La progettazione è stata presentata ieri, martedì, in commissione territorio
Dalle analisi effettuate la desemaforizzazione dell’incrocio di Novate porterebbe un notevole incremento alla fluidità del traffico
MERATE – Una rotonda un po’ allungata, in modo da riuscire a convogliare anche il traffico in ingresso e uscita da via Per Balbiano, con un varco, in mezzo, riservato agli autobus di linea e alle autoambulanze che, arrivando da via De Gasperi, devono attraversare l’incrocio per raggiungere l’ospedale Mandic percorrendo il tratto di via Cerri a loro riservato.
E’ questa l’ipotesi che si sta facendo largo in merito al progetto di desemoforizzazione dell’incrocio di Novate, affidato dall’amministrazione comunale ai professionisti del TMR group.
La questione è stata analizzata nel tardo pomeriggio di ieri, martedì, in commissione Territorio alla presenza di due dei progettisti, gli ingegneri Alessia Capozzoli e Diego Negri.

A prendere parola, introducendo l’argomento, è stato l’assessore ai Lavori pubblici Mattia Muzio: “Abbiamo voluto fare un passaggio in più, presentando qui, nello studio di prefattibilità tecnico economica, le alternative progettuali emerse dallo studio finora effettuato. L’incrocio di Novate presenta infatti delle criticità, tra cui il passaggio dei bus e delle ambulanze e l’innesto con la strada per Barbiano che porta alla parte alta di Novate. Il progetto mira anche a riqualificare il parcheggio di via Cerri vicino alla chiesa parrocchiale, rimodulando e sistemando gli accessi. Non solo: verrà anche completata la ciclopedonale nel tratto mancante verso Robbiate”.
Sono in corso anche interlocuzioni con le proprietà degli appezzamenti che si affacciano sui tratti di strada interessati per valutare la possibilità di acquisizioni di aree al fine di definire in maniera chiara il perimetro dei lavori. Fondamentalmente già raggiunto invece l’accordo con la parrocchia per la cessione della parte di parcheggio di proprietà dell’ente ecclesiastico.

Due le ipotesi che si sono fatte largo nella progettazione, di cui una appare più percorribile dell’altra. La prima prevede infatti di realizzare una rotonda classica, tonda, con un una sorta di isola davanti per gestire l’ingresso di chi scende da via Per Barbiano. Il rischio, ammesso dagli stessi progettisti, è quello dell’ingorgo delle auto in discesa con il sostanziale blocco della rotatoria. Sembra perciò preferibile la seconda ipotesi, che vede una rotonda allungata in modo da raccogliere anche il traffico dalla parte alta di Novate con l’apertura di un varco, riservato ai mezzi di linea e di soccorso, per poter attraversare agevolmente la rotatoria immettendosi in via Cerri.

Dall’analisi dei flussi veicolari effettuate dai progettisti nelle fasce di punta del traffico, è emerso che la desemaforizzazione dell’incrocio porterebbe a un notevole miglioramento dei tempi di percorrenza dell’intersezione, riducendo sensibilmente i tempi di accodamento.
“I miglioramenti mi sembrano evidenti” ha chiosato l’ex sindaco Massimo Panzeri, approfittando dell’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “E mi confortano sulle scelte passate (il riferimento è alle rotonde di viale Verdi, ndr), rivelatesi vantaggiose per l’utenza”. E sempre dal passato, ovvero dalla vicenda dei pini marittimi nel parcheggio dell’asilo nido di viale Verdi, è arrivata la seconda punzecchiatura, con il suggerimento di muoversi con la Sovrintendenza, vista la presenza di alberature nell’area posteggi.

Panzeri ha poi chiesto delucidazioni sui costi e sulle tempistiche del progetto. A rispondergli l’assessore Muzio, anticipando l’intenzione di usare i prossimi mesi invernali per la definizione del progetto da cantierizzare poi nel 2027: “Sui costi, invece, non abbiamo ancora una stima visto che dipenderà dai materiali utilizzati e dalla eventuale necessità di acquisire aree private per realizzare la rotatoria”.
A intervenire anche l’ex primo cittadino Dario Perego: “La desemaforizzazione è un obiettivo da perseguire a Novate. La seconda proposta mi sembra quella che risponde in maniera più efficace alle problematiche presenti”. Il consigliere di minoranza ha poi chiesto chiarimenti sulla fattibilità del passaggio dei bus nel varco e sulla capacità della rotonda di reggere il probabile incremento di traffico connesso al nuovo ponte di Paderno, quando verrà realizzato. “Abbiamo effettuato delle verifiche dinamiche sul varco e i bus passano tranquillamente” hanno risposto i progettisti, mentre il sindaco Salvioni ha precisato che il progetto sia stato già condiviso con l’agenzia di Tpl. “Quanto alla possibilità di reggere un incremento di traffico, dagli studi emerge in maniera chiara che la rotonda ha un’ampia riserva di capacità”.
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