Rescisso il contratto con la cooperativa Medicalpama dopo il caso del dottore condannato per omicidio in secondo grado: “Danno di immagine”
La nuova cooperativa scelta inizierà a prestare servizio dal 1° maggio: per coprire i turni continua l’apporto del Manzoni e del San Gerardo di Monza
MERATE – Una situazione difficile e in continua evoluzione con risvolti che avranno sicuramente uno strascico legale. Cosi appare lo status quo all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale San Leopoldo Mandic di Merate all’indomani della decisione, assunta dalla direzione strategica guidata dal dottor Marco Trivelli, di rescindere il contratto in essere con la cooperativa Medicalpama per la fornitura di medici con cui coprire i turni, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 del reparto di emergenza e urgenza guidato dal dottor Giovanni Buonocore.
La decisione è formalizzata nella delibera n° 320 dello scorso 8 aprile, dove si parla di “gravi eventi occorsi sul finire del mese di febbraio 2026, in ordine all’inserimento da parte dell’Appaltatore nei turni di pronto soccorso di un professionista, i quali hanno avuto pesanti ripercussioni oltre che grande eco mediatica con danno di immagine per l’Asst di Lecco”.
Il riferimento è al caso del dottor Vincenzo Campanile, in servizio per due turni come al Ps del Mandic, prima che si venisse a scoprire che sul professionista grava una condanna in secondo grado per omicidio (sette le morti di pazienti a lui imputate).
Un caso che, andando al di là della specifica situazione personale del professionista (dove si attende ancora il terzo e definitivo grado di giudizio) aveva alzato di nuovo i riflettori sul sistema dei medici a gettone, portando anche il direttore generale di Asst Lecco Trivelli e il primario del PS del Mandic Buonocore a relazionare in Consiglio comunale sulla vicenda. In quell’occasione, Trivelli aveva spiegato di aver proceduto alla sospensione del dottor Campanile e poi a quella della coordinatrice della Cooperativa Carmen Salvatore, essendo venuto meno il rapporto di fiducia. Motivazioni ribadite anche nel provvedimento di rescissione dal contratto con l’intera cooperativa, dove si parla della lesione e della compromissione del “principio di buona fede e di correttezza che è necessario intercorra tra le Parti nei contratti pubblici, tanto più rilevando che la gestione dell’Appaltatore, cui è rimessa l’autonoma organizzazione del servizio, non ha garantito professionisti rispondenti ai requisiti di affidabilità, certezza per l’Ente sull’accurata selezione e sugli scrupolosi controlli nei confronti dei medici proposti”.
Mancanze fondamentali a cui Asst Lecco ha aggiunto anche delle inadempienze sull’esecuzione dell’appalto in essere dal 1° novembre 2025, arrivando alla rescissione del contratto, con efficacia del 1° maggio, data a partire dalla quale toccherà alla Bmc H24 assistance di Monteriggioni, in provincia di Siena, (seconda in classifica nella procedura di gara effettuata per l’affidamento dell’incarico) garantire il supporto medico al Mandic.
Nel frattempo continua la collaborazione con il personale medico dell’ospedale Manzoni di Lecco e del San Gerardo di Monza per la copertura dei turni con particolar riferimento alla fascia notturna e ai giorni festivi.



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