Sicurezza a Lecco, i Giovani Democratici: “Meno allarmismo, più serietà istituzionale”

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Polizia Stazione di Lecco
foto archivio

I Giovani Democratici vogliono anche fare chiarezza sulle competenze istituzionali

“La gestione dell’ordine pubblico è una prerogativa dello Stato”

LECCO – Dopo il recente episodio di violenza nel piazzale della stazione di Lecco in cui è rimasto ferito un tassista, i Giovani Democratici intervengono in risposta alle recenti dichiarazioni dei Giovani della Lega e di Fratelli d’Italia in merito alle questioni di sicurezza nei pressi della stazione.

“Riteniamo fondamentale intervenire per riportare la discussione su un binario di realtà, lontano dalle strumentalizzazioni politiche e dai toni emergenziali alimentati dalle forze di centrodestra. Non possiamo pretendere che l’amministrazione comunale risolva da sola criticità che dipendono dal Governo e dalla Regione che – ricordiamo – sono governate da Lega e Fratelli d’Italia – afferma Elena Lo Monte, Segretaria provinciale dei Giovani Democratici -. Inoltre è curioso come i Giovani della Lega e di Fratelli d’Italia, che non si sono mai impegnati in alcuna iniziativa concreta per il territorio, si facciano vedere solo in campagna elettorale”.

I Giovani Democratici vogliono fare chiarezza sulle competenze istituzionali: “La gestione dell’ordine pubblico è una prerogativa dello Stato, che la esercita attraverso il Ministero dell’Interno, la Prefettura e le Forze dell’Ordine. Il Comune ha margini di manovra limitati alla Polizia Locale e al decoro urbano. La sicurezza è sempre stato un tema prioritario per l’amministrazione Gattinoni, a testimonianza di ciò sono sotto l’occhio di tutti i continui investimenti – ricorda il Consigliere comunale Nicolò Paindelli -. Dalla sperimentazione degli street tutor, ai tavoli con Regione Lombardia per colmare diverse lacune normative, all’installazione di nuove telecamere nei punti più critici della città, al progetto Strade Sicure. Occorre però allargare lo sguardo: è una questione innanzitutto sociale, perciò non si può risolvere solo con la presenza dei militari in città. Il nostro impegno per la cittadinanza continua”.