Elezioni 2026. Casa Comune per Mandello inaugura il suo quartier generale: “Un laboratorio di comunità politica”

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Il candidato sindaco Riccardo Mariani definisce la sede “aperta alla comunità” e rilancia lo slogan “Il noi è più forte dell’io”

In via Risorgimento 3 presenti anche diversi rappresentanti del centrosinistra

MANDELLO – Una sede, un segnale politico e un messaggio preciso: la campagna per le elezioni comunali 2026 entra nel vivo a Mandello. In via Risorgimento 3 si sono accese le luci di Casa Comune per Mandello Democratica, con l’inaugurazione della nuova sede di riferimento del gruppo che candida Riccardo Mariani alla guida del paese contro il diretto sfidante Riccardo Fasoli (Il Paese di Tutti).

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Senza palco e senza microfono, con i presenti stretti nello spazio di zecca, Mariani ha impostato subito il tono dell’appuntamento: “Questo è un momento importante per noi perché fa seguito al lancio del nostro gruppo avvenuto il 5 novembre scorso al Cineteatro Fabrizio De Andrè“.  Il passaggio centrale del discorso di Mariani è la definizione politica della sede: non una stanza “da campagna”, ma un luogo pensato per costruire contenuti e partecipazione. “Oggi siamo qui a inaugurare questa sede che non è un comitato elettorale in senso stretto, ma un laboratorio di comunità politica e di comunità cittadina“, ha detto, spiegando che l’obiettivo è “la costruzione del programma” e un lavoro che vada oltre la sola scadenza elettorale.

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Intervento di Riccardo Mariani

Mariani ha poi rivendicato la crescita del gruppo: “In questi mesi abbiamo avuto nuovi ingressi, nuove persone che si sono avvicinate”, sottolineando anche il valore (per nulla scontato) dell’impegno civico in una fase di difficoltà: “Non è scontato che ci sia comunque la volontà di impegnarsi dentro la propria comunità di appartenenza”. Il candidato sindaco ha rimarcato poi l’identità di Casa Comune: “È una lista civica di centro-sinistra”, costruita attorno a un sistema di valori e a una composizione plurale: “Persone appartenenti alle forze politiche storiche del centro-sinistra, come il Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra e anche componenti legate al mondo dei 5 Stelle”. La parola chiave, nel racconto di Mariani, è inclusione: “È una lista aperta, è una lista che include, che fa coesione“.

E poi l’obiettivo dichiarato senza giri di parole “di voler vincere le elezioni perché si corre per vincere in politica, non per partecipare“. Con una convinzione ribadita davanti ai sostenitori: “La vittoria è alla nostra portata”.

“Il noi è più forte dell’io”: slogan e impostazione

A dare il profilo del progetto è lo slogan: “Il noi è più forte dell’io è lo slogan della nostra campagna elettorale“, ha spiegato Mariani, collegandolo alla sua idea di amministrazione e leadership: “Il fare politica deve essere una vicenda collettiva, corale, frutto di una comunanza di visioni”. E ancora: “Essere alla guida di un processo significa dare l’impulso affinché tutti siano in grado di portare il loro contributo”.

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Il candidato ha anche delineato una traccia programmatica: “Rispetto delle istituzioni, attenzione all’ambiente, cura delle piccole cose, ascolto dei cittadini”.

I presenti: i volti del sostegno politico

Mariani ha voluto citare uno a uno i rappresentanti intervenuti: la segretaria regionale del Partito Democratico, Silvia Roggiani, il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, il segretario provinciale del PD Manuel Tropenscovino, il senatore Tino Magni (Alleanza Verdi-Sinistra) , il sindaco di Dolzago Paolo Lanfranchi.

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Silvia Roggiani

Ad aprire la serie di contributi è stata Roggiani, che ha legato il momento di apertura della sede al valore del voto e alla partecipazione democratica: “Siamo qui perché crediamo che alle cittadine e ai cittadini debba essere ridato il diritto di voto”. E ha fotografato uno dei nodi più pesanti: l’astensionismo. “Oggi più della metà delle cittadine e dei cittadini sceglie di non andare a votare”. Roggiani ha letto nello slogan un percorso di mobilitazione: “La scelta del vostro slogan “Il noi è più forte dell’io” racconti di un percorso che deve ingaggiare tutte e tutti voi”. Il suo ragionamento si è allargato alle paure contemporanee (guerre, crisi di riferimenti, clima politico) fino a rivendicare il ruolo della politica come “cura”: “Penso che dobbiamo essere un luogo di cura e di rassicurazione anche per le piccole cose quotidiane”. E il passaggio finale, rivolto a Mariani e al gruppo: “Torniamo a prenderci cura dei sogni e dei bisogni delle persone. So che tu (Mariani) lo saprai fare. Non sarai solo perché il Partito Democratico sarà con voi”.

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Tino Magni

Il senatore Magni ha insistito sul valore della ricomposizione del campo progressista: “Abbiamo consegnato il paese alla destra perché il centrosinistra è diviso: se fossimo stati unitari questo problema non si sarebbe verificato”. Da qui l’idea di “Valorizzare le diversità, ma con un’idea unitaria”. Magni ha poi allargato lo sguardo al quadro nazionale su un fronte che ha definito decisivo: “È fondamentale vincere questo referendum”, invitando a “convincere i cittadini ad andare a votare e votare no” perché in gioco ci sarebbero “la divisione dei poteri” e l’autonomia della magistratura.

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Pino Valsecchi

Poi è stata la volta del capogruppo consiliare Valsecchi, che ha portato in sede la prospettiva “di palazzo”, raccontando l’esperienza di minoranza e il lavoro fatto in questi anni. “Parlerò dal punto di vista amministrativo”, ha premesso, spiegando anche il proprio percorso personale tra prime esperienze civiche e ritorno in Casa Comune. Valsecchi ha rivendicato metodo e stile: “Abbiamo lavorato sempre in gruppo, in condivisione”, e ha respinto l’accusa di “politicizzazione” spesso rivolta all’opposizione. Nel suo intervento ha richiamato i principali temi trattati dal 2021 ad oggi: giardini pubblici a lago, ex campeggio e PGT. Ha chiuso: “L’auspicio è che si possa vincere questa volta”.

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Gian Mario Fragomeli

Nel suo intervento Fragomeli ha ricordato che la sponda orientale del lago vive sfide complesse anche sul piano istituzionale e territoriale (infrastrutture, sanità, turismo). E il passaggio più politico, rivolto a Mariani: “Non facciamo un salto nel buio, ma affidiamo Mandello a una persona capace che ha dimostrato in 10 anni da sindaco di saper affrontare le sfide”.

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Paolo Lanfranchi

Lanfranchi ha invece insistito sul metodo amministrativo e sul bisogno di “cambiare stile”: “A Mandello l’amministrazione viene portata avanti con uno stile sbagliato, le idee diverse molto spesso vengono prese in giro”. E ha centrato uno dei concetti richiamati anche da Mariani: «”Abbiamo bisogno di ascolto, dei cittadini, delle altre amministrazioni e delle altre istituzioni”. Con una critica all’atteggiamento ritenuto troppo “referenziale” verso la Regione e un sostegno alla pluralità interna della lista: “Avremo modo di collaborare, noi ci siamo”.

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Manuel Tropenscovino

A prendere parola è stato anche Tropenscovino. Il suo intervento ha attaccato la gestione politica del territorio: “Il lago è l’esempio più eclatante di come la destra lecchese viva nella sua ipocrisia”, denunciando effetti sociali del turismo non governato: “I prezzi aumentano, i trasporti non sono adeguati, i servizi non ci sono più e la gente sta scappando”. Ha contestato l’idea di amministrare puntando su promesse “per chi viene da fuori”: “Vuol dire dimenticarsi delle esigenze di chi qua ci vive”. E ha chiuso con un sostegno esplicito: “Diamo il nostro sostegno a Riccardo Mariani, ma soprattutto a Casa Comune per Mandello Democratica perché la politica deve migliorare la vita delle persone”.

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Pierfrancesco Majorino

Da ultimo è intervenuto anche Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale lombardo, che ha definito la candidatura di di Mariani “una sfida bella, appassionante e importante in una comunità significativa”. Apprezzamento anche per il nome della lista: “Mi piace tantissimo il nome Casa Comune è una definizione straordinariamente importante in una comunità come la vostra. Abbiamo bisogno di luoghi in cui riconoscersi, di legami nel tempo dell’odio e di Trump, di costruire comunità per attraversare quest’epoca difficile”. Sempre Majorino: “Dobbiamo scoprire insieme la bellezza di una amministrazione ben gestita, fondata sui diritti sociali e civili e su un’idea di bene comune che si contrapponga alla privatizzazione di tutto”. La chiusura è stata un incoraggiamento: “Dobbiamo unire tutte le donne e gli uomini di buona volontà.  Costruiamo insieme, da Mandello alla Lombardia, una casa comune”.

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Un luogo, la sede di Via Risorgimento, dove “entrare”, discutere, costruire programma e lista, e dove provare a trasformare uno slogan (il “noi”) in una rete di partecipazione. Con un obiettivo dichiarato da subito, senza prudenze: arrivare alle elezioni comunali 2026 non solo “per esserci”, ma per tornare al governo del paese.