Approfondimento sulla struttura e le modalità organizzative del progetto Cesea
Mercoledì 11 febbraio i soci del Rotary Club Lecco si sono incontrati in un interclub con Rotary Club Manzoni e Rotary Club Le Grigne
LECCO – Mercoledì 11 febbraio i soci del Rotary Club Lecco si sono incontrati in un interclub con i soci del Rotary Club Manzoni e del Rotary Club Le Grigne per un approfondimento sulla struttura e le modalità organizzative proposte dal Progetto Cesea. La conviviale è stata organizzata dal socio Matteo Dell’Era che ha coordinato gli interventi di Ruggero Plebani e Salvatore Rossi.
Alla serata era presente il Governatore del Distretto 2042 Stefano Artese, l’AG Raniero Spaterna, il presidente RC Lecco Paolo Vanini, Massimo Campa presidente del RC Le Grigne e Antonio Rusconi presidente del RC Manzoni. Cesea è il servizio socio-occupazionale che propone modelli di intervento finalizzati alla crescita e all’emancipazione delle persone fragili, superando le logiche assistenziali e puntando allo sviluppo delle capacità individuali.
L’incontro è stato un momento di riflessione profonda su un’esperienza che, dal 1999, rappresenta un punto di riferimento nel territorio lecchese per l’inclusione sociale e lavorativa. Cesea nasce come servizio socio-occupazionale con un obiettivo chiaro: offrire opportunità concrete a persone che sarebbero comunque assistite, ma che attraverso il lavoro possono ritrovare dignità, responsabilità e riconoscimento sociale.
Tra i fondatori del progetto, Ruggero Plebani, che ha ripercorso le tappe principali dell’evoluzione dell’iniziativa, sottolineando come negli anni Cesea sia cresciuta fino a diventare una realtà strutturata, capace di collaborare con enti pubblici, cooperative e volontariato. Dalla sinergia con il Comune di Lecco e il mondo cooperativo è nata anche l’impresa sociale “Il Girasole”, segno di un radicamento sempre più forte nella comunità.
Il cuore del progetto è semplice ma rivoluzionario: non lasciare le persone “in panchina”, ma coinvolgerle in attività utili per la collettività. Non assistenzialismo passivo, dunque, ma percorsi guidati da un’équipe di educatori che accompagnano ciascuno nella ricostruzione della propria dignità. Le persone inserite nei progetti non sono definite dalla loro fragilità: sono cittadini che attraversano un momento di difficoltà e che, attraverso il lavoro, possono riscoprirsi capaci e responsabili.
Numerosi i progetti attivi sul territorio: dai “Cantonieri di comunità”, che si occupano della cura e del rilancio di spazi nei rioni più periferici, alle iniziative di recupero ambientale come “Rive Pulite” in Valsassina. Importante anche la collaborazione con realtà agricole quali la Cascina Rapello ad Airuno e la Cascina Bagaggera nel Parco del Curone, dove persone fragili e volontari lavorano fianco a fianco, intrecciando relazioni e sviluppando senso di appartenenza. Il lavoro all’aperto – nei frutteti di meli e peri – diventa così non solo attività produttiva, ma anche occasione di benessere personale.
Proprio su questo aspetto si è soffermato Salvatore Rossi, entrando nel dettaglio dei numeri e del valore umano dell’esperienza. Attualmente Cesea accoglie mediamente 60 persone, con un ricambio annuale del 20%; il 90% proviene dalla provincia di Lecco. Alcuni vengono accompagnati verso un inserimento lavorativo tradizionale, altri trovano nel percorso un’occasione di crescita personale e relazionale. In ogni caso, come è stato sottolineato durante la serata, ciò che ricevono a livello umano e relazionale è spesso persino più grande di quanto si riesca a offrire loro materialmente.
Particolarmente significativa anche la riflessione proposta da Matteo Dell’Era, consulente del lavoro da oltre trent’anni a Lecco. Il lavoro, ha ricordato, non è soltanto un mezzo di sostentamento, ma uno strumento fondamentale di riconoscimento personale e sociale. La Repubblica Italiana è fondata sul lavoro perché attraverso di esso la persona si realizza e contribuisce allo sviluppo della comunità. Da questa convinzione nasce una proposta di legge che abbiamo proposto e che è attualmente in attesa di approvazione, con l’obiettivo di dare maggiore tutela ai soggetti coinvolti e rendere l’esperienza di Cesea replicabile altrove.
La serata si è conclusa con parole di apprezzamento da parte del governatore, che ha sottolineato il valore di iniziative capaci di offrire alle persone non solo sostegno, ma la possibilità concreta di realizzarsi. Un messaggio forte che richiama alla responsabilità condivisa: una comunità cresce davvero quando nessuno viene lasciato indietro e ogni persona può sentirsi parte attiva del bene comune.

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