Un servizio pubblico gratuito per ricucire i conflitti
Nascerà in via Marco d’Oggiono e sarà dedicato ai programmi previsti dalla riforma Cartabia
LECCO – La città di Lecco compie un passo significativo nel campo delle politiche sociali e della giustizia di comunità con l’istituzione del Centro per la giustizia riparativa, ufficializzata da una recente delibera di giunta. Il nuovo servizio, tra i primi operativi a livello nazionale nell’attuazione della riforma Cartabia, sarà dedicato all’organizzazione e alla gestione dei programmi di giustizia riparativa previsti dalla normativa, configurandosi come un presidio pubblico, gratuito e a libero accesso per cittadini, vittime e autori di reato.
Il centro nasce da un percorso territoriale pluriennale che ha visto il Comune di Lecco – capofila dell’Ambito – sviluppare progetti e competenze specifiche nel campo della mediazione e della riparazione dei conflitti. Un lavoro riconosciuto formalmente dalla conferenza locale per la giustizia riparativa di Milano, che ha individuato proprio Lecco come sede idonea per l’attivazione di uno dei primi centri italiani.
I programmi potranno essere attivati per qualsiasi tipologia di reato, su richiesta e con il consenso delle persone coinvolte – vittime e autori – e previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria competente, secondo i criteri stabiliti dalla riforma. Al centro opereranno mediatori esperti riconosciuti dal Ministero della Giustizia, in stretta collaborazione con il Tribunale di Lecco, con cui è stato sottoscritto un protocollo operativo, e con l’Ordine degli avvocati e i servizi della giustizia.
L’accesso sarà volontario e gratuito, con l’obiettivo di offrire alle persone coinvolte in un reato uno spazio protetto e imparziale per affrontare il danno subito, assumersi responsabilità e ricostruire relazioni, andando oltre la sola dimensione sanzionatoria del processo penale.
Accanto all’attività giudiziaria, il Centro promuoverà azioni di diffusione della cultura riparativa anche fuori dall’ambito penale, in collaborazione con “L’Innominato – Tavolo lecchese per la giustizia restorativa”, rete di associazioni, enti e cittadini attivi. Sono previste iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte a scuole, servizi, istituzioni e realtà sociali del territorio, oltre alla sperimentazione di pratiche riparative in contesti non giudiziari, come conflitti di comunità o relazioni sociali deteriorate.
«L’avvio del Centro per la giustizia riparativa è il risultato di un cammino iniziato nel 2012 grazie a cittadini che compresero come, per ricucire le ferite di un reato e rinsaldare il patto sociale, la pena da sola non basti», ha sottolineato l’assessore al Welfare del Comune di Lecco Emanuele Manzoni. Negli anni, ha aggiunto, la cultura riparativa si è progressivamente radicata nella programmazione sociale dei comuni lecchesi, fino al riconoscimento del Ministero della Giustizia, che ha visto nel percorso locale «lo spirito autentico della giustizia riparativa: responsabilizzare chi commette un reato e prendersi cura di chi lo subisce».
Per l’amministrazione, il centro non rappresenta «solo un servizio in più», ma un approccio capace di prevenire conflitti futuri e rafforzare la coesione della comunità.
La sede è stata individuata in via Marco d’Oggiono 15, negli spazi del Centro di servizio per il volontariato (CSV) di Lecco – Monza – Sondrio, scelti per garantire accoglienza, riservatezza e indipendenza. «È un onore ospitare il Centro, come avvenne per il Tavolo dell’Innominato», ha dichiarato Lucio Farina per il CSV, evidenziando come la storica collaborazione tra istituzioni e privato sociale abbia consentito di superare le difficoltà organizzative e aprire nuove opportunità per i cittadini.
Per i membri dell’Innominato, l’apertura rappresenta «un traguardo non scontato», raggiunto grazie alla tenacia del tavolo e al sostegno costante del Comune e delle istituzioni della giustizia. Il nuovo centro, sottolineano, incarna i principi internazionali della giustizia riparativa – rispetto della dignità, responsabilità, solidarietà – e si rivolge sia a chi ha subito il danno sia a chi se ne assume la riparazione, coinvolgendo l’intera comunità colpita dalla frattura del patto di convivenza.
La convinzione condivisa è che percorsi di incontro e responsabilità possano generare sicurezza personale e sociale più profonda e duratura, contribuendo a costruire comunità più coese. Con l’apertura del Centro, Lecco si candida così a laboratorio nazionale di giustizia riparativa, dove istituzioni e società civile sperimentano insieme nuove forme di risposta ai conflitti e ai reati.

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