Educar(si) alle solitudini contemporanee. La presentazione del libro all’Ospedale Manzoni

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ospedale manzoni lecco

Micaela Castiglioni è autrice, pedagogista e docente di Educazione degli adulti e degli anziani all’Università di Milano-Bicocca

L’iniziativa è promossa da ASST Lecco in collaborazione con l’Università Milano-Bicocca e il Centro Studi Dipartimentale Medical Humanities e Narrative Sciences

LECCO – Venerdì 20 febbraio alle 16, presso l’Aula Magna dell’Ospedale  Manzoni di Lecco, verrà presentato il libro “Educar(si) alle solitudini contemporanee” (Edizioni ETS, 2025), a cura di Micaela Castiglioni, autrice, pedagogista e docente di Educazione degli adulti e degli anziani all’Università di Milano-Bicocca.

L’iniziativa, promossa da ASST Lecco in collaborazione con l’Università Milano-Bicocca e il Centro Studi Dipartimentale Medical Humanities e Narrative Sciences, si propone come un momento di riflessione e confronto su un tema di grande attualità.

Accanto alla curatrice interverranno Luciarosa Olivadoti, Responsabile Sviluppo Professionale e Ricerca e docente di Storia e Filosofia dell’Ostetricia presso l’Università Milano-Bicocca, e Laura Arduini, psichiatra e Direttore Sanitario della Casa della Carità di Milano.

L’incontro sarà arricchito da letture sceniche a cura di Daniela Airoldi Bianchi, autrice e attrice di Teatro Officina, e Tino Danesi, autore, attore e formatore degli adulti.

Sinossi del libro

“Nel libro ‘Educar(si) alle solitudini contemporanee’ non si parla di un’unica condizione, ma di diverse ‘solitudini’ che attraversano ogni età della vita, dal lavoro ai trasporti affollati, fino all’isolamento digitale dei social e dello streaming. Il tema viene indagato attraverso molteplici linguaggi – letteratura, poesia, arte, fotografia e cinema – per coglierne le sfumature esistenziali, sociali e politiche. Nel testo gli autori si interrogano su cosa significhi oggi ‘educarsi’ alla solitudine, distinguendo tra quella subita (causa di disagio) e quella cercata, come spazio fertile di riflessione e intimità con sé stessi. Uno spazio dove possiamo e dobbiamo scrivere dei silenzi e delle solitudini già vissuti, di ciò che proviamo ritrovandoli, oppure non impaurire nella nostalgia di averli perduti. In questa esperienza, pedagogicamente generativa, fatta di solitudine, silenzio e scrittura di sé, un passo dopo l’altro, lentamente potremo scoprire le molte rivelazioni educanti che ci erano ignote”.