Addio a Gabriele Perossi, ex assessore di Lecco e volto noto di CL

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Gabriele Perossi

Una vita, la sua, tra impegno civile, lavoro, fede, famiglia e montagna. I funerali sabato, alle 14:30, nella Basilica di Lecco

Nato nel ’43, primo di quattro fratelli, cresciuto tra oratorio e impegno sociale, è stato tra gli animatori del Raggio Lavoratori poi confluito in Comunione e Liberazione

LECCO – È venuto a mancare questa mattina Gabriele Perossi. Aveva 82 anni. Nato a Maggianico il 14 dicembre 1943, in via Donizetti, è stato per decenni una figura di riferimento per la comunità lecchese, capace di lasciare un segno profondo nella vita ecclesiale, politica e associativa della città.

Primo di quattro figli – Liliana (1945), Gustavo (1947) e Luciana (1949), scomparsa lo scorso luglio – Perossi affonda le proprie radici nell’oratorio di Maggianico e nell’esperienza dell’Azione Cattolica, ambienti nei quali cresce e si forma, assumendo negli anni diversi incarichi in parrocchia. A metà degli anni Sessanta è tra gli animatori del “Raggio Lavoratori”, esperienza che confluirà nella comunità di Comunione e Liberazione di Lecco. In quegli anni stringe amicizie destinate a durare nel tempo, tra cui quelle con il futuro cardinale Angelo Scola, con Plinio Agostoni, Roberto Formigoni e Giulio Boscagli. All’interno di CL sarà tra i protagonisti della presenza del movimento in città, sia sul piano religioso sia nella promozione di opere sociali ed educative.

Dopo il diploma di ragioniere conseguito all’istituto Parini, inizia a lavorare all’Aldè Filo, assumendo anche responsabilità sindacali. Successivamente approda alle Trafilerie di Malavedo di Alberto Gianola, dove rimarrà fino alla pensione, maturando un’esperienza professionale e amministrativa che metterà poi a servizio di numerose realtà del territorio.

Gabriele Perossi
Gabriele Perossi con la moglie Giovanna Todeschini e i figli Francesca, Silvia, Paola e Alessandro

Sposato con Giovanna Todeschini, lascia quattro figli – Francesca, Silvia, Paola e Alessandro – e una famiglia allargata che conta dieci nipoti come nonno e altri dieci come zio. Dopo il matrimonio si trasferisce nel rione di San Giovanni, dove si impegna attivamente nella parrocchia e collabora con la Scuola dell’infanzia Dell’Era-Aldè, oltre che con altre parrocchie lecchesi e con gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi. Per decenni sostiene anche l’azione della Cooperativa di Consumo La Popolare, di cui è stato membro del Consiglio d’amministrazione. Dal 2011 e per un quinquennio siede nel Cda della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Il suo nome resta legato anche alla vita politica cittadina. Iscritto alla Democrazia Cristiana, viene eletto per la prima volta in Consiglio comunale a Lecco nel 1975. Tornerà a Palazzo Bovara nel 1997, durante il mandato del sindaco Lorenzo Bodega, e successivamente con il sindaco Antonella Faggi, ricoprendo in entrambe le esperienze l’incarico di assessore al Bilancio. Nel tempo è stato segretario cittadino della Dc e, in seguito, di Forza Italia. Anche dopo aver lasciato gli incarichi di partito, ha continuato a seguire con passione le vicende pubbliche, diventando un punto di riferimento per un gruppo trasversale di amici.

Gabriele Perossi
Gabriele Perossi con la moglie Giovanna Todeschini

Sportivo appassionato, dopo le esperienze giovanili nel calcio trova nel ciclismo, nell’alpinismo e nello sci di fondo le sue dimensioni ideali. Sulle due ruote è tra i soci più attivi del Pedale Lecchese, per un periodo presieduto dal fratello Gustavo. Sulla neve si dedica alle Gran Fondo, partecipando a oltre trenta edizioni della Marcialonga e a più di cento prove di lunga distanza anche all’estero, tra cui la leggendaria Vasaloppet in Svezia. La montagna resta il suo orizzonte fino all’ultimo: nel cuore, la Croce del Magnodeno, simbolo identitario per generazioni di maggianichesi, e meta che ha continuato a guardare con speranza anche negli anni segnati dalla malattia.

Carattere forte, deciso, determinato, autorevole: Perossi non ha mai temuto il confronto, anche quando si faceva acceso. La sua schiettezza gli ha procurato discussioni talvolta serrate, ma anche stima e rispetto. In famiglia la sua presenza è stata costante: padre e marito saldo, capace di fermezza quando necessario, ma ricordato dai figli per una generosità profonda e concreta.

“Non ci ha fatto mai mancare nulla, mettendo però sempre l’aspetto educativo davanti”, raccontano Francesca, Silvia, Paola e Alessandro. “Abbiamo sempre dovuto ‘guadagnarci’ le cose, imparando che nulla è dovuto”. Un insegnamento che affonda nelle sue stesse origini: nato in tempo di guerra, figlio di un operaio della Moto Guzzi e di una madre di Vedeseta, cresciuto in una famiglia che aveva poco o nulla. “Ci ha sempre ricordato che le cose si sudano, con impegno e fatica”, aggiungono i figli. Un principio che ha attraversato la sua vita pubblica e privata, diventando bussola nelle scelte, nel lavoro, nello sport e nell’impegno civile.

Con discrezione, ha dedicato tempo ed energie agli altri, facendone una cifra silenziosa della propria esistenza, senza mai ostentare quanto faceva, ma ricordando sempre ai propri cari: “Chi segue Cristo avrà il centuplo quaggiù e la vita eterna”.

Con la sua scomparsa, Maggianico e Lecco perdono un protagonista di stagioni importanti della loro storia recente. Un uomo che ha attraversato ambienti diversi – parrocchia, fabbrica, municipio, associazioni – con la medesima intensità, lasciando tracce che oggi parlano di impegno, passione e appartenenza.

Questa sera verrà recitato il rosario alle ore 20.30 presso la chiesa di San Giovanni, mentre i funerali saranno celebrati sabato alle ore 14:30, nella Basilica San Nicolò di Lecco.