In Comunità Montana Valsassina la serata “ZacUp 2026 – La Storia” tra ricordi, campioni e le novità della gara di domenica 20 settembre
Sul palco alcuni dei protagonisti che hanno scritto dieci edizioni sulle Grigne. Zaccagni: “La soddisfazione più grande è aver visto crescere la ZacUp dentro il paese”
PASTURO – Dieci edizioni, non sono soltanto una cifra. Sono partenze all’alba, catene fredde tra le mani, giornate di sole e altre in cui la neve ha costretto a cambiare i piani, volontari appostati sui sentieri, campanacci che risuonano tra le Grigne e campioni arrivati da ogni parte del mondo. Ma soprattutto sono una storia nata da un dolore e diventata, anno dopo anno, patrimonio di un intero territorio.

È stato questo il filo conduttore di “ZacUp 2026 – La Storia”, la serata andata in scena ieri, martedì 15 settembre, nella Sala Pensa della Comunità Montana a Barzio, a pochi giorni dalla decima edizione della ZacUp Skyrace del Grignone, in programma domenica 20 settembre a Pasturo.
Un appuntamento costruito per guardare indietro, dal 2013 a oggi, ma anche per presentare una ZacUp che nel suo decennale cambia pelle in alcuni punti importanti: un percorso principale rivisto nella seconda parte, più spettacolare e muscolare, e il debutto della nuova Sprint Race, pensata per allargare la festa anche a chi non affronta la prova regina.

La gara internazionale, organizzata dal Team Pasturo ASD con Falchi Lecco, Associazione Soci di Pasturo, Comune e associazioni locali, partirà domenica alle 8.30. Il percorso ufficiale misura circa 26,5 chilometri con 2.800 metri di dislivello positivo e altrettanti in discesa.
Una storia cominciata nel 2013
A guidare il racconto è stato Alberto Zaccagni, direttore della gara e anima della manifestazione, nata nel 2013 nel ricordo del fratello Andrea, scomparso sul Cervino. Accanto a lui Nicola Gavardi, oggi PR & Communication Manager di SCOTT Sports Italia, legato alla ZacUp fin dalla prima edizione e chiamato a moderare una serata che ha alternato immagini d’archivio, testimonianze e aneddoti.

“Nel 2013 non sapevamo veramente a cosa saremmo andati incontro”, ha ricordato Zaccagni. L’emozione della prima volta resta uno dei momenti che più gli sono rimasti impressi, insieme al 2014, quando Marco De Gasperi ed Elisa Desco furono protagonisti della gara, e soprattutto al 2019, anno dell’ingresso nelle Skyrunner World Series.
Quella fu probabilmente la consacrazione internazionale della ZacUp: “Avevamo 24 o 25 nazioni rappresentate, bandiere da tutti i continenti. Portare qui persone che restavano a dormire e mangiare per due o tre giorni significava anche dare qualcosa al territorio”. Ma il ricordo del 2019 porta inevitabilmente con sé anche l’assenza di Davide Invernizzi, figura profondamente legata all’organizzazione: “È un’edizione alla quale penso ancora con un nodo alla gola. Non averlo avuto accanto sulla griglia di partenza è una mancanza che porto ancora dentro”.

La ZacUp, negli anni, ha dedicato la propria storia anche alla memoria di altre persone care al gruppo, tra cui Gabriele Orlandi Arrigoni, oltre a Davide Invernizzi.
Se c’è però un risultato che Zaccagni considera più importante dei circuiti internazionali e dei grandi nomi transitati sulle Grigne, è il rapporto nato con il paese. “La soddisfazione più grande è aver visto crescere la ZacUp dentro Pasturo – ha spiegato – Vedere aumentare l’entusiasmo, l’attesa della gente, trovare persone sul percorso che incitano gli atleti, i campanacci, tutto quello che gli stranieri negli anni ci hanno detto di avere apprezzato”.
Un legame sottolineato anche dal sindaco di Pasturo Pierluigi Artana, che ha ricordato come l’Amministrazione sostenne fin dall’inizio l’idea di riportare una grande gara sulle Grigne dopo la conclusione dell’esperienza del Trofeo Scaccabarozzi. “Sarebbe stato un peccato perdere un evento così importante non solo per Pasturo, ma per tutta la Valsassina. Queste gare hanno permesso anche di riscoprire sentieri che altrimenti rischiavano di essere dimenticati“.

Domenica, ha aggiunto Artana, sarà ancora una volta una sorta di “mobilitazione generale” del paese: “C’è chi arriva primo, ma anche chi impiega molto di più. Su una gara con questi chilometri e questo dislivello, arrivare al traguardo è già una vittoria“.
Canepari e Piazza: “Una vetrina per tutto il territorio”
Alla serata erano presenti anche il presidente della Comunità Montana Fabio Canepari e il sottosegretario regionale Mauro Piazza, oltre al vicesindaco di Lecco Carlo Piazza.

Canepari ha ringraziato il Team Pasturo per aver portato avanti la manifestazione “con passione e dedizione”, rimarcando il ruolo degli enti nel sostenere un appuntamento ormai radicato sul territorio. Per Piazza, la ZacUp è “un grande evento sportivo nato dal cuore, ma anche un palcoscenico per la Valsassina”.

Il sottosegretario ha richiamato anche il tema della manutenzione dei sentieri: gli interventi necessari alle manifestazioni sportive, ha osservato, non servono soltanto agli atleti nel giorno della gara, ma lasciano percorsi fruibili da tutti durante l’anno.
Una rete enorme dietro la gara
Il racconto della ZacUp è inevitabilmente anche quello di chi lavora lontano dai riflettori. Zaccagni ha ricordato il contributo dei Falchi Lecco, tra i primi a rispondere alla richiesta di aiuto nel 2013, quindi dei Cai del territorio, degli Alpini, della Protezione Civile, della Pro Loco, degli animatori e delle numerose associazioni coinvolte.
Un ringraziamento particolare è andato ai Soci di Pasturo, che gestiscono una parte fondamentale dell’accoglienza e del ristoro finale. E poi gli sponsor, oltre cento nelle ultime edizioni, e il gruppo organizzatore: “Io sono qui davanti, ma dietro c’è una squadra che lavora moltissimo”.

Il comitato tecnico 2026 vede Zaccagni alla direzione gara, Manuele Panzeri come direttore del percorso e guida alpina, Adriano Ticozzelli responsabile dei volontari e dei ristori e il Soccorso Alpino XIX Delegazione Lariana per l’assistenza sul tracciato.
I campioni tornano a raccontare la “loro” ZacUp
Durante la serata proiettato anche un video che in poco più di sei minuti ha racchiuso la storia della ZacUp. Poi le immagini hanno lasciato spazio alle persone. Sul palco sono saliti alcuni degli atleti che, in modi diversi, hanno scritto la storia di questa gara.

Il primo a intervenire è stato Franco Sancassani, vincitore dell’edizione inaugurale del 2013. Per lui, quella gara resta legata anche al passaggio dal canottaggio alla corsa in montagna. “Ero un canottiere e, finita quell’attività, mi è venuta questa passione per la corsa in montagna. All’inizio correvo quasi per diletto, poi l’ho presa seriamente”, ha raccontato. Rivedere le immagini di quella prima ZacUp gli ha riportato alla mente anche un episodio rimasto nella memoria: “Ero davanti, correvo con la lingua fuori, e a un certo punto uno mi chiede: “Ma tu chi sei? Da dove arrivi?”. Ero ancora uno sconosciuto in questo mondo. Ogni volta che lo incontro ce lo ricordiamo ancora”.

Accanto a lui Chiara Gianola, prima vincitrice femminile della manifestazione, ha ritrovato nelle immagini il carattere più autentico della gara. “Sono passati tredici anni, ma ricordo benissimo il tracciato: la parte tecnica, le catene, tanta roccia. Per me era davvero un parco giochi”. E ancora: “Sono sempre stata molto legata a queste zone. Venivo qui anche per vedere mio fratello correre lo Scaccabarozzi. Quello che ricordo della prima ZacUp, oltre alla vittoria, è soprattutto il freddo: in cima erano tutti bardati e faceva un freddo incredibile. Ma era bellissimo”.

Tra i volti simbolo della ZacUp c’è Daniel Antonioli, vincitore nel 2015, 2016 e 2017. “La prima volta ero praticamente uno spettatore. Non ero ancora davvero uno skyrunner, facevo qualche gara d’estate come allenamento per la mia disciplina principale, il winter triathlon. Ma da quella edizione mi sono innamorato di questo sport”. Rivedere le immagini delle varie edizioni ha avuto per lui un peso particolare: “Ho visto tanti rivali, tanti amici, tanti anni di vita sportiva. Ho vissuto tutte queste stagioni della ZacUp e per me è stato davvero emozionante rivederle”.

Uno dei momenti più intensi della serata è arrivato con Marco De Gasperi, legato alla ZacUp fin dalle prime edizioni. Il campione valtellinese ha ricordato soprattutto il rapporto con Andrea Zaccagni e con Alberto. “Andrea l’ho conosciuto poco, ma mi aveva colpito subito. Mi aveva parlato prima della una gara e poi era tornato da me dopo l’arrivo per dirmi delle parole veramente sentite. Quando Alberto mi telefonò per dirmi della sua scomparsa, rimasi profondamente scosso”. Poi, rivolgendosi direttamente a Zaccagni: “Il tuo amore verso tuo fratello, verso queste montagne e verso la sua passione è tutto qui, in questa gara. E il fatto che ci sia così tanta gente e così tanto entusiasmo significa che quello che avete costruito è stato davvero importante”.
Molto personale anche il ricordo di Elisa Desco, vincitrice nel 2014 e nuovamente attesa al via nell’edizione del decennale. “Qui ho corso nel 2014 e poi nel 2019. Quell’anno sono partita con gli occhi lucidi e pieni di lacrime”, ha raccontato. Il suo legame con la ZacUp va ben oltre il dato sportivo: “Ho voluto correre qui anche quest’anno perché sono riconoscente ad Andrea e lo sarò sempre”. Sul percorso modificato ha aggiunto: “A me piaceva anche quel tratto molto ripido che magari ad altri faceva soffrire. È una gara dura, ma proprio per questo ti resta dentro”.

Tra le testimonianze della serata anche quella di Lorenzo Beltrami, atleta mandellese che pur senza aver mai vinto la ZacUp, ha ricordato come la gara abbia rappresentato un passaggio importante nella sua crescita agonistica. “Mi sento quasi un impostore qui, perché non ho mai avuto il piacere di vincere questa gara, magari succederà in futuro. Però sono stato sicuramente uno dei suoi protagonisti e ho dei ricordi bellissimi”, ha raccontato.

Il pensiero è andato soprattutto al 2019, anno della sua prima partecipazione: “Quella fu la mia prima ZacUp e credo anche il mio primo evento di vera caratura internazionale. Ricordo che proprio dopo quella gara fui contattato dalle Skyrunner World Series per partecipare al circuito l’anno successivo. È un valore aggiunto enorme e un ricordo che porterò sempre con me”. Per Beltrami c’è poi un legame naturale con il territorio: “Queste montagne sono il mio parco giochi di casa, vivendo a Mandello. Non posso che portarle nel cuore”.

Diversa ma altrettanto significativa la storia di Martina Brambilla, terza nel 2013 e poi ancora sul podio nel 2022. “La ZacUp è stata il mio inizio. Era la prima gara in montagna che facevo e l’avevo presa quasi per gioco, insieme a mio papà e mio fratello”. Un esordio senza particolari aspettative: “Non conoscevamo nessuno, non avevamo mai fatto gare di questo tipo. Mio papà ci aspettava alle catene perché aveva paura che cadessimo. Poi, durante la discesa, mi dissero: “Ma perché fai tutti i tornantini? Segui me e vai giù dritta””. Da lì cambiò tutto: “Ho iniziato a correre forte, ho recuperato tantissimo e sono arrivata terza. Da quella giornata è nata davvero la mia passione per le gare in montagna”.

Tra i protagonisti del territorio anche Mattia Gianola, atleta premanese del Team Scott che ha partecipato a diverse edizioni e sarà nuovamente al via. “Sono molto legato alla ZacUp, mi piace l’ambiente e ho un rapporto di amicizia con Alberto e con tutto il gruppo. Per me è quasi una gara di casa”. Nel suo ricordo c’è anche l’edizione 2018: “Quell’anno fu speciale, con il Campionato Italiano. Ricordo bene l’atmosfera e il livello degli atleti. È uno di quei giorni che ti rimangono impressi”. Sul nuovo percorso ha aggiunto: “L’ho provato e mi è piaciuto molto. Sarà interessante vedere cosa succederà domenica”.

Sul palco anche Paolo Gotti, secondo nella prima edizione del 2013. “Per noi bergamaschi le Grigne hanno sempre avuto qualcosa di speciale che questa gara ha saputo valorizzare”. Gotti ha ricordato di aver partecipato a diverse edizioni dello Scaccabarozzi prima della nascita della ZacUp: “Non sono mai riuscito a vincere qui, ma è sempre stato bello tornare”.
Nuovo percorso: dalla Bietti alla cresta di Piancaformia, dal Pialeral verso Pasturo
E poi il presente. Per il decennale Zaccagni aveva in mente da tempo un cambiamento.
La prima parte della gara rimarrà sostanzialmente quella conosciuta dagli atleti, fino al Rifugio Bogani, dove resterà il cancello delle 3 ore e 15 minuti. Da lì, però, cambierà tutto. Nelle precedenti edizioni si puntava direttamente verso la Grigna Settentrionale attraverso la Via della Ganda. Quest’anno gli atleti proseguiranno verso la Bocchetta di Piancaformia, scenderanno in direzione della Porta di Prada e raggiungeranno il Rifugio Bietti-Buzzi.

Da qui inizierà uno dei passaggi più spettacolari della nuova ZacUp: la salita attraverso la Via dei Guzzi fino alla Bocchetta dei Guzzi e quindi l’attraversamento della cresta di Piancaformia, prima del ricongiungimento con la Via della Ganda e della salita finale verso il Rifugio Brioschi.
“Quando trovi una giornata limpida, lassù hai una visione a 360 gradi: da una parte la Grigna più selvaggia, dall’altra il lago e Mandello. È uno dei punti che ho sempre considerato più spettacolari”. Il nuovo sviluppo porta la gara ufficialmente a circa 26,5 chilometri e 2.800 metri D+.

Modificata anche l’ultima parte. Dopo la lunga discesa dalla vetta e il passaggio al Rifugio Antonietta al Pialeral, gli atleti non effettueranno più il precedente sviluppo verso Grassi Lunghi e Brunino. Da Pialeral si punterà invece direttamente su Pasturo, attraverso una discesa più lineare ma tutt’altro che banale, con tratti ripidi e sezioni cementate capaci di mettere a dura prova le gambe dopo ore di gara. Secondo le prime valutazioni degli organizzatori, il nuovo tracciato potrebbe portare il tempo dei migliori attorno alle tre ore.
Nasce la ZacUp Sprint Race
La seconda grande novità è l’esordio della ZacUp Sprint Race. La nuova prova partirà alle 9, mezz’ora dopo la Skyrace, e si svilupperà sui sentieri sopra Pasturo. Il regolamento ufficiale indica un percorso di circa 9 chilometri e 800 metri di dislivello positivo, con un massimo di 200 partecipanti. Sono previste una formula competitiva e una camminata amatoriale, in modo da aprire maggiormente la giornata anche a chi non possiede l’esperienza necessaria per affrontare il Grignone. “Volevamo aprire la festa a tutti“, ha spiegato Zaccagni.
A completare il programma ci sarà anche la ZacUp School Race, dedicata ai più giovani.
Alimentazione e prestazione con Maurten
La parte conclusiva dell’incontro è stata dedicata alla scienza dell’alimentazione applicata allo sport di endurance.
A intervenire è stato Marco Maffucci, con il contributo di Maurten, partner della manifestazione. Al centro dell’approfondimento, le strategie nutrizionali prima, durante e dopo uno sforzo prolungato: preparare correttamente il corpo nei giorni precedenti, gestire l’apporto energetico durante la gara e favorire il recupero nelle ore successive.
Una parentesi tecnica inserita volutamente dentro una serata di ricordi: perché la ZacUp del decennale vuole celebrare ciò che è stata, ma allo stesso tempo continuare a interrogarsi su cosa possa diventare. Domenica toccherà di nuovo ai sentieri dare la risposta.

Il programma della ZacUp 2026
Sabato 19 settembre, dalle 13.30 alle 17.30, alla Scuola primaria “A. Orlandi” di via IV Novembre saranno distribuiti i pettorali e, in caso di disponibilità, sarà possibile effettuare le iscrizioni last minute. Alle 18 è prevista la Santa Messa dell’atleta nella chiesa parrocchiale di Pasturo.
Domenica 20 settembre, per la ZacUp Skyrace, consegna pettorali dalle 6.30 alle 7.45, ritrovo atleti alle 8.05, controllo pettorali alle 8.10, briefing alle 8.25 e partenza alle 8.30. Per la Sprint Race, pettorali fino alle 8.15, ritrovo alle 8.35, briefing alle 8.55 e partenza alle 9.

Alle 9.15 scatteranno invece le prove della ZacUp School Race, con percorsi differenziati per Baby, Esordienti e Ragazzi. L’arrivo del primo concorrente della Sprint è previsto intorno alle 10, mentre per la Skyrace il primo atleta è atteso verso le 11.20. La linea d’arrivo chiuderà alle 14.30 e le premiazioni si terranno alle 16 in piazza XXV Aprile.
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