L’atleta dei Ragni di Lecco ha stretto i denti nonostante uno stiramento muscolare
“Sono anche abbastanza certo che in semifinale avrebbe concluso quarta, stava benissimo fino a quel movimento”
LECCO – Campionato Italiano di arrampicata Boulder 2026, lo scorso week-end, alla Vertikale di Bressanone. Uno spettacolo avvincente, dall’inizio fino all’ultima presa dell’ultimo blocco della finale. Tra gli atleti impegnati c’erano anche i lecchesi dell’Asd Ragni di Lecco.
Giulia Rosa ha sfiorato la finale, fermata da uno stiramento muscolare che in semifinale le ha impedito un movimento che l’avrebbe appunto portata dritta a giocarsi il titolo. Il risentimento muscolare era già avvenuto in qualifica, dove Giulia aveva già impressionato piazzandosi nona ma finendo la prova visibilmente sofferente. La lecchese ha chiuso al 9° posto.

In qualifica molto bene anche Beatrice Colli, undicesima con uno dei pochissimi Top dell’ultimo boulder super fisico, chiudendo poi col 20° posto finale; mentre si era qualificata come 24esima Valentina Arnoldi chiudendo al 16° posto. Fuori dalla semifinale Davide Torroni che chiude con il 35° posto.
“Giulia ha davvero stretto i denti in semifinale come una grandissima atleta – ha sottolineato il tecnico Fabio Palma -. Credo sia stato meglio non sia andata in finale, perché avrebbe potuto infortunarsi seriamente, non è un’atleta che si tira indietro e sentiva molto male al ginocchio. Spero sia solo un’infiammazione al tendine dovuta a un movimento rotazionale estremo. Molto meglio pensare a medio e lungo termine quando hai 21 anni. Sono anche abbastanza certo che in semifinale, se non avesse avuto l’infortunio, avrebbe concluso quarta, stava benissimo fino a quel movimento, assolutamente dominante. Ha una soglia del dolore da grande atleta e bisogna sempre stare attenti a queste soglie non da persone normali”.
Fabio Palma ha commentato anche la prova di Beatrice Colli, specialista della Speed: “Ha sbagliato per un niente ben due blocchi (sarebbe entrata in finale come settima) e avrei potuto fare ricorso per una zona flash non data, ma tra ventesimo e sedicesimo posto non cambiava nulla. Quest’anno le semifinali si giocano sui dettagli ancora di più che negli anni scorsi e si entra in finale con un solo boulder su 4, le competizioni boulder sono sempre più serie in linea col trend mondiale”.
Dominio assoluto di Giorgia Tesio (Centro Sportivo Esercito), che si conferma Campionessa Italiana e primo titolo di Campione Italiano conquistato da Matteo Reusa (Gruppo Sportivo Fiamme Gialle).
“Uno spettacolo di altissimo livello quello a cui abbiamo assistito alla Vertikale – ha dichiarato entusiasta il presidente FASI Davide Battistella –. La sfida è stata tesa e avvincente fino all’ultimo secondo, con tanti atleti in lizza per il podio: merito di un’ottima tracciatura, che costituisce l’ossatura fondamentale su cui si regge una competizione, e di una notevole qualità degli atleti che è potuta emergere. Sul podio sono saliti atleti dei Gruppi Sportivi delle Forze Armate, che ringraziamo per le energie che investono nei nostri atleti. Un grande grazie all’organizzazione della Vertikale, ai giudici, ai tracciatori, allo staff federale e al pubblico, estremamente caloroso e partecipe”.

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