Legambiente è positiva su quanto deciso dall’assemblea dei soci di Silea

“Riduzione, riuso e riciclo, dovranno essere le parole d’ordine che caratterizzeranno il nuovo atto di indirizzo”

VALMADRERA – Legambiente giudica positivamente quanto deciso dall’assemblea dei soci di Silea di martedì 19 marzo.

“Le indicazioni emerse durante l’esame dei vari punti e l’impegno a discutere nelle prossime settimane un nuovo atto di indirizzo che impegni la società circa le strade da seguire in futuro, lasciano presagire che finalmente si sta cambiando pagina nella programmazione delle politiche dei rifiuti nel nostro territorio”.

“Riduzione, riuso e riciclo, dovranno essere le parole d’ordine che caratterizzeranno il nuovo atto di indirizzo. Elementi che dovranno portare a programmare la progressiva dismissione dell’impianto di incenerimento e a introdurre politiche virtuose per il recupero di materiali. In questa programmazione dovranno rientrare anche le politiche dei Comuni, ma soprattutto le decisioni che Regione Lombardia e Governo saranno chiamati ad assumere per arrivare a una riduzione netta dei quantitativi di rifiuti prodotti, sostenendo di pari passo politiche industriali di trattamento dei rifiuti che ci portino verso l’economia circolare”.

Sul sito www.legambientelecco.it sono pubblicati gli appunti per un nuovo piano provinciale dei rifiuti che l’associazione ha prodotto.

“Questo per cercare di fornire uno strumento utile agli amministratori lecchesi poiché a breve avranno il compito di proporre una svolta che superi la strategia del secolo scorso nel
trattamento dei rifiuti per abbracciarne una nuova, meno impattante e capace di guardare a un futuro ecologicamente sostenibile”.

Anche per quanto riguarda il bando per la rete di teleriscaldamento, Legambiente ritiene
importante che il nuovo atto di indirizzo esprima chiaramente la volontà dei comuni soci di Silea di dismettere quanto prima il termovalorizzatore.

“Questa infrastruttura energetica deve anch’essa sapere guardare al futuro e i progetti che verranno presentati nelle proposte di finanza dovranno essere in grado di dimostrare, a partire dalla geometria e dal dimensionamento, di essere in grado di svincolarsi dalla termocombustione di rifiuti o da qualsiasi altro combustibile fossile non appena il forno verrà spento. Se ciò non avverrà dovrà essere immediatamente revocata la concessione
allo sfruttamento del sottosuolo”.