Da Lecco a Betlemme: i sindaci lombardi in missione per ascoltare “l’altra Palestina”

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viaggio sindaci in palestina febbraio 2026

I sindaci di Arese, Gorgonzola, Lecco, Legnano, Lesmo e Seregno hanno visitato Betlemme, Gerusalemme e Gerico

Visite a scuole, ospedali e centri per l’infanzia: “Non chiedono compassione, ma relazioni”

LECCO – “C’è un’altra Palestina, di cui si parla troppo poco e che rischia di scomparire nel silenzio. È la Palestina dei territori oltre Gaza, delle famiglie, delle scuole, dei servizi sociali e sanitari, delle comunità che continuano a vivere e resistere lontano dai riflettori della cronaca internazionale”.

viaggio sindaci in palestina febbraio 2026

Con queste parole sei sindaci lombardi trasmettono lo spirito che li ha spinti a partire insieme per un viaggio istituzionale in Terra Santa, visitando Betlemme, Gerusalemme e Gerico, per vedere con i propri occhi una realtà spesso raccontata per frammenti.
Si tratta di Luca Nuvoli, sindaco di Arese, Ilaria Scaccabarozzi, sindaca di Gorgonzola, Mauro Gattinoni, sindaco di Lecco, Lorenzo Radice, sindaco di Legnano, Sara Dossola, sindaca di Lesmo e Alberto Rossi, sindaco di Seregno.

“Il viaggio è nato dalla convinzione che i sindaci possano essere ambasciatori delle comunità, capaci di unire le città per avvicinare i popoli. Una missione senza bandiere ideologiche, ma guidata da un’intenzione precisa: ascoltare, incontrare, comprendere. Ossia fare ciò che ogni sindaco fa ogni giorno: stare accanto alle persone e cercare soluzioni concrete, anche quando non fanno notizia” dichiarano.

Durante la missione, la delegazione ha incontrato amministratori locali, tra cui il sindaco e la vice sindaca di Betlemme e il governatore di Gerico, oltre a responsabili religiosi e laici di scuole, strutture sociali e sanitarie. Ha visitato luoghi simbolici e servizi essenziali: le scuole di Betlemme e Gerico, l’orfanotrofio La Crèche, il centro Effatà per bambini e giovani audiolesi, il Caritas Baby Hospital, oltre a numerosi incontri con commercianti e famiglie.

Come sottolineato dai sei amministratori, da tutti è emersa la stessa richiesta: “rompere il silenzio, un silenzio che pesa quanto i muri che separano i territori, un silenzio fatto di check-point che aprono e chiudono senza preavviso, rendendo la vita quotidiana un rompicapo senza soluzione, e che trasforma diritti fondamentali in concessioni: il permesso di lavorare, di studiare, di pregare, di muoversi tra città e villaggi un tempo accessibili”.

“Torniamo da questa esperienza con una consapevolezza chiara: dietro il conflitto esistono volti, famiglie, comunità che chiedono semplicemente di poter vivere con dignità. Abbiamo incontrato un’umanità che non domanda compassione, ma ascolto. Non chiede schieramenti ideologici, ma relazioni. Il primo aiuto che possiamo offrire è rompere il silenzio e restituire complessità a una realtà, troppo spesso, semplificata. Come amministratori locali sentiamo la responsabilità di costruire ponti, perché le città possono diventare luoghi di dialogo anche quando la politica internazionale fatica a esserlo. Tornare a casa, dopo un viaggio così, significa scegliere di non restare indifferenti” – dichiarano uniti i sei sindaci.

Nel corso degli incontri, è stato più volte ribadito con determinazione il rifiuto della violenza e del terrorismo. Palestinesi e Israeliani incontrati hanno espresso la loro distanza da Hamas e da ogni forma di estremismo, sottolineando come i muri abbiano creato due mondi che non si parlano più, alimentando paure e rancori reciproci.

In questo contesto, i sindaci hanno riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dalla Chiesa Cattolica, che attraverso scuole, ospedali e opere sociali continua un lavoro quotidiano di tessitura paziente di relazioni, rappresentando un punto di riferimento civile oltre che religioso, capace di costruire ponti anche tra persone di fedi diverse. E proprio da una presenza attiva come padre Ibrahim Faltas, oggi direttore delle Scuole di Terra Santa, i Sindaci hanno ricevuto l’ultimo messaggio da riportare in Italia:

“Tornate a visitare la Terra Santa; fate sapere che qui non c’è un pericolo per i pellegrini. Questo è il primo modo con cui potete aiutarci. Perché venendo qui rimettete in moto l’economia e ridate dignità a chi ci lavora e vive”.

“E’ un messaggio chiaro, che apre anche a prospettive concrete di collaborazione futura in ciascuna comunità locale” concludono i sindaci.