Restauro diga del Paradone, raggiunto il giro di boa delle donazioni

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Lo stato in cui versa il casello della Diga del Paradone lungo il Gerenzone
Lo stato in cui versa il casello della Diga del Paradone lungo il Gerenzone

Il progetto promosso da Officina Gerenzone punta al recupero di un raro manufatto di archeologia industriale situato lungo il torrente Gerenzone

LECCO – La rinascita di un luogo simbolo dell’identità lecchese passa da un traguardo intermedio significativo: ha superato il giro di boa la raccolta fondi per il restauro dell’antica diga e del casello del Paradone, uno dei manufatti più rappresentativi della storia produttiva legata al corso del Gerenzone.

A promuovere l’iniziativa è Officina Gerenzone aps, associazione impegnata nella riscoperta, tutela e valorizzazione delle memorie industriali, culturali e sociali sviluppatesi attorno al fiume. Il progetto mira al recupero del casello del Paradone, considerato un raro esempio di archeologia industriale, che conserva ancora i meccanismi originari di regolazione delle acque.

La Valle del Gerenzone è stata per secoli la culla dell’industria del ferro nel territorio lecchese. Lungo le sue sponde, sfruttando la forza motrice delle acque, si sono susseguite lavorazioni che hanno interessato non solo il ferro, ma anche la seta, la carta, il cotone, il velluto, l’olio, il cuoio e il rame, attività che hanno posto le basi del benessere locale e che in parte continuano a segnare l’economia del territorio. Di quella lunga stagione restano oggi manufatti fragili e spesso dimenticati, testimonianze concrete di una “fatica” durata oltre otto secoli.

Il redenring con il progetto di recupero del casello

Tra questi spicca la diga del Paradone con il suo casello, situati poco sotto il ponte di Malavedo, punto da cui si diramavano le principali rogge, in particolare la Fiumicella, che per secoli ha fornito energia a officine e opifici. Il manufatto risale alle ultime sistemazioni ottocentesche ed è al centro del Progetto Paradone, che prevede un restauro conservativo finalizzato a preservarne l’aspetto storico e, al tempo stesso, a riqualificare l’area come spazio di socialità e memoria collettiva.

Il progetto è stato presentato ufficialmente lo scorso 25 ottobre nel giardino di Villa Badoni, a Castello, durante un concerto dell’Orchestra Stoppani in Musica. Nel corso del pomeriggio le esecuzioni musicali sono state intervallate da letture di Gianfranco Scotti, tratte dal poema dialettale “El Cavalier Gerenzon” di Luigi Manzoni.

La chiusura del 2025 ha portato una prima soddisfazione concreta: è stato superato il 50% delle donazioni necessarie, con oltre 10.000 euro già raccolti. Per avviare il cantiere mancano dunque meno di 9.000 euro. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in 38.000 euro e il progetto sarà cofinanziato nell’ambito del “Bando Ordinario 2025” della Fondazione Comunitaria del Lecchese. All’associazione spetta la raccolta dei restanti 19.000 euro, di cui più di 10.000 già ottenuti nei mesi scorsi.

Qualora le donazioni superassero la cifra prevista, sarà possibile estendere l’intervento al restauro dell’adiacente casello in muratura, per il quale sono già state ottenute le necessarie autorizzazioni, e della grande paratia in ferro. A seguito del bando e del percorso autorizzativo, il manufatto è stato inoltre oggetto di un nuovo “Patto di Collaborazione” con il Comune di Lecco, che ha riconosciuto all’associazione il ruolo di “custodi” del bene.

L’appello finale è rivolto alla comunità: un contributo economico, anche modesto, o il semplice passaparola possono sostenere un intervento che ambisce a restituire vita a un patrimonio collettivo. Donare significa, come sottolineano i promotori, “entrare nella storia” di un luogo che ha contribuito in modo determinante alla vitalità economica e sociale del territorio e che potrà tornare a essere spazio condiviso di memoria. Le donazioni, ricordano infine dall’associazione, sono soggette a detrazione fiscale.


Come donare
Clicca al seguente link:
https://www.fondazionelecco.org/progetto/progetto-paradone-alle-sorgenti-dellindustria-del-ferro-a/