La cerimonia si è tenuta questa mattina, sabato 25 aprile
Nel discorso il sindaco Mattia Salvioni si è rivolto in particolar modo ai giovani
MERATE – Una data viva, ancora attuale, che parla alle coscienze di tutti in un tempo segnato da guerre vicine e lontane, da tensioni internazionali, da paure sociali, da disuguaglianze crescenti. Merate ha ricordato questa mattina, l’81° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo con una cerimonia sentita e partecipata.
Dopo la messa celebrata in chiesa prepositurale, il corteo, animato dalla banda sociale meratese, si è portato davanti al Municipio per la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai caduti seguito dall’intonazione a cappella del canto del Partigiano.

Dopodiché ha preso la parola il sindaco Mattia Salvioni ricordando chi sacrificò la propria vita perché l’Italia potesse tornare libera. “A loro dobbiamo riconoscenza. Perché se oggi possiamo esprimerci liberamente, votare, confrontarci su opinioni diverse, studiare, costruire il nostro futuro in pace, è perché qualcuno, prima di noi, ha avuto la forza di scegliere da che parte stare“.

Un gesto che non può restare cristallizzato a 81 anni fa, relegato alle pagine dei libri di storia, ma deve interrogare anche oggi, coinvolgendo anche i più giovani. Ed è proprio ai ragazzi che si è rivolto il primo cittadino: “La nostra Resistenza, ragazze e ragazzi, oggi forse non passa per le montagne o gesti eroici. Passa dalle nostre scelte e azioni quotidiane. Resistere oggi significa non umiliare qualcuno dietro uno schermo. Significa studiare o lavorare con serietà in un tempo che spesso premia superficialità e scorciatoie. Significa informarsi prima di giudicare. Significa avere rispetto di tutte e tutti, delle differenze, delle fragilità. Significa impegnarsi per l’ambiente, per il bene comune, per chi resta indietro. Significa avere il coraggio di dire “non sono d’accordo” quando tutti tacciono. La democrazia ha bisogno di cittadine e cittadini presenti, non spettatori distratti. E’ nell’indifferenza che muore una democrazia e noi non possiamo permetterlo!”

Il primo cittadino ha poi allargato lo sguardo a tutte le generazioni, invitandole a “costruire, ogni giorno, una comunità più giusta, più coesa, più umana, in cui nessuno si senta escluso. Questo è il significato più profondo del 25 aprile: ricordare da dove veniamo per scegliere senza esitazione il nostro futuro ribadendo l’impegno di tutte e tutti noi in favore della pace, del rispetto dei diritti umani, della costruzione di società nazionali e internazionali più giuste e solidali con gratitudine verso chi ci ha preceduti e ha dato la vita per la libertà”.


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