Ponti Kennedy e Visconti, Carlo Piazza: “Due corsie in meno: questo il bilancio della giunta Gattinoni”

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Viabilità nuova a Lecco via Da Vinci
Il Ponte Kennedy (foto archivio)

Delle tre corsie del ponte Kennedy ne resteranno soltanto due

“Questo è l’emblema di un’amministrazione sorda, isolata e senza visione”

LECCO – “Nel 2013 è stata eliminata una corsia dal ponte Azzone Visconti. Oggi l’amministrazione Gattinoni elimina un’altra corsia, questa volta dal ponte Kennedy. Il risultato è chiaro: due corsie in meno sui ponti cittadini. Si fa tanta battaglia per ottenere la terza corsia sul ponte Manzoni, ma poi è proprio il Comune di Lecco il primo a togliere corsie, senza nemmeno provare a coinvolgere altri enti per reperire le risorse necessarie a realizzarle. Una contraddizione evidente”.

Questo il commento del candidato sindaco della Lega Carlo Piazza sul fatto che delle tre corsie del ponte Kennedy ne resteranno soltanto due dopo i lavori per il teleriscaldamento.

“Ancora più grave è il metodo: una scelta unilaterale, senza confronto con la Provincia e i sindaci del territorio e senza alcuna concertazione. Un modo di amministrare lontano anni luce dall’approccio che intendiamo applicare noi: dialogo, condivisione e responsabilità verso tutta l’area lecchese. Il Comune, inoltre, ha deciso di non prorogare l’ordinanza che, dal 3 dicembre scorso, aveva ampliato gli orari di utilizzo del ponte Azzone Visconti. Quell’ampliamento aveva portato un miglioramento, seppur contenuto, della situazione del traffico. La domanda è semplice: perché tornare indietro?”

“È dal 2021 che l’amministrazione Gattinoni è in possesso di una relazione tecnica, redatta dai propri uffici, che evidenzia criticità strutturali del ponte Kennedy. Hanno aspettato il 2026 per decidere cosa fare, e lo fanno senza coinvolgere il territorio. Il motivo è noto: fino a novembre 2025 il sindaco Gattinoni sosteneva che la competenza del ponte fosse di altri enti. Ora che è stato chiarito definitivamente che il ponte è comunale, finite le scuse, la soluzione è semplice e penalizzante: ridurre le corsie da tre a due. Il Comune smetta di chiamare in causa altri enti a sproposito. Servono numeri chiari, una stima concreta delle risorse necessarie e un progetto serio di riqualificazione strutturale del ponte. Se davvero oggi servono altri enti, perché allora il Comune è riuscito da solo a modificare poche settimane fa il progetto del teleriscaldamento? Gattinoni ha già perso oltre quattro anni dei lecchesi con le sue idee sbagliate sulla proprietà del ponte. Ora si mette contro il territorio e decide, da solo, l’ennesima scelta a danno della città. Questo è l’emblema di un’amministrazione sorda, isolata e senza visione”.