Sanità in Lombardia, Uil: “Obiettivi condivisi ma servono risposte strutturali”

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La Uil Lombardia accoglie con favore gli obiettivi regionali per il 2026, ma evidenzia criticità strutturali

“Ribadiamo la necessità di rafforzare il servizio sanitario pubblico partendo dalle persone che lo fanno funzionare ogni giorno”

LECCO – Alla conclusione del tavolo degli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo di Regione Lombardia dedicato al sistema sanitario e sociosanitario regionale, la UIL Lombardia ha fatto il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive per il 2026. Presenti all’incontro l’Assessore al Welfare e il Direttore Generale, la UIL era rappresentata dal Segretario generale Enrico Vizza e dal Segretario Confederale Salvatore Monteduro.

Gli obiettivi illustrati dall’Assessorato, declinati nella DGR di indirizzo per il Servizio Sanitario Regionale 2026, sono stati definiti condivisibili dalla UIL, e comprendono: rafforzamento della medicina territoriale, piena attuazione dei progetti del PNRR, presa in carico dei pazienti cronici, integrazione sociosanitaria, sviluppo di Case e Ospedali di Comunità e utilizzo di nuove tecnologie e telemedicina.

Tuttavia, la UIL Lombardia ha sottolineato che senza affrontare le criticità strutturali, il rischio è che gli obiettivi rimangano sul piano teorico. Tra i nodi aperti:

  • Liste d’attesa ancora molto elevate, soprattutto su alcune prestazioni ambulatoriali e diagnostiche;
  • Grave carenza di personale sanitario e sociosanitario e una crescente difficoltà nel trattenere le professionalità nel servizio pubblico;
  • Difficoltà della medicina territoriale nel svolgere pienamente la funzione di filtro, con ricadute sugli accessi impropri ai Pronto Soccorso;
  • Criticità nella presa in carico dei pazienti cronici, in un contesto segnato dalla carenza di Medici di Medicina Generale;
  • Aumento dei costi nel settore sociosanitario, in particolare delle rette delle RSA, che rende sempre più urgente il potenziamento dell’assistenza domiciliare sanitaria e sociale.

“Gli obiettivi indicati dalla Regione vanno nella direzione giusta – dichiarano Vizza e Monteduro – ma oggi il vero banco di prova è la capacità di tradurli in scelte concrete su personale, organizzazione e risorse. Senza una forte valorizzazione del lavoro sanitario e sociosanitario, senza rinnovi contrattuali adeguati e senza un Fondo Sanitario Regionale coerente con le nuove funzioni richieste al sistema, nessuna riforma potrà reggere nel tempo. Confermiamo la piena disponibilità al confronto all’interno del Patto per lo Sviluppo, ma ribadiamo la necessità di rafforzare il servizio sanitario pubblico partendo dalle persone che lo fanno funzionare ogni giorno, per garantire equità di accesso, qualità delle cure e sostenibilità del sistema”.