Dimissioni? Brivio: “No comment”. Il PD invece contrattacca

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Il sindaco di Lecco non risponde agli attacchi del centro destra sulla sentenza Metastasi

Lo difende il PD Lecchese che rispedisce la polemica  al mittente

LECCO – Nessuna replica da parte del sindaco Virginio Brivio agli attacchi da parte della Lega sulla sentenza dell’appello bis di Metastasi (vedi articolo) e di Forza Italia, con il centrodestra che unito chiede un passo indietro al primo cittadino di Lecco.

Il sindaco, contattato telefonicamente, ha deciso di non rilasciare dichiarazioni e di non prestare il fianco alle accuse del Carroccio di aver presentato nel 2010 una lista “inquinata dalla mafia” per la presenza tra i nomi dell’ex consigliere Ernesto Palermo, recentemente condannato per associazione mafiosa nella sentenza pronunciata lunedì dalla Corte d’Appello di Milano.

E’ invece il Partito Democratico a lanciare la controffensiva all’opposizione con un comunicato a firma della segretaria provinciale, Marinella Maldini, e del segretario cittadino, Alfredo Marelli.

La nota del PD

“Il Segretario della Lega lombarda Grimoldi e il Segretario della Lega lecchese Parolari, a seguito della condanna di Ernesto Palermo da parte della Corte di Appello di Milano per “associazione mafiosa”, chiedono al PD lecchese e regionale di “riflettere” perché Palermo è stato anche Consigliere comunale a Lecco.

Sottolineiamo che:

I lecchesi (forse ad esclusione di Parolari) sanno bene che il PD e il Sindaco Brivio hanno sempre e coerentemente agito per combattere la presenza mafiosa. Ne sono testimonianza, fra l’altro, i provvedimenti per la chiusura di alcune attività commerciali in città e l’impegno per il recupero a favore dei cittadini dei beni confiscati alla mafia.

Palermo non è stato determinante per la vittoria del centro sinistra e del Sindaco Brivio alle elezioni. Basta contare i voti, e riconoscere che “la matematica non è un’opinione”. Determinante per l’elezione di Brivio è stata sicuramente la stima dei cittadini lecchesi nei suoi confronti, stima e fiducia confermata anche alle elezioni successive, a cui va aggiunta la “certificata incapacità” dei precedenti governi a guida leghista a risolvere i problemi della città.

Certamente Palermo era un corpo estraneo al PD, ma proveniva da forza politica dell’area “Ulivo” e lavorava come tecnico insegnante in Istituto dello Stato. Come Consigliere del Comune di Lecco verrà ricordato da noi per il suo “poco impegno”, in tutti i sensi.

All’epoca delle candidature il PD e Brivio non avevano (perché non esiste) la “sfera di cristallo” per sapere che dopo Palermo avrebbe scelto di aderire ad associazioni mafiose. “Sfera” che non avevano neppure Parolari e Grimoldi, altrimenti sarebbe molto difficile spiegare le candidature nelle loro liste e in quelle a loro sostegno di “personaggi” che poi sono stati condannati per gravi reati. Anche per reati che coinvolgevano attività in capo al Comune di Lecco.

Il PD lecchese conferma la sua piena fiducia nella volontà e nella capacità del Sindaco Brivio a operare per difendere le Istituzioni e la società civile dalle infiltrazioni criminali e mafiose”.