Il Ponte di Brivio chiude dal 4 maggio: “Saranno 15 mesi difficilissimi”

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Ieri sera, domenica, l’assemblea pubblica sulla chiusura del ponte di Brivio

“L’unica alternativa prevista è percorrere il ponte Cantù di Olginate”: l’intervento, dal costo di 14 milioni di euro, durerà 15 mesi

BRIVIO – Il ponte di Brivio chiude e non esiste un piano B per raggiungere la sponda bergamasca dell’Adda che non sia quello di allungare tragitto e tempi di percorrenza arrivando fino a Olginate per imboccare il ponte Cesare Cantù. A meno che non si voglia (ma questo non può valere per i mezzi pesanti) tentare la roulette russa del ponte di Paderno rischiando di restare in coda al semaforo legato anche al transito dei treni.

E’ uno scenario crudo, senza alternative che non siano quelle di armarsi di tanta pazienza e sperare nell’assenza di intoppi a cantiere in corso, quello fotografato dall’assemblea pubblica promossa ieri sera, domenica 19 aprile, dall’amministrazione comunale per fare il punto sugli ormai imminenti lavori di messa in sicurezza del viadotto inaugurato nel 1917.

Il sindaco Federico Airoldi

Affiancato dal responsabile dell’ufficio tecnico Marco Manzoni, il sindaco Federico Airoldi ha illustrato, con l’ausilio di slides, il processo che ha portato all’ormai imminente chiusura a partire da lunedì 4 maggio, spiegando come Anas abbia scartato, perché ritenute impraticabili, tutte le ipotesi che potevano prevedere, a cantiere in corso, una percorrenza a senso unico alternato oppure la previsione di una passerella ciclopedonale che congiungesse con Cisano.

“Stiamo parlando di un intervento essenziale e non più rinviabile” ha esordito il primo cittadino, sottolineando come le normative e l’attenzione al tema della “tenuta” di ponti siano profondamente cambiati dopo il crollo del Morandi a Genova nel 2018. “I lavori non nascono dall’oggi al domani: da quattro anni il ponte è studiato e analizzato dagli esperti del Politecnico di Milano. E’ ormai evidente che ha superato il suo tempo di vita utile e che allo stato attuale non risponde più agli standard di sicurezza richiesti”.

Una situazione, visibile anche dai non esperti con le armature deteriorate e il calcestruzzo degradato, peggiorata ulteriormente negli ultimi mesi tanto da spingere Anas a intervenire con urgenza sul viadotto lungo la SS 342. “Non penso che questo fosse una loro priorità fino a poco tempo fa, lo è diventata a seguito degli ultimi rilievi”.

Il progetto esecutivo dell’intervento, dal costo di 14 milioni di euro e della durata di 15 mesi, risale all’agosto 2025. “Quello che abbiamo ricevuto è un progetto di natura strutturale. Intendo dire che non c’è traccia d’altro nei documenti inviati da Anas”. Il riferimento è a soluzioni alternative per collegare le due sponde che non sono state prese in considerazione: “L’unica alternativa prevista è quella di raggiungere il ponte Cantù a Olginate. Gioco forza, si creerà più traffico, con tempi di percorrenza più lunghi e cambiamenti anche delle abitudini e della vita quotidiana di molte persone. Penso anche a chi frequenta scuole o pratica sport nella bergamasca e viceversa”.

Non mancheranno insomma i disagi che per molte attività commerciali e imprenditoriali potranno avere anche delle ripercussioni economiche non irrilevanti. Per questo il Comune di Brivio ha già manifestato la disponibilità a farsi portatore delle istanze del territorio, qualora ci sarà la possibilità di fare richiesta di ristori.

Quanto ai lavori, si articoleranno in venti fasi con l’obiettivo dichiarato di portare a 75 anni la vita utile del ponte.
“Si procederà dalle attività sull’impalcato per la demolizione e la ricostruzione delle solette e il consolidamento delle travi trasversali principali con restauro e ripristino delle travi longitudinali. Sono previsti il restauro e il rinforzo sull’arcata e sui traversi alti con rinforzi sui pendini in calcestruzzo mediante barre pretese. La sostituzione degli appoggi avverrà mediante sollevamento. Dopodichè verranno effettuati i ripristini delle strade, le opere di smaltimento delle acque e la segnaletica stradale”.

Discorso a parte per la passerella ciclopedonale richiesta dai Comuni di Cisano e Brivio, che Anas sembra intenzionata a realizzare a scavalco con un progetto indipendente da quello del ponte dal costo stimato di 8 milioni di euro (da reperire nel complesso visto che Anas si accollerebbe la metà).

La chiusura del ponte al traffico provocherà delle importanti ripercussioni anche al trasporto pubblico locale con la linea del C 146 Como – Bergamo: “Sulla carta sono previsti prolungamenti del tragitto di 20 – 40 minuti, bisognerà vedere poi come andrà nella pratica”.

Un discorso, quello del cantiere, su cui Airoldi ha promesso un monitoraggio continuo. Dal parte del pubblico presente in sala sono emersi dei dubbi e dei timori legati al lungo periodo di chiusura del ponte. C’è stato chi ha chiesto di sollecitare per un intervento di asfaltatura della strada, la 639, tra Cisano e Calolzio, “piena di buche” e chi si è voluto sincerare che i lavori, previsti 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, vengano modulati in modo tale da non disturbare la quiete pubblica di notte.

C’è stato chi ha invece allargato il discorso sottolineando lo stato di criticità vissuto da tutti i ponti a scavalco sull’Adda, partendo dal San Michele di Paderno, chiedendo quindi di pensare a una strategia di ampio respiro per il territorio e chi, citando la battaglia con Anas del sindaco di Pescate Dante De Capitani conclusa con la realizzazione del cosiddetto Quarto Ponte a Lecco, ha invitato sindaci e amministratori a essere più incisivi nel dialogo con gli enti superiori.

Tra le richieste, anche quella di capire perché non sia stata presa in considerazione l’ipotesi di realizzare un ponte di barche tra Imbersago e Villa d’Adda: “Non abbiamo ricevuto una risposta specifica da Anas – ha chiarito Airoldi -. Sappiamo però che un’analoga proposta era stata fatta nel 2018 alla chiusura del ponte di Paderno e non era stata perseguita neppure in quel caso. E’ possibile quindi ipotizzare che non sia perseguibile a livello tecnico”.