Circa 150 persone alla presentazione del nuovo libro “L’alba dei leoni”
Il presidente di Confapi Lecco Sondrio Vavassori: “Raccontiamo l’impresa attraverso le emozioni”
LECCO – Sala gremita ieri sera, martedì 10 febbraio, nella sede di Confapi Lecco Sondrio per la presentazione dell’ultimo romanzo di Stefania Auci, “L’alba dei leoni”, nuovo capitolo della saga dedicata alla famiglia Florio. Circa 150 persone hanno accolto e applaudito la scrittrice siciliana, oggi ai vertici delle classifiche dei libri più venduti in Italia.

Ad aprire la serata è stato il presidente di Confapi Lecco Sondrio, Enrico Vavassori: “Questa sera facciamo qualcosa di diverso. Per una volta non raccontiamo l’impresa con numeri, grafici, bilanci e proiezioni di mercato. Raccontiamo l’impresa attraverso le emozioni. I Florio sono una famiglia che ha saputo internazionalizzare i propri prodotti e la propria azienda seguendo principi che, ancora oggi, rappresentano per noi imprenditori una vera stella polare. La loro storia rafforza in me una convinzione sempre più forte: le nostre imprese familiari sono state, sono e continueranno a essere uno dei pilastri della nostra economia, in Italia e nel mondo”.
Intervistata da Anna Masciadri, responsabile comunicazione di Confapi Lecco Sondrio, l’autrice ha raccontato la genesi del romanzo, che segue “I leoni di Sicilia” (2019) e “L’inverno dei leoni” (2021). “I Florio sono di Bagnara Calabra. La loro storia inizia lì, tra povertà e miseria. La voglia di riscatto e di ascesa sociale nasce nel Settecento, in quel piccolo paese affacciato sullo Stretto di Messina, da dove Paolo e Ignazio partono per costruire un impero. Per me era fondamentale tornare alle origini di questi personaggi e di questa famiglia, per chiudere un cerchio”.

Tradotti in 42 Paesi, i romanzi di Stefania Auci hanno conquistato lettori in tutto il mondo. Dal primo volume, “I leoni di Sicilia”, è stata tratta anche una serie televisiva prodotta da Disney Channel. Con la saga dei Florio, l’autrice trapanese ha contribuito al successo di un filone dedicato alle grandi saghe familiari imprenditoriali.
“Credo che questo genere interessi molto perché permette di scoprire la storia di un territorio che magari non si conosce. È stato così anche per voi con il romanzo dedicato alla famiglia Badoni, ‘Una casa di ferro e di vento’. Le persone si ritrovano in queste storie”, ha concluso Auci.

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