Pradello-Abbadia, sopralluogo al cantiere della nuova ciclopedonale

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La presidente Hofmann e il vicepresidente Micheli hanno visitato il cantiere Anas insieme ai sindaci della sponda orientale del lago

La nuova pista permetterà a pedoni e ciclisti di percorrere in sicurezza un tratto oggi interessato da consistenti flussi di traffico veicolare

LECCO – La nuova ciclopedonale tra Pradello e Abbadia Lariana al centro del sopralluogo della Provincia di Lecco al cantiere Anas, in occasione della Settimana europea della mobilità, in programma dal 16 al 22 settembre. L’iniziativa della Commissione europea promuove la mobilità urbana sostenibile e punta a favorire il cambiamento dei comportamenti attraverso la mobilità attiva, il trasporto pubblico e soluzioni di trasporto più pulite e intelligenti.

Nel pomeriggio di lunedì 14 settembre la presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann, insieme al vicepresidente e consigliere provinciale delegato a Infrastrutture, Trasporti, Mobilità e Viabilità Mattia Micheli, ha visitato il cantiere della nuova pista ciclopedonale che collegherà la località Pradello ad Abbadia Lariana. Alla visita hanno partecipato anche i sindaci dei Comuni della sponda orientale del lago, da Abbadia Lariana a Colico, oltre ai tecnici di Anas.

La presenza dei rappresentanti del territorio ha evidenziato la dimensione sovracomunale dell’intervento e la volontà condivisa di accompagnarne la realizzazione fino al completamento. La nuova infrastruttura sarà dedicata alla mobilità lenta e permetterà a pedoni e ciclisti di percorrere in sicurezza un tratto del litorale lariano oggi interessato da consistenti flussi di traffico veicolare.

L’opera nasce con l’obiettivo prioritario di aumentare il livello di sicurezza nel tratto di collegamento tra Lecco e Abbadia Lariana, separando in maniera più efficace gli spazi destinati alla circolazione dei veicoli da quelli riservati agli utenti più vulnerabili della strada. La ciclopedonale rappresenterà inoltre un collegamento per la mobilità sostenibile lungo la sponda lecchese del Lago di Como.

Durante il sopralluogo è stata sottolineata anche la valenza del progetto all’interno di un sistema più ampio di percorsi ciclopedonali destinato a interessare progressivamente l’intera sponda lecchese. L’obiettivo è favorire collegamenti sicuri tra centri abitati, stazioni ferroviarie, punti di interesse turistico e servizi pubblici.

“La nuova ciclopedonale rappresenta un’opera simbolo per il nostro territorio – commenta la presidente Alessandra Hofmann –. Non si tratta soltanto di un nuovo percorso per pedoni e ciclisti, ma di un investimento sulla sicurezza, sulla qualità della vita dei cittadini e su un modello di mobilità più moderno e sostenibile. Un’infrastruttura attesa da tanto tempo, in grado di incentivare modalità di spostamento alternative all’automobile”.

“Il sopralluogo – sottolinea il vicepresidente Mattia Micheli – ha consentito di verificare l’avanzamento dei lavori e di condividere una visione comune sul futuro della mobilità lungo la sponda lecchese del lago. Una rete sempre più integrata, sicura e sostenibile, capace di connettere persone, territori e servizi nel rispetto dell’ambiente e della qualità urbana”.

Micheli definisce la pista ciclopedonale “una delle opere più significative per il futuro della mobilità della provincia di Lecco”, indicandola come un tassello fondamentale del “Pcir 3 Adda tratto Colico-Abbadia Lariana”, nell’ambito del progetto Brezza. Secondo il vicepresidente, l’intervento è destinato a migliorare la sicurezza della Sp 72 e a favorire un’alternativa concreta al traffico veicolare privato lungo l’asse tra Lecco e Colico.

La realizzazione del percorso si inserisce infine nelle strategie europee, nazionali e regionali dedicate alla promozione della mobilità attiva e alla riduzione dell’impatto ambientale degli spostamenti quotidiani. Tra gli obiettivi indicati ci sono il trasferimento progressivo di parte degli spostamenti verso modalità sostenibili, la diminuzione delle emissioni inquinanti, la riduzione della congestione stradale e la valorizzazione paesaggistica di un tratto del territorio del Lago di Como.

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