La Valletta. Sciopero al Comprensivo: adesione alta tra i collaboratori scolastici

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Lunedì scorso, 2 marzo, sono rimasti chiusi i plessi delle primarie Rovagnate, Perego, Santa Maria Hoè e Castello e l’infanzia di Perego

Allo sciopero hanno aderito 16 collaboratori scolastici su 20.
Fusco (Uil): “Parleremo con  il Provveditorato o direttamente in Regione”

LA VALLETTA BRIANZA – “Ci aspettiamo ora qualche segnale di apertura e di dialogo con il dirigente scolastico che, in qualità di capo dell’istituto, non può continuare a fare finta di niente”.

A parlare, all’indomani dello sciopero che lunedì 2 marzo ha visto chiusi i plessi delle scuole primarie di Rovagnate, Perego, Santa Maria Hoè e la materna di Perego dell’istituto comprensivo don Piero Pointinger de La Valletta Brianza è Francesco Fusco, referente territoriale per la scuola della Uil.

A spingere il personale scolastico a scioperare, secondo quanto denunciato pubblicamente dal sindacato, le pesanti condizioni di lavoro lamentate per via del rapporto difficile, per non dire impossibile, con il Dsga con un clima non sereno e atteggiamenti “percepiti come rigidi, poco collaborativi e talvolta lesivi della dignità professionale dei lavoratori, generando tensione e diffuso disagio”.

Problematiche che riguardano in particolar modo i collaboratori scolastici, comparto che ha visto una forte adesione allo sciopero: “I numeri sulla partecipazione allo sciopero sono in linea con quello che ci aspettavamo” aggiunge Fusco, snocciolando i dati che hanno registrato 16 collaboratori scolastici in sciopero su 20 in totale (con i quattro in servizio impiegati per garantire l’apertura del plesso delle scuole medie, l’unico in funzione lunedì scorso). Tra il personale docente, l’adesione si è fermata a tre persone: “Anche qui è un dato che non ci stupisce perché si tratta di un’adesione per solidarietà”.

Per Fusco, quello che è importante, è uscire dallo stallo e risolvere la situazione: “Lo sciopero non può cadere nel nulla. Se siamo arrivati a tanto è perché dovevamo e dobbiamo tutelare il diritto del personale a operare in un ambiente lavorativo sano e sereno. Tutti i nostri tentativi di interlocuzione con il dirigente scolastico, che si sta rilevando l’anello debole di questa catena, non hanno dato a oggi frutto. Non ci fermeremo qui: ci aspettiamo qualche segnale di apertura al dialogo e siamo pronti ad andare a parlare al Provveditorato o all’ufficio scolastico regionale della Lombardia per risolvere la vicenda”.