L’imprenditore e membro di giunta della Camera di Commercio Como-Lecco analizza l’impatto delle nuove aperture e chiede 100/200 posti auto interrati in centro
“Fondamentale la realizzazione del centro congressi alla Piccola. Intercettare il flusso di congessi, eventi e spettacoli consentirà di differenziarci, ma Lecco non deve tradire il suo DNA industriale, artigianale, di ricerca, sviluppo e innovazione”
LECCO – L’arrivo di un albergo di grandi dimensioni (circa 140 camere) affiliato a una catena internazionale come Marriott International rappresenta, per Lecco, un passaggio rilevante. Fabio Dadati, imprenditore turistico lecchese, membro di giunta della Camera di Commercio Como-Lecco con delega al turismo, consigliere di Federalberghi Lecco e amministratore della C&D srl, lo afferma senza esitazioni: “Albergo di quelle dimensioni che fa parte di una catena internazionale è positivo, in sé”.
L’operazione che interesserà lo stabile dell’ex Banca Popolare di Lecco si inserisce in un contesto di forte espansione dell’offerta ricettiva cittadina. Allargando lo sguardo ai progetti annunciati – quarta torre delle Meridiane, piazza Diaz, parte del centro commerciale Le Piazze, le Caviate e l’immobile ex Inpdap in prossimità del Ponte Vecchio – la dotazione alberghiera è destinata a crescere di due volte e mezzo rispetto all’attuale. “È tanto, ci si potrebbe anche spaventare un po’”, osserva Dadati, sottolineando però come, parallelamente, si stiano riducendo le case vacanza gestite da operatori non professionisti.
L’imprenditore richiama poi un progetto che definisce strategico e “ineludibile”: la realizzazione nell’area della Piccola di un centro congressi, eventi e manifestazioni da almeno 2 a 3 mila posti, con parcheggi interrati, favorito anche dal Comune di Lecco. Una struttura che permetterebbe di intercettare il flusso MICE – Meetings, Incentives, Conferences ed Exhibitions – ossia il turismo d’affari organizzato e quello degli eventi sportivi, musicali, culturali. “Le caratteristiche di poter intercettare il flusso MICE – partecipanti, relatori, espositori e organizzatori – è che si tratta di un flusso programmato e organizzato con anticipo, coinvolge appunto gli hotel, genera una spesa media più elevata rispetto al turismo leisure ed è meno stagionale rispetto al turismo vacanziero”.
Secondo Dadati, oggi questo segmento viene intercettato soprattutto dal vicino Lago Maggiore, mentre Como fatica a soddisfare la domanda sia per carenza di spazi sia per prezzi elevati legati al turismo di lusso. “Il progetto del centro a Lecco è un progetto che sto spingendo io stesso da tempo perché ci consentirebbe di differenziarci da Como, senza dimenticare che Lecco non avrà mai una vocazione turistica al 100% e meno male, in quanto si subirebbero gli alti e bassi di questo settore”.
A sostegno della necessità di diversificare, cita un dato recente: tra novembre 2025 e gennaio 2026 nel nostro territorio si è registrato un calo del 25% su Booking rispetto all’anno precedente, il peggior risultato dal 2015. “La dice lunga sulla fluttuazione del settore turistico”, commenta.
Un altro nodo riguarda i prezzi. A Como continuano ad aprire hotel a 4 e 5 stelle e il costo medio di una camera in una struttura a 5 stelle si attesta intorno ai 2mila euro a notte. Se il rallentamento del turismo dovesse proseguire, potrebbe verificarsi una riduzione delle tariffe, con il rischio di invertire il flusso di visitatori che oggi scelgono l’area lecchese per ragioni di costo. “Il travaso turistico si fermerebbe o si ridurrebbe. Ed è per questo che dobbiamo cercare soluzioni alternative come quella di intercettare i flussi MICE”.
Nel ragionamento di Dadati trova spazio anche l’identità economica del territorio. Lecco, rimarca, resta un’eccellenza negli ambiti industriale, dell’innovazione, della ricerca e dell’università, grazie alla presenza di aziende di primo piano, del Politecnico di Milano – Polo di Lecco – e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Realtà che negli anni hanno costruito collaborazioni significative. Ne ci to solo due sulle tante, come Villa Beretta e La Nostra Famiglia, mentre altre imprese hanno avanzato l’idea di attivare corsi specifici, ad esempio in Biomeccanica. Un segnale, secondo l’imprenditore, che “la strada del connubio Politecnico e Aziende è vincente, ancorché fondamentale per il futuro del nostro territorio, così come certificato da Regione Lombardia con l’identificazione delle Zone d’Innovazione e Sviluppo proprio in questo ambito”.
I numeri, che lo stesso Dadati fornisce, confermano la necessità di mantenere equilibrio: nel PIL locale il turismo pesa per il 11%, mentre in una provincia fortemente orientata al settore come quella di Como si attesta tra il 14 e il 15%, con l’85% dell’economia che deriva da altri comparti. “Lecco deve non tradire il suo DNA, dev continuare a coltivarlo, ossia quello industriale, artigianale, della ricerca e dell’innovazione”.
Tornando al nuovo hotel di piazza Garibaldi, Dadati sollecita alcune riflessioni in tema di accessibilità e parcheggi. “Bene che il privato venga coinvolto nel rifacimento di piazza Garibaldi, ma dovrebbe includere anche la realizzazione di un parcheggio interrato di uno o due piani per ottenere tra i 100 e i 200 posti, quelli che poi sono stati persi in centro nell’ultimo periodo. Anche perché una realtà simile richiederà un centinaio di dipendenti, oltre ai fornitori e ai clienti”. E aggiunge: “Al di là della legge vigente in termini di classificazione alberghiera che impone la realizzazione di un numero di parcheggi pari alla metà più uno del numero di camere più uno (in questo caso oltre 70), non va persa l’occasione di creare un nuovo parcheggio in centro di grande capienza, anche perché il privato in questione, sostenuto da un fondo, ha la forza e la capacità di farlo, tenuto anche conto che poco distante, in piazza Diaz, ne sorgerà un altro. Se fossi un amministratore agevolerei sì l’afflusso in centro con mezzi pubblici e mobilità dolce, ma laddove vi è la possibilità di incrementare il numero di parcheggi a fronte di simile progetto e quindi di nuove necessità, considerando che una struttura di questo genere avrà anche ristoranti, bar, sale meeting, SPA, e occuperà almeno 100 persone che si dovranno recare al lavoro”.
Tra i servizi ritenuti necessari cita anche una stazione di rifornimento per barche, dopo la chiusura di quella in zona Caviate: “So che l’Amministrazione comunale ci sta lavorando, ma anche su questi aspetti dobbiamo migliorare e farci trovare pronti”.
In conclusione, Dadati definisce l’arrivo del grande albergo in centro come “una grande opportunità”, ma mette in guardia dall’idea che l’apertura di una o più strutture possa bastare. “Sarebbe drammatico se non facessimo nulla nel frattempo sperando che le aperture siano la soluzione. Ci saranno circa 4 anni di tempo, io sono positivo, il che non vuol dire non guardare ai rischi e quindi prepararsi”.
L’ultimo passaggio è un appello diretto al settore e agli investitori: “Mi sento di chiedere rispetto per chi come me lavora nel settore alberghiero. A volte si introducono investitori senza avere conoscenze del settore, lo fanno solo grazie alla loro disponibilità finanziaria e per una sorta di diversificazione imprenditoriale, come se fosse un divertimento. Ma il nostro non è un settore esotico, non basta mettere soldi e divertirsi, è un settore di impresa, dove ci lavorano migliaia di persone e vivono migliaia di famiglie. Quindi, anche in questo settore serve sempre più professionalità per non creare distorsioni negative. Bisogna stare sul pezzo”.
Quindi, chiosa: “Aspetto con grande piacere e con me Severino Beri (presidente di Federalberghi Confcommercio Lecco) l’iscrizione a Federalberghi della nuova proprietà che darà vita all’hotel di piazza Garibaldi. Siamo entusiasti di poter fare un percorso insieme”.

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