Rabbia, sconcerto e incredulità degli automobilisti ieri sera, giovedì, di fronte al Ponte di Brivio chiuso… senza ordinanza
Il sindaco Federico Airoldi ha inviato una Pec ad Anas chiedendo conto del provvedimento
BRIVIO – “Stiamo partendo male”. Lo ammette il sindaco di Brivio Federico Airoldi alla luce degli ultimi episodi riguardanti la chiusura del ponte di Brivio per attività propedeutiche all’intervento di riqualificazione che dal prossimo 4 maggio comporterà la chiusura dello storico viadotto per almeno 15 mesi.
Ieri sera, giovedi 9 aprile, gli automobilisti e i motociclisti che volevano oltrepassare il fiume Adda utilizzando il collegamento tra Brivio e Cisano si sono trovati il ponte chiuso per lavoro senza uno straccio di avviso (a differenza di quanto avvenuto il giorno prima quando Anas aveva comunicato il provvedimento di chiusura dalle 21 di mercoledì 8 aprile alle 6 di giovedì 9 aprile).
Tra rabbia, incredulità e il timore di essersi persi qualche pezzo, è cominciato un tam tam sui social alla ricerca di informazioni e comunicazioni ufficiali che potessero legittimare lo sbarramento trovato per strada. Una ricerca vana a fronte invece dei reali e concreti sbarramenti posti lungo la SS 342 Briantea con gli automobilisti costretti a mangiare rabbia e a macinare molti chilometri in più per raggiungere la propria casa o il posto di lavoro.
“Siamo arrabbiati anche noi amministratori” sottolinea il primo cittadino che questa mattina, giovedì, ha inviato una Pec ad Anas e per conoscenza alla Prefettura di Lecco per chiedere conto di quanto avvenuto. “Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in merito alla chiusura della sera del 9 aprile. Abbiamo cercato anche noi, senza trovarla, un’ordinanza in merito. E di questo chiediamo lumi ad Anas”.
Non solo. Nella mail inviata con posta certificata l’amministrazione comunale di Brivio ha chiesto conto anche delle modalità con cui è stata effettuata la chiusura della strada nella notte tra l’8 e il 9 aprile, questa sì avvenuta con ordinanza specifica. “L’impresa che doveva eseguire per conto di Anas l’intervento avrebbe dovuto posizionare dell’idonea cartellonistica per indicare, già da Calco, i percorsi alternativi da percorrere vista la chiusura del ponte. Così non è stato e ne chiediamo conto”.
Per Airoldi è una questione di rispetto agli impegni presi. “Nell’ultimo incontro in Prefettura, avvenuto solo qualche giorno fa, era stata chiarita la necessità di individuare una cabina di regia per gestire l’invio, puntuale e chiaro, di informazioni e comunicazioni in merito all’intervento sul ponte di Brivio”. Alla prima prova del nove, le indicazioni sottoscritte sono state disattese. “Non ci siamo e vogliamo delle risposte in merito”.


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