Taglio del nastro per il nuovo edificio dopo poco più di due anni di cantiere. Cinque aule per piano, laboratori, mensa, palestra e ampi spazi esterni
Oltre 5 milioni dal Pnrr e 1,026 milioni dal Gse. Il sindaco Artana: “Quando abbiamo scoperto le criticità della vecchia scuola abbiamo deciso che non potevamo fermarci”
PASTURO – Dalla demolizione della vecchia scuola a un edificio completamente nuovo, progettato attorno ai bambini e pensato per accompagnare Pasturo nei prossimi decenni. Questa mattina, sabato 12 settembre, è stata inaugurata la nuova scuola primaria “Andrea Orlandi”, al termine di un percorso iniziato diversi anni fa e arrivato al traguardo dopo poco più di due anni dalla posa della prima pietra.
Una giornata partecipata, con numerose famiglie, bambini, insegnanti, cittadini e amministratori arrivati da tutta la Valsassina. Prima l’Inno d’Italia e la benedizione di don Lucio Gabbiati, poi il taglio del nastro e la visita ai nuovi spazi.

Presenti, tra gli altri, il sottosegretario di Stato Alessandro Morelli, l’europarlamentare Pietro Fiocchi, la presidente della Provincia Alessandra Hofmann, il sottosegretario regionale Mauro Piazza, il presidente della Comunità Montana Fabio Canepari, il vicepresidente della Provincia Mattia Micheli, il provveditore Adamo Castelnuovo, rappresentanti delle forze dell’ordine e numerosi sindaci e amministratori del territorio.

Il percorso parte dal 2019, quando l’Amministrazione guidata da Pierluigi Artana iniziò a interrogarsi sul futuro della vecchia primaria. Le verifiche tecniche evidenziarono criticità, in particolare dal punto di vista sismico, e quella che inizialmente avrebbe potuto essere una riqualificazione si trasformò progressivamente in un progetto di demolizione e ricostruzione.
“Da fuori la scuola sembrava bellissima, ma quando abbiamo cominciato a fare le verifiche ci siamo accorti che c’erano delle criticità – ha ricordato Artana –. È un po’ come andare a fare una Tac pensando di stare bene e scoprire invece che c’è un problema. A quel punto dovevamo decidere cosa fare: lì dentro ci sono i nostri figli e i nostri nipoti e non potevamo far finta di niente”.
Un primo passo, ha ricordato il sindaco, fu proprio quello di investire 13 mila euro nelle verifiche tecniche, una cifra che allora, per un piccolo Comune, appariva tutt’altro che scontata. Poi arrivò la possibilità di intercettare i finanziamenti e il progetto cambiò dimensione.

Il quadro originariamente pubblicato dal Comune indicava un’opera da 6,285 milioni di euro, con 5,14 milioni finanziati dal Pnrr e 1,026 milioni dal Gestore dei Servizi Energetici. Durante l’inaugurazione è stato inoltre ricordato il contributo diretto sostenuto dal Comune, quantificato in 329 mila euro nel quadro economico illustrato alla cerimonia.
La posa della prima pietra risale al 5 aprile 2024, dopo la demolizione del vecchio edificio. “Il 12 settembre 2026 la scuola è finita ed è aperta – ha sottolineato Artana –. Penso fossero in pochi a credere che ce l’avremmo fatta”.
Il sindaco ha ricordato le settimane trascorse quasi quotidianamente in cantiere e il rapporto, a volte acceso, con imprese e tecnici pur di rispettare il cronoprogramma. “Sono stato una spina nel fianco – ha scherzato – ma questo risultato è arrivato anche grazie alla serietà delle imprese. Ci sono cantieri pubblici in cui le aziende spariscono: noi abbiamo avuto la fortuna di trovare imprenditori che hanno creduto nel progetto insieme a noi”.

Le scadenze previste sono state rispettate: durante la cerimonia è stato ricordato che la consegna legata alle tempistiche Pnrr è avvenuta entro giugno e che il collaudo si è concluso entro il 31 agosto.
Oltre duemila metri quadrati di scuola
La nuova “Andrea Orlandi” si sviluppa su più livelli. Al piano terra trovano posto cinque aule, la bidelleria e un’area polivalente; al primo piano altre cinque aule e la mensa; al secondo sono stati realizzati spazi didattici, spogliatoi e docce; al livello superiore si trova l’accesso alla palestra.

La superficie complessiva dell’edificio è di circa 2.146 metri quadrati, su un’area di poco superiore ai tremila metri quadrati. Circa 2.112 metri quadrati rimangono liberi, offrendo ai bambini un ampio spazio esterno.

La scuola è inoltre stata progettata secondo standard energetici particolarmente elevati ed è stata definita durante la presentazione come edificio NZEB -20, quindi con consumi inferiori rispetto agli standard già previsti per gli edifici a energia quasi zero.

Non mancano laboratori, spazi dedicati alla manualità, una falegnameria e orti, aspetti che hanno particolarmente colpito durante la visita.
“Una best practice da portare come esempio”
Proprio questo approccio è stato sottolineato dalla presidente della Provincia Alessandra Hofmann: “È una scuola stupenda. Qui non si è semplicemente costruita una scuola e poi deciso di metterci dentro i ragazzi: si è partiti dai bambini e attorno a loro si è costruita la scuola”. Hofmann ha citato i laboratori, la falegnameria e gli orti come esempi di un progetto pensato per la crescita degli alunni, evidenziando anche un valore più ampio per la Valsassina. “In un momento di calo demografico questo territorio sta dicendo alle famiglie: noi ci siamo, potete rimanere qui, crescere qui i vostri figli perché anche qui ci sono servizi di qualità”.

Per Mauro Piazza, quella di Pasturo non è stata soltanto una festa comunale: “Oggi è una festa della Valle. Il merito è evidentemente dell’Amministrazione di Pasturo e del sindaco Artana, ma questa è una scuola della Valle e per la Valle”.

Piazza ha inserito l’opera in una stagione di investimenti che coinvolge l’intera Valsassina, citando tra gli altri la nuova cabinovia dei Piani di Bobbio, il Ponte dei Minatori in Valvarrone e il futuro sottopasso di Bellano: “Qui funziona perché si fa gioco di squadra: Governo, Regione, Provincia, Comunità Montana e Comuni. I sindaci sono le antenne del territorio, ma sono anche quelli che alla fine mettono a terra i progetti e li realizzano davvero”.
Il sottosegretario Alessandro Morelli ha definito il risultato una vera best practice: “Lo proporrò al ministro Valditara come esempio, perché qui i risultati sono eccezionali. Dietro al sindaco c’è evidentemente una squadra che ha funzionato e che ha saputo rispettare tempi e procedure”. Morelli ha sottolineato soprattutto il significato dell’investimento: “Perché ci si batte contro la burocrazia e contro tutte le difficoltà che un’opera pubblica porta con sé? Per migliorare la qualità della vita delle comunità. E una scuola come questa significa investire sulle giovani generazioni, sui bambini di oggi che saranno gli adulti di domani”.

Anche l’europarlamentare Pietro Fiocchi ha ricordato le origini lontane del progetto: “Mi ricordo che sei anni fa avevamo cominciato a parlare di questa scuola. Oggi è diventata realtà ed è un posto fenomenale”. Fiocchi ha evidenziato il ruolo decisivo del Pnrr e ha quindi allargato lo sguardo alla necessità di intercettare nuove risorse europee per la prevenzione del rischio idrogeologico: “Appena arriveranno questi fondi dovremo cercare di portarli sul territorio, perché ne abbiamo bisogno”.

Per il sindaco, però, la soddisfazione più grande resta quella di avere portato a termine una scelta che all’inizio comportava anche un rischio: “Il treno l’abbiamo preso al volo. Fino all’ultimo, prima dell’ok definitivo ai finanziamenti, eravamo in apprensione. Una volta che sai che la vecchia scuola ha dei problemi non puoi più tornare indietro: il finanziamento doveva arrivare e noi abbiamo deciso di crederci”.
Artana ha ringraziato le due amministrazioni che hanno seguito il progetto dal 2019 a oggi, gli uffici comunali (che nel frattempo hanno visto alternarsi tre tecnici), progettisti, imprese e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’edificio.

La scuola che oggi apre le porte ospiterà circa 20 persone tra personale docente e scolastico, con una quindicina di insegnanti, personale Ata e addetti ai servizi, oltre naturalmente agli alunni.
La mattinata si è aperta con la benedizione di don Lucio Galbiati, che ha affidato il nuovo edificio alla crescita delle future generazioni. Ed è proprio sull’idea di comunità che si è chiusa la cerimonia, richiamando una frase più volte ripresa anche da Papa Francesco: “Per far crescere un bambino serve un intero villaggio”.
A Pasturo quel villaggio, questa mattina, si è ritrovato tutto davanti alla nuova scuola. E da lunedì toccherà ai bambini riempire aule, laboratori, palestra, orti e cortili di quella quotidianità per cui l’edificio è stato progettato.
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