Al Centro Culturale Fatebenefratelli di Valmadrera svelate le novità dell’evento sportivo targato OSA
Una serata pensata non solo per raccontare la gara del 1° maggio ma per rendere omaggio agli atleti, alla storia della manifestazione, al ricordo di Dario e Willy
VALMADRERA – Una serata dal forte valore simbolico, costruita per celebrare una corsa diventata negli anni un punto di riferimento per il territorio e per il mondo dello skyrunning. Ieri sera, venerdì, il Centro Culturale Fatebenefratelli di Valmadrera ha ospitato la presentazione ufficiale del 20° Trofeo Dario e Willy, appuntamento che quest’anno coincide anche con il 75° anniversario della fondazione dell’Osa Valmadrera, organizzatrice della gara.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente dell’Osa, Domenico Rusconi: “Più che una presentazione della gara, che ormai conoscete in ogni suo dettaglio, in ogni fatica, in ogni salita, in ogni discesa; la serata è stata pensata per omaggiare voi atleti che la Dario e Willy l’avete fatta e avete speso le vostre fatiche, le vostre energie e alcuni di voi anche le vostre vittorie”.
Rusconi ha spiegato che il filo conduttore dell’incontro sarebbe stato proprio il racconto della storia della gara, partita nel 2005, fino ad arrivare a quest’anno. “Abbiamo scelto come sede di presentazione questa struttura perché è un po’ il nucleo fondamentale delle iniziative che si svolgono a Valmadrera e anche per dare ringraziamento all’amministrazione comunale che in tutti questi anni non ci ha mai lasciato soli e ci ha sempre aiutato”.

Presente in sala anche il sindaco di Valmadrera, Cesare Colombo che ha voluto sottolineare il valore civile e comunitario della manifestazione. “È sempre bello essere qui con gli amici dell’Osa. Ancora più bella è la ventesima edizione della Dario e Willy, che non è solo una gara, ma è qualcosa che parla al cuore della nostra comunità – ha affermato -. Guardare voi, guardare le immagini di tutte le persone che abbracciano questa gara, ci fa rivivere e fa rivivere ogni anno con noi Dario e Willy”. Un ringraziamento sentito è stato rivolto all’Osa e a tutti i volontari: “Grazie all’Osa che porta avanti quella che non è più soltanto una tradizione, ma è diventata qualcosa che è dentro di noi, che fa parte di noi”.

A condurre il cuore della serata è stato Delio Fazzini, speaker ufficiale della manifestazione, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso immagini, video e testimonianze che da sole raccontano quelli che sono stati vent’anni di sport.

Dopo la proiezione, uno dei passaggi più intensi è stato dedicato al significato profondo della corsa. “L’immagine più importante, certamente forse l’ultima, con i genitori di Dario e Willy presenti alla premiazione della gara. Come sempre, questo trofeo va in ricordo di loro – ha osservato Fazzini -. Credo che ricordare due amici con una manifestazione come questa sia davvero l’anima che muove tutto quello che ci vuole per mettere in piedi una gara, un evento sportivo come questo”.

Sul palco si sono poi alternati alcuni protagonisti che hanno scritto la storia del Trofeo, a partire dai primi vincitori dell’edizione 2005. Daniela Gilardi, prima vincitrice femminile della Dario e Willy, ha riportato il pubblico alle origini della corsa: “Ho disputato proprio le prime edizioni, quando era ancora Trofeo Osa. Il 1° maggio era sempre una tappa fissa, perché allora non c’erano tante gare come adesso”. Gilardi ha ricordato le caratteristiche di un percorso che l’aveva conquistata fin da subito: “Vario, tecnico. Ero una buona discesista, per cui mi è sempre piaciuta come gara”. Nonostante il tempo passato, il legame resta fortissimo: “La voglia di rifarla c’è sempre, anche vedendo le immagini: la corsa ce l’abbiamo nel cuore, le montagne, le nostre montagne, ancor di più”.

Dalla prima vincitrice alla più recente: Cecilia Basso, prima sul podio femminile del 2025, ha raccontato il suo approccio con la gara. “Per me l’anno scorso è stata la prima volta qui a Valmadrera sul percorso di Dario e Willy ed è stata una piacevolissima scoperta”, ha spiegato. A colpirla più di tutto è stata la risposta del pubblico: “La cosa che mi ha colpito di più della gara l’anno scorso è stato il tifo sul percorso. Mi ricordo il passaggio a San Tomaso, era tra due ali di folla. Non sono tante le gare dove si percepisce questa passione intorno”. Basso ha quindi confermato la volontà di esserci anche quest’anno: “Ho voglia di replicare perché mi è davvero piaciuta e nel frattempo mi sono avvicinata anche a queste zone, ci bazzico un po’ di più”.

A seguire è intervenuto anche Carlo Ratti, primo vincitore maschile del Trofeo Dario e Willy nel 2005, che ha parlato del forte carico emotivo riemerso durante la serata: “Vedere queste immagini mi ha evocato un sacco di ricordi, anche se sono passati tanti anni”. Ratti ha ricordato l’atmosfera della prima edizione: “C’era anche un velo di tristezza per Dario e Willy, però poi c’era sempre questa festa, questa organizzazione impeccabile”. Per lui, la gara del 1° maggio era un appuntamento identitario: “Era un po’ il primo giorno di scuola, no? La gara del 1° maggio era un po’ la prima gara, quindi bisognava vedere chi era cresciuto, chi era diventato più forte, più scarso”. E il giudizio sull’organizzazione non lascia spazio a dubbi: “La gara è sempre stata di ottimo livello. Secondo me poi in quegli anni è sempre cresciuta, quindi devo dire complimenti all’Osa e a tutti gli organizzatori”.
Tra gli ospiti della serata anche Marco Rusconi, Enrico Ardesi, Stefano Butti, Luca Del Pero, Lorenzo Beltrami, Moreno Sala, Matteo Porro e Daniel Antonioli.

Prima è intervenuto Marco Rusconi: “Mi sento un po’ un dinosauro di questo sport, perché ho avuto la fortuna di vederlo nascere e crescere. Oggi è cambiato molto, ma resta sempre uno sport di fatica. Voglio fare i complimenti agli atleti di oggi, perché sono loro la vera forza di questo movimento. E soprattutto un grazie per aver mantenuto viva questa manifestazione, che è anche un modo per ricordare Dario e Willy”.

E poi Enrico Ardesi: “Ai tempi era la prima gara davvero importante della stagione, il primo appuntamento serio. Era una prova impegnativa: dura in salita, tecnica in discesa. Io non ero un grande discesista e già all’inizio soffrivo l’idea di affrontarla. Però era una gara vera, completa, e proprio per questo così affascinante. Era un banco di prova per tutti”.

Stefano Butti, padrone di casa e volto storico della manifestazione, ha rivendicato il legame personale con la gara: “Ho iniziato che praticamente avevo un po’ più dell’età di mio figlio, adesso praticamente sono un veterano. Resta sempre la mia gara preferita”. Butti ha anche voluto accendere i riflettori su uno degli aspetti più importanti per il futuro dell’evento, cioè la crescita dei più giovani. “Da qualche anno c’è la gara dei bambini”, ha osservato, spiegando il lavoro che lui e Paolo Piloni stanno portando avanti con il corso DivertiRun, dedicato all’avvicinamento alla corsa e alla corsa in montagna. “Siamo una trentina che ci alleniamo due sere a settimana”, ha raccontato, sottolineando l’ambizione di far crescere ulteriormente il settore giovanile. Anche Fazzini ha rimarcato il valore della gara promozionale per i più piccoli, inserita da alcuni anni nel contesto dell’evento principale: “Negli ultimi anni si è voluto creare proprio una giornata di festa e sport per tutti, con anche la gara dedicata ai più piccoli”.

Sul fronte agonistico, uno dei momenti più seguiti è stato l’intervento di Luca Del Pero, detentore del record della corsa in 1h 17′ e vincitore delle edizioni 2022 e 2023. Del Pero ha però raccontato un momento complicato sul piano fisico: “Quest’anno non è iniziato nel migliore dei modi”. Dopo un’infiammazione al tendine d’Achille, è arrivata anche una frattura al calcagno: “Adesso mi tocca stare fermo ancora per un po’ di tempo, rientrerò spero più avanti”. Rievocando il record, Del Pero ha spiegato che il ritmo di quell’edizione era stato altissimo fin dalla prima salita: “Quell’anno avevo dovuto dare tutto me stesso per riuscire ad arrivare davanti”. E ha sottolineato il valore speciale di correre su queste montagne: “Era stato molto bello perché è un po’ la gara di casa”.

Di grande rilievo anche le parole di Lorenzo Beltrami, vincitore nel 2024 e nel 2025, che ha definito la Dario e Willy una tappa fondamentale della sua crescita sportiva: “E’ stata forse la mia prima SkyRace. È stata la prima gara che mi ha fatto realizzare di poter correre abbastanza forte”. Beltrami ha però anticipato che quest’anno non sarà al via: “Purtroppo non potrò esserci, però chissà che gli anni prossimi”.

Sintetico l’intervento di Moreno Sala, che ha ricordato la lunga frequentazione della gara: “Sono un po’ di anni che corro, dal 2011, ne ho fatte tante di Dario e Willy”.

Matteo Porro ha invece messo l’accento sulla durezza del percorso e sull’atmosfera unica che accompagna la corsa: “Correre il 1° maggio oltre 2000 metri di dislivello in una gara così tecnica e così di alto livello non è mai facile. Il tifo che c’è alla Dario e Willy c’è in poche altre gare”.

Molto apprezzato anche il contributo di Daniel Antonioli, che pur avendo partecipato una sola volta ha definito la Dario e Willy “una gara che mi è piaciuta molto”. Quest’anno non potrà essere presente, impegnato nel circuito Skyrunner World Series, ma ha lasciato aperta la porta a un ritorno: “Sicuramente prima o poi smetterò anche di seguire il circuito Skyrunner e sarà il momento in cui parteciperò più spesso alla Dario e Willy”.

Nel corso della serata è stato dato spazio anche alla presentazione tecnica del percorso e agli sponsor che rendono possibile la manifestazione, con una piccola novità sul piano regolamentare. Fazzini ha infatti annunciato che è stato modificato il primo cancello orario: da un’ora e 50 è passato a un’ora e 45.
Uno dei momenti più attesi è stato poi la presentazione in anteprima del pacco gara dell’edizione 2026, con la felpa celebrativa del 75° dell’Osa Valmadrera e altri omaggi come la birra personalizzata per l’anniversario.

A chiudere la serata è stato ancora Rusconi, con un ringraziamento finale al pubblico, agli atleti e agli organizzatori. E poi il saluto conclusivo, con invito al rinfresco e soprattutto all’appuntamento sportivo del 1° maggio: “Rinnovo comunque il mio appello, il mio augurio di una buona gara a tutti, a chi avrà intenzione di partecipare al Dario e Willy”.

La presentazione del 20° Trofeo Dario e Willy ha così confermato ciò che da tempo la manifestazione rappresenta per Valmadrera: una gara di alto livello tecnico, certo, ma anche e soprattutto un patrimonio condiviso di memoria, identità e passione sportiva.

Tutte le informazioni su gara e iscrizioni sono consultabili sul sito ufficiale.



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