Riconvertita una parte degli spazi dell’Ostetricia per creare una “casa” al servizio Dama
La ministra alle Disabilità Locatelli: “Mi auguro che questo reparto possa crescere sempre di più e diventare un modello per molti altri”
MERATE – “Questo piano rappresenta l’inizio della costruzione di una casa per le disabilità che potrà crescere e svilupparsi ulteriormente grazie al coinvolgimento anche di altre associazioni”. Con queste parole il direttore generale di Asst Lecco Marco Trivelli ha dato il benvenuto questa mattina, lunedì 20 aprile, alla ministra alla disabilità Alessandra Locatelli in visita all’ospedale San Leopoldo Mandic e in particolar modo al reparto che sta nascendo al quarto piano, in una parte degli spazi una volta occupati dalle stanze di degenza dell’ostetricia, dedicato al servizio Dama, Disabled Advanced Medical Assistance, attivo dal 2022.

Il servizio può ora contare su spazi rinnovati e ampliati, che si estendono su una superficie totale di 410 mq e comprendono due ambulatori odontoiatrici, di cui uno attrezzato per operare in sedazione e dotato di una pedana che consente interventi direttamente su carrozzina; un locale per la preparazione e il risveglio dei pazienti sottoposti a sedazione; l’ambulatorio Dama vero e proprio.; l’ambulatorio di terapia del dolore; l’ambulatorio Mac (Macroattività Ambulatoriale Complessa); un ambulatorio per visite specialistiche; una sala d’attesa e un ufficio amministrativo.

Ambienti visitati (anche se alcuni sono ancora in allestimento) dalla ministra Locatelli che si è congratulata per l’importante investimento effettuato esprimendo l’auspicio che l’approccio sanitario possa integrarsi sempre più con quello sociale, rispondendo ai bisogno quotidiani delle famiglie alle prese con un accesso alle cure non sempre facile e scontato. “Mi auguro che questo reparto possa crescere sempre di più e diventare un modello per molti altri” ha rimarcato, sottolineando come serve la compartecipazione di tutti per arrivare a risultati importanti.

La dottoressa Francesca Cortinovis, responsabile della Struttura Semplice di Cure Palliative Pediatriche dell’Asst Lecco, nonché referente Dama, ha posto l’accento proprio sulle difficoltà di accesso alle cure delle persone disabili: “Il Dama nasce proprio per facilitare l’accesso alle cure ospedaliere. Qui copriamo tutta la disabilità tranne quella psichiatrica pura e le demenze. Cerchiamo di offrire tempi individualizzati e fare in modo che il paziente possa vedere erogate le prestazioni in un unico giorno”.
La peculiarità del servizio attivo al Mandic è quello di occuparsi anche dell’età pediatrica in sinergia con quanto svolto dalla dottoressa Cortinovis nell’ambito delle cure palliative pediatriche. In questo solco si inserisce anche il progetto “Disabilità e Dolore” realizzato in partnership con l’associazione Cancro Primo Aiuto, presente questa mattina con Giacinto Mariani, e con la collaborazione dell’Irccs Eugenio Medea – La Nostra Famiglia di Bosisio Parini.

Rivolto ai soggetti di tutte le età affetti da disabilità grave, è dedicato al trattamento della spasticità in pazienti, minorenni e maggiorenni, attraverso procedure interventistiche di crioneurolisi selettiva sui nervi motori, eseguite in sala operatoria con sedazione, in un contesto ospedaliero altamente sicuro. “Il progetto è nato quasi per caso a una cena” ha ammesso il dottor Paolo Maniglia, sottolineando come si sia riusciti a creare un percorso unico tra due realtà, quella della spasticità, con cui si confronta ogni giorno La Nostra Famiglia e del dolore, curato dall’equipè formata al Mandic, superando la visione finora propsota dal sistema sanitario. “La parola simbolo di questo progetto è insieme” ha rimarcato Maniglia dando poi la parola al collega fisiatra Luigi Piccinini che ha illustrato nel dettaglio i trattamenti per la spasticità previsti e proposti alle famiglie dei piccoli pazienti del polo di Bosisio Parini dell’Irccs Eugenio Medea.

Dopo la procedura effettuata al Mandic, i pazienti vengono inseriti in percorsi riabilitativi strutturati a La Nostra Famiglia, con l’obiettivo di valorizzare al massimo il miglioramento funzionale ottenuto grazie al trattamento interventistico.
Ad oggi sono stati trattati circa venti pazienti. Il progetto pilota prevede una media di 5–6 trattamenti al mese, in modo da garantire una presa in carico sostenibile e una corretta integrazione con i percorsi riabilitativi successivi presso la struttura del Medea.
I primi riscontri clinici sono incoraggianti e hanno visto una riduzione significativa della spasticità; il miglioramento della mobilità e della funzionalità; una maggiore efficacia dei percorsi riabilitativi e un beneficio concreto sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie.

Lo sanno bene Andrea e Nicoletta, genitori del piccolo Claudio Barbetta, nato poco meno di 7 anni a pochi metri di distanza da dove il servizio Dama ha trovato ora casa. “Quello che mi sento di dire oggi – ha detto papà Andrea, colto di sorpresa dall’invito a condividere la sua testimonianza – è che progetti come questo vanno incoraggiati e caldeggiati. Approfitto quindi della presenza del ministro Locatelli per ribadire che realtà come queste sono importantissime, così come i professionisti che le rendono vive”.
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