Valsassina. Scuole, verso un unico istituto comprensivo: partecipata assemblea pubblica

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Un progetto nato su iniziativa di alcuni amministratori: unire le dirigenze di Cremeno e Premana per poter ottenere un dirigente scolastico

Il sindaco Codega: “Dobbiamo lavorare tutti in questa direzione senza fratture interne. Nessuno perderà il posto, nessun plesso verrà eliminato”

BARZIO – Partecipata assemblea pubblica, quella di mercoledì sera presso la Sala Pensa della sede della Comunità Montana, per discutere dell’importante progetto per creare un nuovo istituto comprensivo che vedrebbe l’unione delle dirigenze di Cremeno e Premana.

L’iniziativa è nata dalla proposta di alcuni sindaci valsassinesi e dovrebbe realizzarsi  a partire  dall’anno scolastico 2027/2028.

A aprire l’incontro il Provveditore agli studi Adamo Castelnuovo che ha rassicurato riguardo la salvaguardia di tutti i plessi: “Questo è un tema di comunità che riguarda tutti. Purtroppo la contrazione della natalità ha avuto la sua influenza e ha portato a questa strada, una scelta importante di società e politica. Questa eventuale operazione non impatterà sulla esistenza di ogni singolo plesso, se ci saranno in futuro modifiche sarà per il numero insufficiente di alunni come prevede la legge. Il problema da superare è quello dei dirigenti scolastici che non scelgono la Valsassina. Da anni si ricorre a figure reggenti con tutte le difficoltà che comporta. Questo è un momento complesso ma storico”.

Tra i promotori del progetto il sindaco di Premana Elide Codega che ha evidenziato come il calo demografico ha inciso sull’istituto di Premana. “Il motivo scatenante che ha portato noi amministratori a proporre una accorpamento e alla nascita di un nuovo istituto è proprio la mancanza di un dirigente. Una figura che possa lavorare sull’istituto negli anni, capire le difficoltà, programmare interventi da mettere in atto e gestire con attenzione le risorse di cui disponiamo. Ora è impossibile poter programmare progetti e finanziamenti, purtroppo per la mancanza di questa figura ci siamo visti scappare molte opportunità, risorse e bandi. Un dirigente reggente non riesce a programmare negli anni e a lungo termine. Così come siamo messi non andremo molto lontani, e a pagare queste criticità saranno i nostri ragazzi. E’ una decisione da non procrastinare e che anzi andava presa anni fa. Le difficoltà ci saranno e invito i  nostri eccezionali docenti a fare uno sforzo per aiutarci ad arrivare a alla nascita di questo istituto unico. Le prospettive sono tante e favorevoli al territorio. I ragazzi meritano una didattica continuativa che conservi le peculiarità del territorio, che appassioni i ragazzi sin da piccolissimi alla Valsassina. I nostri ragazzi sono il nostro futuro e renderanno questa valle ancora più bella di quello che è. Abbiamo tutte le risorse, dobbiamo lavorare tutti in questa direzione senza fratture interne. Nessuno perderà il posto, nessun plesso verrà eliminato. E’ un cambiamento storico ma da cui nasce qualcosa di importante. Ci dobbiamo credere tutti o il rischio è un impoverimento ulteriore del territorio e un abbandono da parte delle famiglie. Vogliamo che la Valsassina si attrattiva dai 0 ai 100 anni. Gli attori principali nei prossimi anni saranno i nostri validi docenti. Questo è un progetto che  fa diventare la Valsassina una comunità”.

Il sindaco di Cremeno Pierluigi Invernizzi appoggia in pieno il progetto: “Ho condiviso questa scelta proposta lo scorso anno dai sindaci di Casargo e Premana. A Cremeno per ora abbiamo i numeri per poter continuare e sopravvivere da soli ma se guardiamo il tasso di natalità questa è la direzione giusta, bisogna agire con lungimiranza. Sicuramente ci saranno delle criticità di carattere amministrativo, burocratico e gestionale. E’ una svolta epocale ma il mondo cambia in tutte le direzione e anche nel mondo della scuola, dobbiamo prendere questo treno e non ripiangere scelte non fatte.  Tutti dobbiamo remare nella stessa direzione, l’offerta formativa che avranno i nostri giovani nei prossimi anni è il motivo che ci deve spingere a superare le difficoltà di questa scelta”.

Antonio Pasquini, sindaco di Casargo e consigliere Provinciale con delega all’istruzione è tra i promotori del progetto.

“Non veniamo scelti dai dirigenti scolastici perché non siamo un territorio attrattivo – esordisce Pasquini – Tocca ai sindaci avere la forza di questa scelta politica. Questa strada di creare un istituto unico è fatta pensando a come sarà la scuola tra 20 anni. La scuola deve essere espressione del suo territorio, delle dinamiche sociali, amministrative e sportive della Valsassina. La scuola deve tornare ad essere tema centrale delle scelte e anche della vita amministrativa dei nostri paesi. I numeri li vede tutti nei vostri comuni e non è una tendenza che si invertirà. Mi piacerebbe pensare anche che in Valsassina si potesse creare la succursale di un biennio, per fare questo però serve che ci sia un istituto comprensivo forte. Costruiamo qualcosa di nuovo che darà una nuova prospettiva ai nostri giovani. Le difficoltà ci sono ma sono da superare per un obiettivo ambizioso. Abbiamo sei mesi di tempo per lavorare a questo scopo. Come abbiamo spiegato non è un un accorpamento ma la nascita di un istituto valsassinese. Noi sindaci dobbiamo andare dal Provveditore e chiedere a gran forza la presenza di un dirigente”.

A rafforzare questa necessità l’intervento di Stefano Ambrosioni, membro del Consiglio d’istituto di Premana: “Qualsiasi strada che possa portare ad avere un dirigente scolastico è da percorrere”.

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