Elezioni provinciali, Vergani: “Serve un ascolto vero dei territori”

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Fabio Vergani
Fabio Vergani

Intervista a Fabio Vergani, candidato alla carica di presidente della Provincia sfidando Alessandra Hofmann

“La mia candidatura è partita dal basso, sostenuta da un nutrito gruppo sindaci, per fornire  un’alternativa all’attuale guida”

LECCO – Sindaco di Imbersago al secondo mandato, Fabio Vergani, dirigente d’azienda in una nota ditta di Merate, siede in Consiglio comunale del paese situato sulle rive dell’Adda dal 2004, anno in cui si è candidato per la prima volta alle elezioni amministrative con la lista guidata da Giovanni Ghislandi.
Una passione per la res publica vissuta a tutto tondo, senza mai prendere una tessera di partito, aderendo fin dalla nascita, quattro anni, al gruppo dei Civici, da cui è nata la candidatura a Presidente della Provincia.

L’abbiamo incontrato per un’intervista a pochi giorni dalle votazioni per il rinnovo del presidente, in programma sabato 24 gennaio.

Cosa l’ha spinta a compiere questo passo? Non le bastava essere il sindaco di Imbersago?
La mia è stata una candidatura proposta in maniera forte dal territorio, nata dal basso. I Civici hanno lavorato fino a che stato possibile per arrivare a una candidatura unica a presidente della Provincia, ricevendo però un aut aut sul nome di Alessandra Hofmann. Di fronte a questo, con grande senso di responsabilità, volendo fornire un’alternativa alla guida della Provincia, si è lavorato per una figura che fosse condivisa e rappresentantiva. Si è arrivati quindi al mio nome, forse anche grazie al lavoro svolto come presidente della Conferenza dei sindaci del Meratese. Un territorio quest’ultimo, insieme al Casatese, da cui ho ricevuto un grande supporto alla candidatura.

 

In caso di vittoria, dovrà destreggiarsi tra il Comune e Villa Locatelli. E’ spaventato da questa mole aggiuntiva di lavoro e responsabilità?
L’impegno non mi spaventa. Ho ben chiaro che il tempo da destinare a queste attività dovrà essere tanto e per questo, in caso di elezione, mi metterò in aspettativa dal lavoro. Ho sempre fatto prima l’assessore e poi il sindaco lavoratore, riuscendo a trovare un equilibrio tra i due ambiti. Con la Provincia però sarebbe diverso. Da qui una scelta radicale dovuta alla necessità di dedicarmi a tempo pieno, in caso di vittoria, a un’attività di alta responsabilità.

In famiglia come hanno reagito a questa candidatura?
Non posso ripetere quello che mi ha detto mio figlio (ride). Diciamo che sono abituati. Nel 2003 mi sono sposato e nel 2004 Ghislandi mi ha scelto come assessore. I miei due figli sono cresciuti con il papà che aveva sempre qualche riunione in Comune. La mia famiglia sostiene le mie scelte e so che posso contare sul loro massimo sostegno.

E il gruppo di maggioranza come ha accolto la notizia?
Con il massimo entusiasmo perché sanno che metterò in campo lo stesso spirito di dedizione e servizio profuso su Imbersago.

Il sindaco di Imbersago Vergani sul traghetto leonardesco

Nel 2024 non ha esitato a mettersi in gioco conseguendo la patente nautica per diventare barcaiolo e rimettere in funzione il traghetto leonardesco, fermo da diverso tempo. Cosa sarebbe disposto a fare per Villa Locatelli? Cosa pensa di poter offrire di diverso alla Provincia?
Ah, non basta essere un sindaco barcaiolo? Scherzi a parte, quello che porto e sono disposto a mettere in campo è una visione diversa rispetto a quella avuta in questi anni dove l’amministrazione provinciale non è andata oltre a interventi spot sul tema viabilistico e infrastrutturale. Sono convinto della necessità di raccogliere veramente la voce dei territori, andando a conoscerli e incontrarli. Penso che la Provincia debba uscire dal maniero di Villa Locatelli: in questo senso anche lo slogan Casa dei Comuni ha segnato il tempo. Non c’è bisogno di una casa dove magari però non tutti hanno le chiavi per entrare: la Provincia deve essere un luogo aperto a qualsiasi tipo di istanza, da qualsiasi parte venga.

Si riferisce ad alcuni temi in particolar modo, magari al nuovo ponte di Paderno
Su alcuni tavoli la Provincia non è stata molto coinvolgente e si è limitata a svolgere un ruolo consultivo, senza farsi carico della fase di progettazione. Bisogna ribaltare questa proporzione e agire dal basso, facendosi carico delle istanze raccolte dai territori senza imporre soluzioni calate dall’alto. Sul nuovo ponte di Paderno non nascondo e lo ho ribadito anche insieme agli altri sindaci del territorio che la Provincia avrebbe potuto e potrebbe fare di più per farsi portavoce delle istanze di un territorio su cui si riverseranno gli impatti di questa infrastruttura sotto il profilo viabilistico e della vivibilità del territorio.

Sul tavolo c’è la questione aperta di Colico, con un referendum per il passaggio nella provincia di Sondrio. Come vede la vicenda?
Colico è una perla del lago e ha un valore imprescindibile legato, oltre alla sua vocazione turistica, al comparto industriale, strategico e importante e alle scuole superiori. Tutti aspetti che vanno valorizzati ancora di più. Dobbiamo chiederci come mai siamo arrivati a questo punto, anche se ormai la parola finale spetta ai cittadini.

Lei arriva dalla Brianza e potrebbe essere poco conosciuto da Airuno in su. Lo vede come un difetto?
Non sono solo in questa candidatura. C’è chi si sta impegnando quanto me in questa campagna elettorale, in cui non sono mancati gli incontri, le presentazioni, le telefonate. Sono sempre a disposizione per chi vuole mettersi in contatto con me e lo sarò anche dopo. Ribadisco che ritengo che sia la Provincia a dover andare sul territorio per cui intendo creare un appuntamento semestrale di incontro e sopralluoghi nelle varie zone del Lecchese. Sarà il mio primo impegno: uscire sul territorio entro 60 giorni dall’eventuale elezione a presidente.

Vergani nel 2019 appena eletto sindaco di Imbersago

In caso di vittoria, sarebbe un presidente eletto dagli oltre mille consiglieri comunali e sindaci della Provincia di Lecco. Secondo lei, sarebbe opportuno tornare a un’elezione diretta del Presidente della Provincia e del consiglio provinciale? Di che riforma avrebbe bisogno questo ente?
Deve tornare una elezione di primo livello, non ci sono dubbi. Così com’è, la Provincia risulta un ente molto ibrido con poche leve per esercitare il proprio mandato. Ho visto le difficoltà registrate con la riduzione del numero di assessori in Giunta, da 5 a 3, in Comune a Imbersago senza che questo comportasse un risparmio sulle casse comunali significativo. Penso che sia urgente rimettere mano alla riforma della Provincia che deve tornare ad avere una capacità di azione concreta senza dover sempre cercare bandi e contributi da altri enti.

La sua candidatura è sostenuta dai Civici e da un nutrito gruppo di sindaci del centrosinistra: un’alleanza che qualcuno definisce ad alta tensione. Cosa risponde?
Innanzitutto che non è un patto, ma un progetto elaborato, dal basso, con i sindaci con cui abbiamo condiviso una visione e le priorità. In queste settimane non sono stato contattato da rappresentanti di partito. La mia è una candidatura davvero trasversale e lo sto dimostrando anche negli incontri a tu per tu di questa stimolante campagna elettorale.

Cosa riconosce di positivo al mandato della sua sfidante Alessandra Hofmann?
Su Villa Monastero ha lavorato bene, portando a casa risultati con caparbia e impegno.

Quali saranno le priorità del suo mandato in caso di vittoria il 24 gennaio?
Incontrare i territori, dialogare con i loro rappresentanti, farsi carico delle loro istanze. Penso che la priorità saranno i ponti, da Paderno a Brivio, passando per la corsia in uscita da Lecco dal Terzo Ponte dopo l’inaugurazione di lunedì di quello che potremmo definire, così com’è, un mezzo ponte.
Poi, la Lecco Bergamo e la tangenziale di Primaluna. Sarà fondamentale investire sulle scuole con un piano mensile di segnalazioni e richieste che giungano direttamente dai plessi. E penso che sia imprescindibile lavorare per rendere le scuole al passo con i tempi, creando un legame vero con le industrie che troppo spesso lamentano una mancanza di formazione adeguata. Dobbiamo ridurre il mismatch tra formazione e mondo del lavoro, contribuendo a innalzare il livello della professionalizzazione da parte delle scuole.

Concluda con un appello al voto: perché sindaci, assessori e consiglieri comunali dovrebbero votare il sindaco di Imbersago?
Perché sono libero da condizionamenti, sono molto determinato a lavorare all’interno dei territori della Provincia e perché ho una grande voglia di fare bene.

QUI L’INTERVISTA AD ALESSANDRA HOFMANN, ALTRA CANDIDATA ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI LECCO