Conte: “Sì alle vacanze”. L’estate di regole e cautele che attende gli italiani

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Il premier parla delle ferie: “Sarebbe bello che gli italiani le trascorressero in Italia”

Nessuna anticipazione, per date e programmazione bisogna aspettare lo sviluppo epidemiologico

ROMA – “Quest’estate non resteremo al balcone e la bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena”. Le parole che il premier Giuseppe Conte rilascia in esclusiva al Corriere della Sera aprono uno spiraglio in vista dell’estate. (Qui il link all’intervista integrale).

Ai tempi del coronavirus, delle migliaia di morti, delle città serrate dietro le porte di casa e delle attività commerciali in difficoltà, le vacanze, sinonimo di spensieratezza estiva, non sono la prima preoccupazione degli italiani, ma in tanti attendevano aggiornamenti dal Governo per concedersi un primo passo verso il ritorno alla quotidianità.

L’intervista, a firma di Marco Galluzzo e Monica Guerzoni, si apre con la liberazione di Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenya oltre un anno e mezzo fa, tocca il tema della povertà, la polemica degli assembramenti all’ora dell’aperitivo ai navigli a Milano. Poi le app per il tracciamento dei contagi, le ipotesi del rientro a scuola, fino alla politica estera con le eventuali responsabilità cinesi nella diffusione della pandemia e le richieste del Governo alla Commissione Europea.

“Gli italiani chiedono quando potranno varcare i confini regionali, tornare nelle seconde case e programmare le vacanze. Possiamo fare un po’ di chiarezza?” domandano i giornalisti, tornando al tema vacanze.  “Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città – è la risposta di Conte -. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero le ferie in Italia, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele. Attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione”.