Una scelta compiuta, ha ricordato, da uomini e donne che “decisero che la libertà valeva ogni rischio, ogni sacrificio, ogni prezzo”, in un contesto segnato dalla negazione delle libertà fondamentali durante il ventennio fascista. Da quella stagione nacque la Resistenza, descritta come un movimento popolare capace di unire persone diverse per un obiettivo comune: “Il no alla barbarie, alla disumanizzazione, alla violenza“.

Il primo cittadino ha evidenziato come la Resistenza abbia rappresentato “un fatto di popolo”, capace di coinvolgere combattenti e civili, uniti dal medesimo richiamo a “pace, libertà”, ribadendo che “il 25 aprile appartiene a tutti gli italiani“.
Ampio spazio è stato dedicato al legame tra Resistenza e Costituzione, con il richiamo all’articolo 11, che sancisce il ripudio della guerra. Un principio definito non retorico ma concreto, nato “dalle cicatrici della guerra”, e che oggi rappresenta una guida nelle relazioni internazionali.

Guardando all’attualità, il sindaco ha richiamato il contesto globale segnato da conflitti e instabilità, citando le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha evidenziato come “libertà e pace non sono elementi acquisiti una volta per tutte”. A questo si è affiancato il richiamo di Papa Leone XIV: “Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!”.
Nel suo intervento è stato inoltre sottolineato il valore dell’Europa come progetto nato dalle macerie dei conflitti, costruito attorno ai principi di pace, libertà e cooperazione tra i popoli, e definito oggi più che mai necessario in uno scenario internazionale complesso.

La parte conclusiva del discorso ha riportato l’attenzione sulla dimensione quotidiana della memoria. “Fare memoria non significa solo deporre fiori o ascoltare discorsi”, ma tradurre quei valori nei comportamenti di ogni giorno. Il sindaco ha richiamato il ruolo della comunità e della convivenza civile, sottolineando come “il livello della nostra convivenza si alza attraverso il linguaggio che usiamo e il rispetto che portiamo all’avversario”.

Un passaggio è stato dedicato anche alla realtà locale, definendo Valmadrera una comunità capace di tenere insieme sensibilità diverse e indicando proprio in questa coesione una forma concreta di resistenza “a ogni forma di odio, divisione e indifferenza”.
Infine, l’appello rivolto in particolare ai più giovani: la libertà di oggi “non era scontata” e richiede consapevolezza e responsabilità. “Il 25 aprile non ci chiede di essere eroi, ma cittadini degni di chi scelse la parte giusta”.