Tetto, impianti, servizi e spazi interni saranno rinnovati grazie al contributo di 299.930 euro del Bando Rifugi 2024 di Regione Lombardia
“La stagoine è andata bene”, racconta Maria Codega, che dal 2024 gestisce il rifugio insieme al marito Raffaele Pomoni e ai tre figli. Tra gli interventi più attesi, l’ampliamento della sala
PREMANA – Al Rifugio Varrone la stagione è finita con qualche giorno di anticipo. È andata bene, racconta chi lo gestisce, ma adesso arriva la parte più delicata: la struttura chiude per lasciare spazio a un importante intervento di riqualificazione. Tetto, impianti, servizi e spazi interni saranno interessati dai lavori finanziati da Regione Lombardia.
A fare il bilancio di questa stagione è Maria Codega, premanese, che dal 2024 gestisce il rifugio insieme al marito Raffaele “Lele” Pomoni e ai tre figli Mattia, Siria e Nicolò.
“La stagione è andata bene, nel senso che la gente è sempre arrivata. Un po’ meno rispetto all’anno scorso, soprattutto nelle settimane caldissime motivo per cui, probabilmente, c’è stato chi ha desistito dal mettersi in cammino. Tutto sommato, però, le settimane centrali di agosto e i weekend di giugno e luglio sono stati sempre belli pieni. Quindi è andata bene così”.
Un bilancio positivo, dunque, nonostante un’affluenza leggermente inferiore rispetto alla stagione precedente. Tra i momenti più partecipati dell’estate c’è stato il torneo di pallavolo organizzato il 9 agosto.

“C’era tanta gente ed è stato coinvolgente, con una grande partecipazione”.
La stagione non è stata comunque priva di imprevisti. A metà agosto, durante una discesa verso Premana in quad, Codega si è trovata a fare i conti con una frana che le ha impedito di proseguire.
“Sono tornata a casa a piedi – spiega, aggiungendo – L’alluvione ci mancava: ci sono capitate la neve, il vento, il ghiaccio e tutto, però l’alluvione no. Quindi abbiamo provato anche quella”.
Ora, però, l’attenzione è tutta rivolta ai lavori. Il Rifugio Varrone è tra le strutture ammesse al finanziamento del Bando Rifugi 2024 di Regione Lombardia, misura da 5 milioni di euro a fondo perduto destinata alla riqualificazione, all’ammodernamento e alla messa in sicurezza dei rifugi alpinistici ed escursionistici lombardi.
Per il Varrone è previsto un contributo di 299.930 euro. Il progetto comprende diversi interventi: il rifacimento della copertura, la ristrutturazione del corpo ovest, l’adeguamento degli impianti elettrici e idrici, nuovi servizi igienici, un impianto a biomassa, la coibentazione, nuovi serramenti, il trattamento delle acque reflue e potabili e una connessione satellitare.
Ed è proprio l’ampliamento della sala uno degli interventi che Codega considera più importanti per la gestione quotidiana del rifugio. Per ricavare nuovi posti a disposizione degli ospiti verrà eliminata una camera.

“Si toglie una camera e si allarga la sala perché, sostanzialmente, abbiamo più bisogno di posti per il pranzo, soprattutto nei mesi più freddi”.
Una scelta legata non tanto alla volontà di aumentare il numero degli ospiti, quanto alla necessità di poter accogliere anche chi arriva al rifugio quando i posti sono già esauriti.
“Mi aspetto che, se rifanno gli impianti, ci siano meno sorprese quando vengo su d’inverno: trovare sempre l’acqua corrente e tutto il resto, con meno imprevisti. E soprattutto, se allargano la sala, rimane più fruibile da parte di tutti. Perché io adesso tiro su gente, li prenoto, riempio il rifugio e, se arriva qualcuno che ha freddo, resto fuori perché non so dove metterlo. Non è neanche per fare gente in più, ma per accogliere chi è rimasto fuori al freddo. Ecco, mettila così”.
Il finanziamento del Varrone rientra in un programma regionale che ha riscosso una forte partecipazione. Sono state 115 le domande presentate complessivamente in Lombardia, con 108 progetti ammessi, a fronte di investimenti complessivi dei soggetti richiedenti superiori agli 8 milioni di euro. La Regione Lombardia ha inoltre annunciato la volontà di ampliare la dotazione finanziaria per consentire lo scorrimento della graduatoria e finanziare ulteriori progetti.
Per il Varrone, intanto, la stagione si chiude con il segno positivo. Da qui in avanti saranno i lavori a scandire i tempi della struttura. L’obiettivo, nelle parole di chi la gestisce, è concreto: avere un rifugio più efficiente durante i mesi invernali e spazi più funzionali per chi arriva in quota, anche quando non ha prenotato.
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