Al Cineteatro Artesfera di Valmadrera sold out per la quarta edizione
Otto speaker hanno affrontato il tema della connessione permanente attraverso tecnologia, sport, silenzio, identità, etica e spazio
VALMADRERA – La quarta edizione di TEDxLecco si chiude con una conferma importante: il pubblico ha risposto ancora una volta presente, riempiendo i circa 400 posti del Cineteatro Artesfera di Valmadrera, già esauriti nei giorni scorsi. Un successo che assume un significato particolare anche alla luce del cambio di location deciso all’ultimo momento e che ha accompagnato un’edizione costruita attorno al tema “Always On. Un’era senza pausa”.
“Dopo mesi di lavoro, vedere il teatro pieno è sempre una grande emozione: è la conferma che temi di cui sul territorio si parla ancora poco trovano un pubblico che li cerca e li apprezza. È questo che ci motiva”, commenta Andrea Pontiggia, licenziatario di TEDxLecco, che ringrazia il team per il lavoro svolto in un’edizione segnata proprio dal cambio di sede. “Più che mai in queste settimane, siamo stati Always On”, aggiunge.
Il tema della giornata è partito da una condizione ormai quotidiana: essere costantemente connessi e disponibili non significa necessariamente essere più efficaci. Otto speaker lo hanno affrontato da prospettive molto differenti, spaziando dall’intelligenza artificiale all’identità, dal rapporto con il corpo e il riposo al silenzio, fino all’etica, alla tecnologia e all’esplorazione spaziale.
A scandire il pomeriggio una staffetta di tre presentatori: Martina Pascutti, presentatrice televisiva e podcaster, Massimo Lo Nigro Nicolosi, autore e conduttore di Non Stop News su RTL 102.5, e Ludovico Antonelli, Key Account Manager RFID con un passato tra radio, musica e yachting.

Ad aprire gli interventi è stata Ivana Bartoletti, vicepresidente e Chief AI Governance and Privacy Officer di Wipro, consulente del Consiglio d’Europa e autrice di An Artificial Revolution. Con “Sempre on. Ma a quale prezzo?” ha invitato il pubblico a guardare oltre gli schermi e a interrogarsi sul costo nascosto di una connessione permanente.
Bartoletti ha portato sul palco anche un’esperienza personale, raccontando un momento difficile nel quale aveva cercato risposte affidandosi a un chatbot. Uno strumento che, invece di aiutarla a superare quella fase, continuava a riportarla alle stesse difficoltà. “Io volevo andare avanti ma il chatbot mi teneva ancorata lì. Non mi aiutava a superare quel periodo perché mi ricordava continuamente le mie difficoltà e i miei problemi, non facendomi progredire”, ha raccontato.
Da qui una riflessione sul modo in cui l’intelligenza artificiale viene progettata e utilizzata. “Io amo l’intelligenza artificiale, ma questa deve essere fatta bene”, ha sottolineato Bartoletti, evidenziando una differenza sostanziale rispetto all’intelligenza umana: “A differenza degli uomini non è dotata di un’intelligenza emotiva, dunque ricorda tutto, nel bene e nel male”. Per la vicepresidente di Wipro, l’obiettivo dovrebbe essere quello di costruire strumenti capaci di accompagnare la crescita delle persone, non di bloccarla. “Dobbiamo immaginare uno strumento che valorizzi la nostra crescita. Ricordare tutto diventa paralisi. La nostra memoria selettiva è il dono più grande che abbiamo e i dati dovrebbero avere una scadenza, come il latte nel frigorifero”.
Il tema ha toccato anche il rapporto delle nuove generazioni con il digitale. Secondo Bartoletti, l’abitudine a utilizzare strumenti che tendono a confermare continuamente le nostre convinzioni può finire per impoverire il confronto. “Per l’AI hai sempre ragione e lo dice per tenerci incollati allo schermo. Ma come si fa a crescere se hai sempre ragione? Non c’è crescita senza confronto”, ha osservato, richiamando anche l’attenzione sui rischi legati a un uso eccessivo degli strumenti digitali da parte dei più giovani.
Quindi il messaggio con cui ha chiuso il suo intervento: essere “Always On” non coincide necessariamente con la vita reale. “Dobbiamo interrogarci su che AI vogliamo accanto a noi: uno strumento che ci dica anche di staccare, di andare “off” e di andare a vivere la vita vera”. E per governare l’intelligenza artificiale, ha aggiunto, occorre “fare le domande giuste”, accettare anche di essere criticati e sviluppare un approccio consapevole e critico al suo utilizzo.

Dal rapporto con la tecnologia a quello con il proprio corpo. Il secondo intervento è stato affidato a Beatrice Colli, atleta olimpica lecchese, prima italiana a scendere sotto i sette secondi nell’arrampicata di velocità e protagonista ai Giochi di Parigi 2024. Con “Per riposare ci vuole disciplina”, ha raccontato il lato meno visibile della ricerca della prestazione: la difficoltà di fermarsi.
“Ho cominciato molto presto a gareggiare e volevo sempre raggiungere un nuovo traguardo, una nuova sfida. Per questo la mia vita andava sempre veloce, senza riuscire a fermarmi e riposare. Quando lo facevo mi sentivo quasi in colpa”, ha spiegato.
Una dinamica che Colli ha sperimentato anche nella preparazione ai campionati europei. Convinta di dover arrivare alla competizione per vincere, alle circa 30 ore settimanali di allenamento aggiungeva altre attività fisiche, dalle lunghe camminate alle arrampicate in montagna. Fino a quando il corpo le ha imposto uno stop. “A poche settimane dall’inizio dei campionati mi è venuta la febbre perché non riuscivo mai a riposare. Il mio corpo mi ha detto di fermarmi e respirare”.
Quell’esperienza è diventata una lezione anche oltre lo sport. “Prendere fiato e razionalizzare quello che ti accade è fondamentale sia per vivere meglio lo sport che la vita”, ha raccontato, sottolineando l’importanza delle persone che l’hanno accompagnata nel percorso di recupero. Una ripartenza arrivata anche con un risultato importante: “Mi sono rialzata con una medaglia al collo e sono davvero entusiasta”.
Per Colli è cambiato anche il modo di guardare ai propri obiettivi. A 15 anni aveva già detto di voler partecipare alle Olimpiadi di Parigi, senza però avere ancora piena consapevolezza delle proprie possibilità. Oggi, con maggiore maturità, sente di poter fissare nuovi traguardi senza trasformarli in una corsa continua. E proprio sul palco di TEDxLecco ha pronunciato per la prima volta ad alta voce un nuovo obiettivo: Los Angeles 2028. “Voglio andare alle Olimpiadi di Los Angeles, ma preparandomi senza fretta e prendendomi cura del mio corpo e del mio spirito”.

Il terzo intervento ha portato il pubblico sul terreno del silenzio, sempre più raro in una società costantemente connessa. Niccolò Brighella, founder e content creator di iStorica.it, ha affrontato il tema con “Il silenzio è in via di estinzione?”, riportando l’attenzione su un elemento della cultura e della vita sociale che sembra diventato un’eccezione, anche alla luce della paura dell’invisibilità sociale.

Dal silenzio al cantiere con Pierpaolo Ruttico, architetto, ingegnere, ricercatore del Politecnico di Milano e fondatore di INDEXLAB. Attraverso Prompted Construction ha raccontato un’intelligenza artificiale che non si limita ad assistere l’uomo, ma può generare codice, progettare e dialogare con le macchine impegnate nella costruzione. Una riflessione che supera i confini dell’edilizia e apre una questione più ampia sul rapporto tra uomo e macchina.
A sottolineare la risposta del pubblico e la crescita dell’appuntamento è stata anche Ester Sala, addetta stampa di TEDxLecco, che ha evidenziato la crescente presenza di giovani, sia tra gli spettatori sia tra i volontari. “Ciò vuol dire che c’è sempre maggiore interesse nei confronti di questo format, che abbraccia via via un pubblico sempre più ampio”, ha spiegato, ringraziando le imprese del territorio che rendono possibile l’organizzazione dell’evento e l’amministrazione comunale di Valmadrera per l’ospitalità. “L’anno prossimo dovremo tornare a Lecco”, ha anticipato.
Dopo la pausa e l’intermezzo musicale di Glomarì, i tre presentatori hanno regalato una gag musicale che ha strappato applausi e sorrisi. Poi il pomeriggio è ripartito dall’identità.
Rachele Didero, fondatrice di Cap_able e Assistant Professor alla Libera Università di Bolzano, ha presentato la sua Manifesto Collection, una linea di maglieria caratterizzata da motivi progettati per confondere i sistemi di riconoscimento facciale. Con “Possiamo ancora essere off? Essere visti senza essere letti” ha portato al centro della riflessione il diritto di scegliere come essere interpretati dalle tecnologie.
A seguire Paola Michelini, attrice e autrice diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha proposto “C’è trucco, c’è inganno”, rovesciando la prospettiva sul concetto di Always On: può significare anche Always Off, a seconda del punto di vista dal quale lo si osserva.
Con Giuseppe Aceto, AI & Robotics Ethicist, cofondatore di Relatronica e collaboratore del CERN, il tema si è spostato sul terreno dell’etica. Nel suo intervento, “Fuoco Prescritto: per un’ecologia politica dell’umano”, ha affrontato ciò che rischiamo di lasciare lungo la strada in nome dell’efficienza e la domanda su cosa significhi, oggi, scegliere di rimanere umani.

A chiudere la giornata è stato Paolo Nespoli, astronauta dell’ESA, con 313 giorni trascorsi nello spazio durante missioni sullo Space Shuttle e sulla Soyuz. Con “Oltre i limiti” ha portato il pubblico nella propria esperienza e nel suo modo di interpretare il concetto di Always On, offrendo lo sguardo di chi ha osservato la Terra da una prospettiva radicalmente diversa.
Otto interventi differenti per contenuti, esperienze e punti di vista, ma legati da un unico filo conduttore: le molte forme dell’essere sempre accesi. È questo il racconto costruito dalla quarta edizione di TEDxLecco, attraverso una giornata che ha unito tecnologia, cultura, arte, sport, etica e esperienza personale.
L’edizione di quest’anno, inoltre, non si è limitata all’appuntamento principale. La sera precedente si sono svolti il concerto di Glomarì e lo spettacolo di Paola Michelini, ampliando il programma e gli interlocutori coinvolti.
“Siamo contenti che Valmadrera ci abbia accolto, dandoci questa possibilità. Come associazione vogliamo lavorare sulla cultura del territorio e contribuire alla diffusione di cultura e arte”, spiega Marco Menaballi, presidente di LEC, Liberi Esploratori Culturali, l’associazione che organizza l’evento. “Quest’anno non ci siamo limitati all’evento: la sera prima ci sono stati il concerto di Glomarì e lo spettacolo di Paola Michelini. Stiamo cominciando a far sì che TEDx si arricchisca di più giorni, più eventi e più target”.
Gli interventi della quarta edizione saranno pubblicati sul canale TEDx di YouTube non appena saranno disponibili i video.
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