il Parco come collettore delle istanze degli operatori

Il Parco si è comunque portato avanti facendo da raccordo tra operatori agricoli della zona e la Regione, mettendosi a disposizione per raccogliere domande, dubbi e criticità. “Durante l’incontro gli operatori hanno avanzato numerose domande, volte a comprendere le modalità per la prevenzione dei danni in relazione al comportamento del lupo. Il clima era disteso e propositivo”.

Durante l’incontro è stata anche più volte richiamata la necessità di una maggior attenzione per quanto riguarda i cani, e l’obbligo, già previsto dalle leggi, di tenerli legati durante le passeggiate nei boschi. Al vaglio la possibilità di prevedere un’iniziativa pubblica di comunicazione ai cittadini del fenomeno del ritorno del lupo e delle regole di comportamento: “Vogliamo prima valutare come si evolve questo fenomeno e poi capire se ci sarà concretamente la necessità di organizzare un incontro aperto a tutti” conclude Molgora.