Merate, via Crucis silenziosa con arrivo in ospedale: “Ricordiamo le persone morte per il virus”

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Via Crucis al tempo del coronavirus questa sera, venerdì Santo, a Merate

Il prevosto don Luigi, insieme a don Luca e don Arivu, ha portato la Croce dall’istituto Frisia all’ospedale Mandic

 

MERATE –  E’ partita dall’istituto Frisia, rsa per anziani toccata in maniera forte, come tutti le strutture di questo tipo, dall’emergenza sanitaria in corso ed è arrivata all’ospedale Mandic concludendo il suo percorso davanti al Pronto Soccorso, altro luogo simbolo della grande “battaglia” in corso contro l’epidemia da covid 19.

Il passaggio lungo via Manzoni

Non poteva avere un punto di partenza e uno di arrivo più emblematici la via Crucis in forma silenziosa promossa in occasione del Venerdì Santo dalla parrocchia di Sant’Ambrogio. Per rispetto alle disposizioni vigenti in materia di contenimento della diffusione della pandemia, nessun fedele è potuto scendere in strada e accompagnare il cammino della Via Crucis lungo le vie della città.

Chi ha voluto ha potuto affacciarsi alle finestre o sporgersi sul limitare del cortile per assistere in silenzio al passaggio della Croce portata in mano dal prevosto don Luigi Peraboni, accompagnato dal coadiutore dell’oratorio don Luca e da don Arivu. Insieme a loro il sacrestano Franco Crippa e Paolo Sara, che ha filmato l’intero percorso per pubblicarlo sul canale Youtube da poco attivato dalla parrocchia.

 

 

Don Luigi ha voluto spendere alcune parole all’inizio della Via Crucis ricordando la sofferenza e il dolore che albergano in questi giorni all’interno dell’Istituto Frisia di via don Gnocchi. Una volta giunto poi all’ospedale, percorrendo le vie del centro, il prevosto ha invocato la benedizione del Signore per l’ospedale: “Al termine di questo nostro cammino dove abbiamo voluto portare la croce di cristo per le vie della nostra città vogliamo ricordare tutte le persone che per questa pandemia sono morte e ricordare tutti gli ammalati che in questo momento di dolore e sofferenza forse possono sentire soli abbandonati”.

Al centro don Luigi con la croce

Don Luigi ha voluto ringraziare gli operatori sanitari che in queste settimane “hanno dato una bellissima testimonianza di dono di sé, di altruismo e di professionalità nei loro servizi. La croce di Cristo non è distante da tutte queste persone, la croce di Cristo è vicino a ogni essere umano”.