Molto partecipata la mobilitazione promossa dalla rete Occhio al Ponte
“Un nuovo ponte sull’Adda serve, ma devono essere ascoltate anche le ragioni del Meratese e dell’Alta Brianza”
PADERNO D’ADDA – Fiaccole tutte esaurite. Tanto che qualcuno ha marciato senza, lasciandosi illuminare dalla candela del vicino. Partecipazione importante, intorno alle duemila persone, questa sera, sabato 18 aprile, alla manifestazione “Per un ponte che unisca davvero, unisciti a noi” culminata alle 21 con la scenografica fiaccolata sul San Michele.
L’iniziativa, promossa dalla rete Occhio al ponte, che in poco tempo ha già raccolto tantissime adesioni, ha rappresentato la prima mobilitazione popolare per dire a gran voce che il territorio del Meratese e dall’Alta Brianza vuole essere ascoltato sul serio nella partita che si sta giocando per la costruzione del nuovo ponte a scavalco sull’Adda che dovrà prendere il posto del San Michele.

Per i manifestanti di stasera il nuovo viadotto non potrà essere realizzato lì (come invece spinge Regione) affiancato all’attuale, per una serie di ragioni che vanno dall’impatto paesaggistico a quello viabilistico passando per le ricadute sulla qualità della vita e la vivibilità del territorio. “Ci hanno accusato di soffrire della sindrome di Nimby (Not in my back yard, non nel mio giardino), ma noi abbiamo fatto proposte rimaste tutte inascoltate” ha detto il sindaco di Paderno d’Adda Gianpaolo Torchio ripercorrendo il percorso svolto, culminato con la chiusura, qualche mese fa, del dibattito pubblico.

Intorno a lui, a mo’ di scudo, una ventina di sindaci del Meratese, della Bergamasca e della Brianza che, anche questa sera, hanno chiesto soltanto di essere ascoltati dalle istituzioni superiori invitandole a non cedere alle sirene di un ponte di fatto gratis, pagato da RFI. “Mi emoziona parlare per così tanti sindaci” ha ammesso Torchio, ringraziando Marco Magni (Robbiate), Fabio Vergani (Imbersago), Danilo Villa (Verderio), Mattia Salvioni (Merate), Felice Rocca (Osnago), Lino Lalli (vice sindaco Lomagna), Stefano Motta (Calco), Marco Panzeri (La Valletta Brianza), Paolo Redaelli (Missaglia), Matteo Baraggia (Aicurzio), Andrea Panzeri (Cornate), Gianluca Piazza (Bernareggio), Francesco Colombo ( Ronco), Carla Della Torre (Sulbiate), Rosella Maggiolini (Carnate) e Simone Biffi (Solza) per la presenza, rimarcando come Filippo Galbiati (Casatenovo) e Diego Torri (Trezzo) siano stati impossibilitati a partecipare pur condividendo la manifestazione.

“Questa sera qui si sta levando la voce di un territorio che non vuole essere travolto che chiede rispetto – ha aggiunto il primo cittadino padernese –. Lo abbiamo sempre detto: un nuovo ponte sull’Adda serve, anzi uno non basta. Sarebbe necessario ripensare tutti gli attraversamenti del medio Adda compresi tra il ponte Cantù di Olginate e il ponte autostradale sulla A 4 a Trezzo”.

Per Torchio, quello che è mancato in questi anni e che manca tutt’ora sono programmazione e prospettiva. E il riferimento, chiaro e diretto, è all’abbandono del progetto della tratta D della Pedemontana: “Quel ponte sull’Adda non ci sarà e stiamo chiedendo al nuovo san Michele di fare il lavoro che era previsto facesse una tratta autostradale, chiedendo ai nostri Comuni di sostenere una parte consistente del traffico che doveva essere sostenuto da un collegamento viario maggiore”.

Per il sindaco di Paderno e per i primi cittadini schierati intorno a lui si è finora discusso “di noi, senza di noi”. Concetti sottolineati in precedenza anche dal collega di Aicurzio Matteo Baraggia che, parlando a nome del partito Patto per il Nord, ha evidenziato l’importanza di gestire e non subire i processi e i progetti. Prima di lui sono intervenuti, invitati al microfono da Giorgio Mazzola, coordinatore della manifestazione odierna, l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà, il senatore di Avs Tino Magni, il capogruppo Pd in Regione Pierfrancesco Majorino, il rappresentante di Rifondazione comunista Luigi Panzeri e Sirio Levati del Partito socialista in un continuum di discorsi e prese di posizione accomunate dal riconoscere che la questione del nuovo San Michele non può essere affrontata e relegata solo a un confronto tra Paderno e Calusco, chiamando invece in causa aspetti nodali della mobilita, su ferro e su gomma, della nostra quotidianità.

Opinioni ulteriormente ribadite dai rappresentanti dei Comitati (Tutela quartiere Ponte e Monastero de Verghi Calusco, Cittadini Ponti, Ferma Ecomostro D Breve, Nuova mobilità dell’isola bergamasca) e dell’Ecomuseo Adda di Leonardo intervenuti a inizio mobilitazione.
Terminati i discorsi un lunghissimo corteo, aperto dalle fasce tricolori, si è diretto verso il ponte di Paderno andando a incontrarsi con la fiaccolata proveniente da Calusco.
Un serpentone luminoso lunghissimo che, ben presto, ha illuminato entrambi i marciapiedi del San Michele con le fiaccole portate in alto verso il cielo e poi spente, dopo un countdown scandito all’unisono, per fare riflettere ancora di più sul futuro che il territorio vuole dare al San Michele e alla splendida vallata dell’Adda che lo circonda.
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