Successo casalingo per 3-1 contro l’Isuzu Cerea nell’ultima di campionato
“Bella partita, specie il primo set. Un avversario che non ci stava a perdere”
LECCO – L’Orocash Picco Lecco chiude la stagione con una serata che sembra fatta apposta per restare nella memoria: una vittoria per 3-1 contro Isuzu Cerea, un Bione caldo e partecipe, un gruppo che si concede l’ultimo abbraccio collettivo dopo mesi di lavoro, sacrifici, cadute, risalite, sorrisi e crescita. Una partita che, più che un semplice finale di campionato, è sembrata un racconto: quello di una squadra che ha saputo attraversare le difficoltà e trasformarle in identità.
Il primo set è stato una battaglia vera, punto a punto, con scambi lunghi, difese impossibili e un’intensità che ha ricordato a tutti perché questo sport sa emozionare così tanto. “Bella partita, specie il primo set. Un avversario che non ci stava a perdere” ha detto Federico Belloni, con quella lucidità serena di chi ha visto la propria squadra rispondere presente anche quando la classifica non aveva più nulla da chiedere.
La sua scelta di dare spazio alle giovani ha dato un colore speciale alla serata: un sestetto Under 20 in campo, responsabilità distribuite, entusiasmo che si mescola alla freschezza. “Ho dato tanto spazio alle giovani. Abbiamo fatto giocare un sestetto Under 20. Le avversarie erano in lotta salvezza, per noi tutto scritto”.
E poi, quasi sottovoce, la frase che pesa più di tutte: “Ho vissuto tre anni fantastici con persone favolose e brillanti, gente che mi ha cambiato la vita.” Un congedo che non è un addio, ma un grazie reciproco.
La serata ha avuto anche un volto luminoso, quello di Emma Cantamessi, MVP del match. La sua partita è stata un concentrato di maturità, coraggio e leggerezza ritrovata. “Felice, felice. Uscivo da un periodo difficile e mi porto a casa una grande esperienza. Le grandi sono state straordinarie, e specialmente il capitano Arianna Lancini”.
Parole che raccontano un percorso personale, ma anche il valore di un gruppo che accoglie, sostiene, accompagna. Cantamessi ha attaccato con continuità, ha tenuto in contrattacco, ha mostrato quella scintilla che nasce quando la fiducia torna a scorrere.
I parziali (27-25, 25-21, 20-25, 25-22) dicono di una squadra capace di soffrire, reagire, chiudere. Ma il tabellino, per una volta, è solo una cornice. Il quadro è fatto di abbracci, di sguardi complici, di una panchina che esplode a ogni punto, di un pubblico che accompagna come una famiglia.
La società saluta così una stagione intensa, complessa, ma profondamente formativa. E saluta soprattutto il percorso di Federico Belloni, che lascia un’impronta tecnica e umana enorme. Un grazie che non è di rito, ma di cuore: Federico hai portato una crescita esponenziale e grazie infinite.
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