Referendum sulla separazione delle carriere, a Lecco nasce il Comitato Sì Separa

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A Lecco si è costituito il Comitato Sì Separa in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla separazione delle carriere

LECCO – A Lecco si è costituito il Comitato Sì Separa in vista del referendum confermativo sulla separazione delle carriere in magistratura, in programma il 22 e 23 marzo. L’iniziativa rappresenta l’articolazione locale della realtà civica promossa dalla Fondazione Luigi Einaudi ed è guidata dall’ex presidente dell’Unione Camere Penali, Gian Domenico Caiazza. La nascita del comitato è avvenuta in collaborazione con l’associazione lecchese L’Asino di Buridano e raccoglie adesioni trasversali di professionisti ed ex parlamentari sia del centrosinistra sia del centrodestra.

Il comitato sostiene il Sì alla riforma costituzionale che introduce la separazione tra magistrati giudicanti e requirenti. Nel documento diffuso si legge: “Votare Sì non significa esprimere una forma di sostegno nei confronti del Governo Meloni e della sua maggioranza. Votare Sì significa scegliere una giustizia davvero terza, in cui chi accusa e chi giudica percorrono strade diverse”.

La proposta prevede l’istituzione di due Consigli superiori distinti, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. È inoltre previsto il sorteggio entro elenchi qualificati per la composizione degli organi e la creazione di un’Alta Corte autonoma per la giurisdizione disciplinare, con decisioni appellabili davanti alla stessa Corte in diversa composizione.

Ai Consigli verrebbero affidate le competenze su assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni. Il referendum costituzionale si terrà il 22 e 23 marzo e il comitato conclude con un invito al voto favorevole: “Il Sì – spiegano – non è un salto nel vuoto, ma un investimento nella fiducia pubblica. Significa dire basta alle opacità che hanno logorato l’immagine della giurisdizione e aprire una stagione in cui terzietà, merito e responsabilità tornano ad essere parole concrete. Due carriere per una giustizia più giusta; due Consigli per un’autonomia più solida; un’Alta Corte per una disciplina più credibile. Per queste ragioni, al referendum costituzionale, noi e gli italiani sceglieremo Sì”.