Il segretario generale Mirco Scaccabarozzi analizza la Legge di Bilancio 2026
Riduzione del deficit, ma Pil sotto la media europea: la posizione della Cisl
LECCO – La manovra finanziaria approvata nelle scorse ore incassa il giudizio articolato e critico della CISL Monza Brianza Lecco, attraverso le riflessioni del segretario generale Mirco Scaccabarozzi. Al centro dell’analisi la Legge di Bilancio 2026, che porta con sé, secondo il sindacato, alcuni risultati positivi ma anche nodi strutturali irrisolti.
Tra gli aspetti ritenuti rilevanti viene indicata la riduzione del deficit al 3% del prodotto interno lordo, un traguardo che contribuisce ad abbassare lo spread e il costo degli interessi sul debito, con effetti anche sul finanziamento per famiglie e imprese. Un risultato che, dal prossimo anno, porterà il deficit al 2,9% e consentirà all’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione europea. Tuttavia, il quadro macroeconomico resta fragile. Il Pil nazionale, ricorda Scaccabarozzi, cresce dello 0,5% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026, valori ben al di sotto della media dell’area euro. Un confronto diretto con la Spagna evidenzia una distanza marcata, con una crescita pari ad almeno quattro volte quella italiana.
Lo stato di salute dell’economia emerge con forza anche dai dati sulla produzione industriale: tra gennaio 2023 e agosto 2025 il comparto manifatturiero ha registrato un andamento negativo per trenta mesi, con soli due rimbalzi di entità contenuta. A fronte di questo quadro, viene segnalato un incremento del 32,3% negli ultimi otto mesi, rispetto allo stesso periodo del 2024, nella produzione di armamenti e munizioni. Sul fronte occupazionale, il saldo positivo è legato in larga misura all’aumento dell’età pensionabile e all’occupazione nei servizi a basso valore aggiunto, con una crescita concentrata sugli over 50.
L’analisi si sposta poi sul territorio. I dati Excelsior più recenti indicano una diminuzione degli ingressi previsti sia per dicembre, rispetto allo stesso mese del 2024, sia per il trimestre dicembre 2025–febbraio 2026, rispetto all’anno precedente, sia a Monza che a Lecco. A Lecco quasi l’83% delle nuove entrate previste riguarda turismo, commercio, servizi alla persona e logistica; a Monza la quota supera il 64%. Un contesto che richiama le preoccupazioni espresse dal 59° Rapporto Censis, citato nel comunicato: “Il lungo autunno dell’industria diventerà il gelido inverno della deindustrializzazione? Tra i comparti manifatturieri in maggiore sofferenza, quali rischiano di scomparire per sempre?”.
“Siamo un Paese in stagnazione, che si prolungherà per tutto il 2026”, afferma Scaccabarozzi, sottolineando come una manovra di entità ridotta rischi di avere un impatto macroeconomico pressoché nullo. Resta aperto, secondo la Cisl, il tema centrale della crescita e delle priorità politiche, a partire dalla questione dei bassi salari. La retribuzione media annua in Italia si ferma a 24,8 mila euro, a fronte dei 32,5 mila della Spagna e dei 39,6 mila della Germania.
Accanto a questo, il sindacato segnala criticità rilevanti nelle risorse destinate a Scuola, Università e Ricerca, esprime preoccupazione per la cancellazione di Opzione Donna e per la riduzione anticipata del diritto alla NASpI, che potrebbe penalizzare i percorsi di autoimprenditorialità dei disoccupati. Insufficienti anche i fondi per la non autosufficienza, giudicati lontani dai livelli necessari a rispondere ai reali bisogni di assistenza. Netta, infine, la contrarietà a ogni forma di condono fiscale o edilizio e al taglio dei fondi destinati ai servizi ai cittadini, compresi quelli svolti in forma sussidiaria come i CAF.
Da qui la richiesta di aprire una fase di dialogo strutturale, fondata su obiettivi condivisi e responsabilità reciproche. La Cisl chiede l’avvio di un tavolo di confronto organico su salari, formazione e produttività, previdenza e fisco, welfare e politiche sociali. L’obiettivo, anche in vista della chiusura del PNRR, è la costruzione di un nuovo patto sociale tra soggetti riformisti, capace di tenere insieme regole di bilancio, crescita economica, stabilità, sicurezza e qualità del lavoro, equità e coesione sociale. Una strada che, conclude Scaccabarozzi, può rafforzare il Paese e offrire risposte concrete e durature a lavoratori, pensionati, famiglie e imprese.

RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL



































