Focus sull’acqua come sostegno allo sviluppo della metallurgia lecchese
Più di 100 studenti riuniti il 10 febbraio allo spazio Oto Lab per il progetto Erasmus+
LECCO – Più di cento studenti del Liceo A. Manzoni di Lecco hanno preso parte a una mattinata dedicata alla scoperta della storia del Gerenzone e del patrimonio industriale lecchese, nell’ambito del progetto Erasmus+. L’iniziativa si è svolta ieri, martedì 10 febbraio allo spazio Oto Lab, segnando una nuova tappa nel percorso di internazionalizzazione dell’istituto.

Al centro dell’incontro la consapevolezza delle proprie radici come punto di partenza per aprirsi all’Europa. Il progetto Erasmus+ del liceo, reso possibile dall’accreditamento ottenuto nel 2023, mette infatti al centro la conoscenza del territorio. In particolare il focus è sull’acqua, risorsa che nei secoli ha alimentato mulini, mosso i magli e sostenuto lo sviluppo della storia industriale e metallurgica lecchese. Comprendere il legame tra elemento naturale, economia e società rappresenta il primo passo per formare cittadini consapevoli.
L’obiettivo non si limita alla memoria storica. La sfida proposta agli studenti parte dall’analisi del contesto locale e delle sue radici industriali, si confronta con realtà analoghe in Europa e guarda alla possibilità di immaginare nuove forme di rigenerazione ambientale e culturale, ispirandosi a modelli internazionali.
I finanziamenti Erasmus+ consentono ad alunni e docenti di visitare scuole partner e osservare come vecchi siti industriali o aree legate all’acqua possano essere trasformati in spazi di innovazione e sostenibilità. In questo percorso la mobilità internazionale non è solo un’esperienza di viaggio, ma un’occasione per riportare a Lecco idee e visioni nuove.

Grazie alla collaborazione tra scuola e territorio, gli studenti coinvolti si preparano così a diventare ambasciatori di una città capace di rigenerarsi e di guardare all’Europa con competenza e creatività. Secondo la professoressa Anna Niccolai, “nessuna destinazione può essere raggiunta se prima non c’è consapevolezza di dove si parte”.

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