Merate, sensori e telecamere per studiare come realizzare la rotonda di Novate

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Posizionati sensori e telecamere all’incrocio per capire i flussi di traffico

L’obiettivo è realizzare una rotatoria al posto dei semafori

MERATE – Analizzare i flussi di traffico, considerando anche le strade che dalla collina scendono verso l’incrocio e quelle che portano al nucleo storico della frazione, per capire come realizzare la rotonda che dovrà mandare in pensione i semafori di Novate.

Sono iniziati in questi giorni, con la posa di sensori e telecamere tra via Cerri, via De Gasperi e via Per Balbiano i lavori di progettazione della rotatoria il cui obiettivo sarà quello di rendere più fluido e snello il traffico anche in questa parte della città, fondamentale per l’innesto con l’ospedale e le scuole superiori.

“Non è un incrocio facile” rimarca il sindaco Mattia Salvioni rimarcando che la rotatoria si presenta, sulla carta, per una forma disassata dovendo bilanciare l’innesto di strade con calibri e afflussi differenti. L’intersezione rappresenta infatti un nodo cruciale per l’uscita dalla città dalla parte sud est, connettendo la strada che dalle superiori porta a Robbiate con la via che dal centro cittadino transita dall’ospedale. Oltre a questa viabilità di transito, si contraddistingue anche per raccogliere il traffico dei residenti nella parte di Novate Alta e in quella del nucleo storico della frazione con accessi a servizi come la scuola materna.

Una situazione complessa da cui è nata l’esigenza di effettuare uno studio accurato prima di procedere alla posa della rotatoria. Proprio per questo sono stati posizionati dei sensori e delle telecamere al fine di monitorare l’incrocio per alcuni giorni e capire qual è la fotografia del traffico a questo incrocio intercettando movimenti e comportamenti della mobilità locale.

“Con questi dati i progettisti esterni a cui abbiamo commissionato il lavoro inizieranno la progettazione della rotonda proponendoci diverse soluzione che condivideremo in commissione territorio e con la cittadinanza in appositi incontri” conclude Salvioni, anticipando già che si tratterà di un lavoro lungo.