Nuovo ponte di Paderno, pronti alla mobilitazione: “Regione deve ascoltarci”

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Gremita ieri sera, giovedì 12 febbraio, la palestra di Paderno per parlare del nuovo ponte

I sindaci ai cittadini: “Non lasciateci soli. Serve la mobilitazione di tutti per costringere Regione ad ascoltare le nostre proposte”

MERATE – “Gli appelli non bastano. Dobbiamo mobilitarci, andare sotto la Regione, marciare sul ponte, valutare anche ricorsi legali per fare sentire la nostra voce”. E’ la posizione, condivisa, espressa ieri sera, giovedì, dai cittadini intervenuti al termine dell’assemblea pubblica promossa dai Comuni di Paderno, Robbiate, Verderio e Imbersago per fare il punto sulla questione della realizzazione del nuovo San Michele.

Gremita la palestra, con tanto di persone in piedi e sulle tribune, a testimonianza di come il tema, alla luce soprattutto delle ultime declinazioni con Rfi intenzionata a costruire un nuovo viadotto, stradale e ferroviario, in affiancamento all’attuale e accelerazioni, con la nomina di un commissario straordinario (Aldo Isi, ad di Rfi), sia sentito e temuto dalla cittadinanza.

Dopo anni di richieste e prese di posizione più timide ed educate, gli amministratori comunali dei Comuni di prima fascia hanno ribadito come, dal loro punto di vista, la strada maestra sarebbe quella di spostare più a sud il nuovo ponte stradale, per non far soffocare i centri abitati di Paderno, Robbiate e Verderio con un traffico che incrementerà notevolmente lungo ogni direttrice.

Altrettanto netta la richiesta di sapere quali siano gli obiettivi di Rfi sul nuovo ponte ferroviario con riferimento al transito dei treni merci. Il timore, che non vorrebbe diventare certezza, è che il nuovo ponte di Paderno venga realizzato come una pezza, frettolosa e sottocosto, per rimediare alle opere annunciate da anni e non realizzate come la tratta D della Pedemontana e la gronda sud est ferroviaria.

A introdurre l’incontro, ricapitolando, con tanto di slides, la vicenda dall’apertura del dibattito pubblico fino ai dati preliminari emersi dallo studio del traffico commissionato dai Comuni con un successivo contributo della Provincia di Lecco, sono stati Giorgio Mazzola e Chiara Bonfanti, a nome delle Consulte Territorio e Ambiente dei Comuni di Imbersago e Paderno d’Adda e  dei Gruppi di lavoro Territorio e Ambiente dei Comuni di Robbiate e Verderio che hanno seguito congiuntamente la questione, convinti della necessità di informare e sensibilizzare la cittadinanza in merito a un progetto destinato a cambiare radicalmente la vivibilità del territorio.

“Il giusto diritto alla mobilità di chi vuole un collegamento stradale e ferroviario più funzionale tra le sponde dell’Adda non può far scomparire il diritto alla vivibilità di chi si trova scaraventati questi flussi di traffico addosso – ha ribadito Gianpaolo Torchio, sindaco di Paderno -. Ho sempre fatto presente questo particolare ogni volta che ho potuto incontrare Regione e, a dir la verità, non sono stati molti gli incontri”.

Fabio Vergani, collega di Imbersago, gli ha fatto eco: “Abbiamo studiato e proposto alternative, ma non sono mai state prese in considerazione. Gli scenari che emergono sono molto preoccupanti. Adesso è arrivata la nomina di un commissario straordinario: qualcuno ha fatto la battuta che così abbiamo consegnato le chiavi al lupo per entrare nel recinto delle pecore. Ironia a parte, è evidente che l’interesse delle ferrovie è preponderante”.

Come dire che la partita, su un tema così importante, la sta giocando prevalentemente Rfi con Regione in disparte. Lo ha fatto capire il primo cittadino di Verderio Danilo Villa parlando del grande imbarazzo provato nel dover “manifestare fiducia verso gli organismi superiori” da cui però non ci sente rappresentati. “Affidare uno studio viabilistico a Rfi è un controsenso perché non è quello il loro settore”. Villa ha aggiunto: “Un po’ temevamo che potesse finire così, ma coltiviamo ancora la speranza che ci sia una possibilità di incontro per mettere sul tavolo le esigenze dei nostri cittadini. Dobbiamo trovare delle soluzioni tecniche, ambientali, paesaggistiche che siano all’altezza di un pensiero che guardi avanti altri 150 anni”.

Al coro dei sindaci si è unito anche Marco Magni di Robbiate che ha posto l’accento sulla necessità di guardare al futuro e di non consegnare ai giovani paesi smembrati.

Sollecitati a rispondere su quali carte giocare ora che la partita è ormai entrata nel vivo (“Tutto è perduto o ci sono ancora spiragli?” la domanda, diretta, posta ai relatori), Torchio ha precisato: “I nostri impegni sono due. Uno è quello di continuare a dire che questa è la peggior soluzione che potesse venire trovata. Non solo per il collocamento in sé del ponte, ma anche pe le difficoltà gestionali che comporterebbe. Saremo su ogni tavolo e su ogni spazio a disposizione per fare sì che le soluzioni siano il meno impattanti sul territorio. Di certo ora è finita una fase: si è chiuso il dibattito pubblico a cui abbiamo partecipato con proposte e impegno. Credo che, in realtà, si volesse già arrivare lì. Quanto a un’eventuale mobilitazione dei cittadini, bisogna capire l’interesse di questi ultimi”.

La risposta è subito arrivata, rafforzata dagli applausi, convinti, dei presenti. A rompere il ghiaccio Franco Lo Monaco di Robbiate: “Se Regione non risponde, evidentemente c’è un problema politico e molto probabilmente, in fondo, non gliene frega molto di noi. Non ci resta altro da fare che andare noi in Regione con una dimostrazione. Continuare a fare appelli non basta”. Considerazioni condite con altro pepe, gettato al di là del fiume: “Sembra che ci sia ancora il confine di Stato. Abbiamo notizie dell’altra parte? Di là va bene tutto?”

A portare il contributo al dibattito anche il vice sindaco di Sulbiate Guglielmo Stucchi: “Mi sembra di rivivere la nostra storia con la tratta D della Pedemontana. Bisogna prendere un avvocato tosto, raccogliere firme per farsi ascoltare”. Roberto Viscardi di Imbersago ha aggiunto sfoderando anche un brianzolismo: “Essere troppo buoni non paga. Bon, bon, se fa la figura dei cojon”.
Alcuni bergamaschi presenti in sala hanno fornito il loro contributo: “L’assenza dei comuni bergamaschi è un problema storico” ha sottolineato un rappresentante di un comitato di Carvico mentre l’ex sindaca di Solza Carla Rocca non ha girato troppo intorno al nodo centrale: “Calusco vuole fortemente il ponte lì. E’ chiaro che poi tutto si muove a cascata”.

Marco Molgora, già sindaco di Osnago e già assessore in Provincia a Lecco, non ha potuto esimersi da una battuta sul ponte di Messina e ha aggiunto: “Bisogna essere un po’ meno timidi e dire che questo territorio, in cui si lavora e si produce moltissimo, ha diritto a ricevere risorse e progetti adeguati. Non possiamo accettare supinamente la decisione di Rfi che è quella meno cara e per questo c’è bisogno di una mobilitazione forte, come quella avvenuta contro la pedemontana”.

Rafaela Lamberti, del Comitato Cittadini Ponti, non ha avuto dubbi: “E’ arrivato il momento di alzare la voce, marciare sul ponte, fare fiaccolate”.


Anche il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli è intervenuto sollecitando un coinvolgimento anche della Provincia nella mobilitazione dal basso. “Dobbiamo far valere i nostri diritti anche con il commissario straordinario che non può sottrarsi dal confronto con le amministrazioni comunali”. Presente anche l’ex sindaco di Merate Andrea Robbiani: “E’ evidente che il nostro territorio sia un gigante economico e un nano politico. E ormai, per come la vedo io, la Regione sta diventando come Roma, ma in piccolo. Sono d’accordo che serva la mobiliazione ma serve anche una proposta alternativa seria, chiara e credibile” ha concluso invitando all’incontro in programma a Merate il 20 febbraio.

Torchio ha concluso rispondendo un po’ a tutte le sollecitazioni: “L’avvocato l’abbiamo già. Non solo. Stiamo costruendo una squadra che annoveri tante professionalità diverse per tutelare la nostra posizione. Non possiamo opporci a quest’opera perché è definita strategica. In questo momento c’è bisogno di ciascuno di voi: non dovete lasciarci soli”.
Proprio per questo è stato creato un indirizzo mail coordinamentoperilponte@gmail.com con l’obiettivo di raccogliere istanze, suggerimenti e idee per proseguire la mobilitazione per un nuovo ponte San Michele al posto giusto.